Nel naufragio tra Lampedusa e Malta, “27 i morti accertati” dice il premier maltese Muscat. Letta: operazione congiunta Italia-Malta ha salvato molte vite

Dopo la tragedia del 3 ottobre, nuovo dramma della disperazione tra Malta e Lampedusa. Un’imbarcazione si è rovesciata a circa 70 miglia a sud est dell’isola italiana ed è stata individuata dall’elicottero della nave Libra. In giornata erano già state soccorse oltre 500 persone. Proseguono ricerche dei morti a Lampedusa, convalidato fermo del tunisino considerato lo scafista del barcone colato a picco giovedì scorso

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La Valletta Sono “27 i morti accertati” del nuovo naufragio di un barcone di migranti nel canale di Sicilia. Lo ha dichiarato il premier maltese Joseph Muscat nel corso di una conferenza stampa a La Valletta. Lo conferma la BBC. Muscat ha aggiunto che “il numero delle vittime sembra destinato ad aumentare, si teme drasticamente“.

La marina maltese ha riferito che una delle sue unità ha recuperato 150 migranti mentre una nave italiana ne ha salvati 56. I feriti più gravi sono stati trasportati via elicottero a Lampedusa. Tra i trasportati nell’isola teatro della tragedia del 3 ottobre scorso, almeno 8 bambini. Questa tragedia, ha aggiunto Muscat, “non può essere solo un altro (ennesimo) allarme per l’Europa. Ora è tempo di agire“, ricordando, ha proseguito il premier maltese, che, “questo e’ un problema europeo, non è solo un problema dell’Italia e di Malta“.

Tuttavia il bilancio del nuovo naufragio è ancora provvisorio. Sono almeno 200 i migranti messi in salvo dai soccorritori italiani e maltesi: in 56 (39 uomini, 8 donne e 9 bambini) sono stati caricati a bordo della nave Libra della Marina Militare Italiana, altri 15 sono stati soccorsi da un motopesca, circa 130 sono stati salvati da un pattugliatore maltese. Sul barcone c’erano molte donne e diversi minori: si teme che la maggior parte dei morti possa essere tra i minori.

I primi superstiti del naufragio avvenuto a 70 miglia da Lampedusa sono arrivati nel poliambulatorio di Lampedusa. Si tratta di una donna e di suo figlio, e di un uomo. Lo ha confermato ieri sera il responsabile sanitario di Lampedusa, Pietro Bartolo: “Stanno bene“, ha detto, “il marito della donna dovrebbe essere rimasto a bordo della nave militare“.

A dare l’allarme sul nuovo naufragio a sud di Lampedusa e Malta è stato un aereo di pattugliamento maltese, che ha rilevato la barca dei migranti in difficoltà. La barca si sarebbe ribaltata perché le persone a bordo si sarebbero spostate in modo scomposto per attrarre l’attenzione dei piloti dell’aereo militare, che successivamente avrebbe gettato a mare dei canotti di salvataggio.

In zona sono state inviate due unità della Marina Militare (il dispositivo di soccorso era stato potenziato proprio ieri) e una motovedetta maltese, che è stata la prima a raccogliere i superstiti, insieme ad alcuni pescherecci operanti in zona.

Da Lampedusa sono immediatamente partite quattro motovedette, due della Guardia costiera e due della Guardia di finanza, oltre a un elicottero della Marina Militare decollato dalla base catanese di Maristaeli e attrezzato per le operazioni SAR (Search and Rescue).

Tuttavia la prima segnalazione del barcone in difficoltà era stata lanciata da un telefono satellitare a bordo della barca ed era stata raccolta dalla Capitaneria di porto, che aveva localizzato il punto esatto della chiamata e avvertito le autorità maltesi, più vicine alla zona del naufragio in acque internazionali.

”Sono tutti punti alla nostra attenzione e si sono comunque rovesciate anche le nostre priorità”, ha commentato la ministra Kashetu Kyenge ieri sera a Felino (Parma), dove partecipava al festival “Ottobre Africano”, dopo aver appreso la notizia di un altro barcone rovesciato nel canale di Sicilia. Una volta chiamata sul palco, dove è stata accolta da un lungo applauso, la ministra all’Integrazione ha poi chiesto un minuto di raccoglimento per tutte le vittime di Lampedusa aggiungendo: ”I morti non sono morti, ma sono qui con noi”.

Va detto che la ministra Kyenge si atteggia sempre di più come ministro dell’immigrazione, più che dell’integrazione, con un esautoramento delle competenze afferenti al ministero dell’Interno, retto da Angelino Alfano. Al contrario, non sembra operare molto a favore dell’integrazione degli immigrati nella società italiana, visto che la popolazione avverte con nettezza il contrario: ossia lo sforzo indefesso a imporre ai cittadini italiani usi e costumi di chi arriva in Italia, accolto con la doverosa umanità e apertura ai bisogni di chi sta peggio. Tuttavia temiamo che l’effetto prodotto sarà contrario: rendere gli italiani sempre più diffidenti sia verso Kashetu Kyenge che verso gli immigrati. Effetto pessimo.

Per la Croce Rossa italiana è indispensabile aprire subito corridoi umanitari. “Leggendo le notizie che stanno uscendo in merito a una nuova tragedia in mare, provo rabbia e amarezza: c’è bisogno di fatti, come abbiamo già più volte detto, oltre che di parole” ha detto il presidente del Comitato Nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “Questa è la drammatica prova di tutto quello che abbiamo detto fino a oggi: bisogna adottare provvedimenti urgenti per aprire corridoi umanitari, non c’è più tempo da perdere. Lampedusa e l’Italia sono il confine sud dell’Europa – ha sottolineato Rocca – le Istituzioni nazionali e comunitarie devono garantire un approdo sicuro a chi sta scappando da guerre e dittature, a chi cerca protezione umanitaria. In questo modo si colpirebbero anche i trafficanti di uomini e si potrebbe fermare questa strage continua. L’Europa si prenda immediatamente le proprie responsabilità con una scelta di garanzia e di sicurezza per chi affronta il viaggio della speranza in mare“, ha concluso il presidente del Comitato Nazionale della Croce Rossa.

Dal premier Maltese parole dure. ‘‘Quante vite ancora dovranno essere perse in attesa che l’Europa si renda conto della situazione critica nel Mediterraneo?” ha chiesto Joseph Muscat, rivolgendo a Bruxelles un appello ”a non perdere più tempo con parole inutili”. Il Mediterraneo e’ diventato un cimitero’”, ha poi dichiarato con durezza all’ANSA.

Joseph Muscat ha telefonato al presidente del Consiglio Enrico Letta, per ringraziarlo del lavoro svolto dai militari italiani nelle operazioni di soccorso del barcone naufragato nel Canale di Sicilia. Lo hanno riferito fonti di Palazzo Chigi, spiegando che Letta, nel dare atto dell’efficacia dell’intervento delle autorità maltesi, ha sottolineato come l’operazione congiunta abbia consentito di salvare molte vite.

(Agi/Ansa)

2 pensieri riguardo “Nel naufragio tra Lampedusa e Malta, “27 i morti accertati” dice il premier maltese Muscat. Letta: operazione congiunta Italia-Malta ha salvato molte vite

  • 14/10/2013 in 03:04:36
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    Ingenuo se armano i ribelli una ragione ci sarà.

    • 14/10/2013 in 10:08:20
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      Forse l’articolo era un altro?

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