Vettel verso uno storico poker iridato, ma il GP d’India potrebbe essere annullato per una questione di tasse

Terza, e probabilmente ultima, edizione di una gara che ha fruttato solo al progettista del circuito. Gli scompensi sociali del grande Paese asiatico si riflettono in un circuito cattedrale nel deserto. Noi però non dimentichiamo Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sottufficiali del Battaglione San Marco ingiustamente bloccati in India a causa di una procedura giudiziaria illegittima secondo il diritto internazionale marittimo

La partenza dell'edizione 2012 del GP d'India (foto Infiniti Red Bull Racing)
La partenza dell’edizione 2012 del GP d’India (foto Infiniti Red Bull Racing)

Mancano poche ore all’accensione dei motori delle monoposto di Formula 1 sul circuito di New Dehli, con l’avvio del primo turno di libere, ma c’è qualche remota possibilità che il Gran Premio di domenica salti. Amit Kumar, un attivista per la promozione dell’interesse pubblico, ha presentato un ricorso alla Corte Suprema in opposizione all’esclusione della tassazione concessa alla prima edizione del GP d’India del 2011. Tutto verte sul fatto che la gara del mondiale di Formula 1 dovrebbe essere considerata uno spettacolo, secondo questo attivista, non come un evento sportivo e per questo motivo non avrebbe dovuto ottenere tale esenzione.

Al riguardo Vicky Chandhock, padre del pilota Karun e presidente della Federazione indiana, ha sostenuto che le possibilità di annullamento dell’appuntamento sono remote, ma tuttavia esistono, perché la Corte Suprema solo fra qualche ora deciderà se accettare il ricorso o rigettarlo ovvero prendere ulteriore tempo.

Da quel che si è potuto valutare, in India il sistema giudiziario federale non è meno ingolfato di quello italiano e le decisioni sono spesso contraddittorie e di difficile comprensione ai sensi del diritto locale. Non ci stupiremmo, per esempio, se la Corte decidesse di prendere tempo ulteriore e, magari, sospendesse sabato la manifestazione. Sarebbe un grave danno all’immagine del Paese, già claudicante in Occidente. Tutto può accadere quindi, ma ci sarà da aspettare ancora qualche ora.

Sul piano sportivo, Sebastian Vettel si accinge a conquistare il quarto scettro iridato, eguagliando Alain Prost. Una vittoria colta in anticipo sulla fine del campionato e che sarebbe certa se la gara fosse annullata. Di certo è che difficilmente in India si tornerà a correre nel 2015, atteso che per il prossimo anno il GP d’India non è stato inserito in calendario.

Sotto il profilo tecnico, è significativa la scelta della Pirelli, che ha portato a New Dehli le P Zero White medium e i P Zero Yellow soft in funzione dello spettacolo, mentre nelle due edizioni precedenti c’era stata una scelta più conservativa con le medium e le hard. Le gomme, come al solito da quando al costruttore milanese è stato chiesto di “vivacizzare” i Gran Premi, giocheranno un ruolo importante, decisivo, perché le alte temperature previste sul Budda Circuit imporranno stress termici alle coperture, con conseguente aumento dei pit stop e dello spettacolo. Fino a che il Convento di Fra’ Bernie non passerà altra minestra, non ci resta che affacciarci da questa finestra.

Il tracciato si caratterizza per saliscendi che mettono a dura prova le gomme e gli assetti, sottoposti a pressioni elevate soprattutto nel complex delle curve 10 e 11, di fatto una curva unica in cui i pneumatici sopportano forti carichi laterali e dove l’anteriore sinistra subisce uno stress di 4G in uscita, fase in cui è richiesto il massimo del grip. Altro punto importante è la curva 4, dove le monoposto passano da 320 a 90 km/h in 140 metri, con una decelerazione misurata intorno ai 3.6G.

Sul fronte piloti, Massa ha confermato le voci che lo danno in trattative con la Williams, mentre Maldonado sarebbe in direzione Lotus, se però la sua carriera non fosse legata alle indagini scattate in Venezuela soprattutto sulle sponsorizzazioni di piloti automobilistici, una vicenda complicata in cui sono implicati politici e sportivi. Maldonado insiste nel dire non essere preoccupato, ma il prosieguo della sua carriera è a rischio.

Nel team di casa, la Force India-Mercedes, allarme per la salute di Paul di Resta, che verrà sicuramente sostituito nelle prime libere da James Calado, terzo pilota del team anglo-indiano. Per lo scozzese il malessere (gastrointestinale) sembra serio e potrebbe perfino comportare l’assenza dalle libere, ma non dalle qualifiche, perché in tal caso Di Resta non parteciperebbe alla gara.

Spiace dover mischiare lo sport e la politica, ma in India restano “prigionieri” due fucilieri della Marina Militare Italiana, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, “sequestrati” da una magistratura che sembra impermeabile al diritto internazionale, violato più e più volte. La storia è nota, riguarda l’uccisione di due pescatori, circostanza più volte messa in discussione e che comunque implicherebbe il giudizio dello Stato di bandiera della nave, acclarato ormai che i fatti si sono svolti in acque internazionali.

Per questo motivo, non seguiremo il GP d’India come gli altri appuntamenti del mondiale di F1, saltando il consueto resoconto delle libere, per concentrarci sulle qualifiche e la gara.

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