Vettel fa l’indiano! Pole position anche a New Dehli, la quarantatreesima della carriera

Il IV titolo iridato si avvicina per il tedesco della Red Bull. Rosberg in prima fila, poi Hamilton e Webber. Massa quinto tempo, Alonso ottavo, ma la differenti strategie di gomme potrebbero vivacizzare la gara

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(JH) Ancora una pole position per Sebastian Vettel e la Red Bull, la terza consecutiva, con l’obiettivo quarto titolo iridato davvero tanto a portata di mano da consentire al team di Milton Keynes di giocare con la strategia delle gomme e dare a Vettel il compito più difficile: fare la prima parte di gara con le soft (banda gialla) e lasciare un margine di incertezza per il finale di gara. A Vettel basta arrivare a punti, peraltro, per chiudere le opzioni matematiche, ma il titolo non è più un obiettivo: è una realtà.

Nelle libere (di cui non abbiamo parlato per i motivi che vi ribadiremo a piè di pagina: ce lo possiamo permettere ancora…) le Red Bull hanno lamentato graining sulle anteriore con mescola soft, nonostante i tempi ufficiali. Sicché scegliere di qualificarsi con le soft significa rischiare di incontrare traffico nello stint centrale, mentre chi userà le medium (banda bianca) può dare modo di montare le soft solo all’ultimo stint, con monoposto più leggera e gomme nuove. Su questo si giocherà la gara domani, il cui risultato non è del tutto definito. L’imponderabile è sempre dietro l’angolo, ovviamente, perché l’ingresso di una Safety Car cambierebbe la situazione.

La qualifica dunque si è giocata attorno a queste possibilità e Webber, che si è qualificato con le medie, ha accettato una differente strategia del suo compagno di squadra, cambio di cui potrebbe beneficiare in prospettiva podio.

Rosberg e Hamilton, che seguono in griglia il poleman Vettel, hanno usato gomme soft e si troveranno a dover gestire il consumo delle gomme e le variabili di rendimento delle medie in condizioni di traffico. Lo stesso dicasi per Massa, mentre Räikkönen ha dalla sua parte una monoposto che in teoria tratta meglio le coperture, ma la posizione in griglia riflette forse una reazione psicologica alla stupidaggine compiuta con Grosjean in Q1, quando un’errata valutazione ha relegato il franco-svizzero tra gli eliminati. Gara in salita per il giovane pilota della Lotus. Capita.

Hülkemberg, settima posizione in griglia, precede Alonso e le due McLaren di Perez e Button, ai quali peraltro il team di Woking crediamo debba fare una lezione di “catechismo” particolare, con spiegazione della “liturgia della partenza” per non mandarla al diavolo fin dallo start.

Il sedicesimo appuntamento del mondiale di F1 si svolge in un Paese affascinante e dalle mille contraddizioni, ma in una cornice di pubblico da cineforum. Una scelta che riflette solo una idea strampalata di business e una certa predisposizione alla demagogia eurocentrica e occidentalista al contrario: tutto quello che non è europeo e occidentale è migliore, più affascinante, più attrattivo. Abbiamo qualche perplessità (che non significa mancanza di rispetto per le culture altrui), ma ve le spieghiamo in nota.

In Q2, Vettel staccava un incredulo Alonso (il quale lamentava la mancanza di un segnalatore acustico della cambiata, la cui assenza lo distraeva…), Webber, Räikkönen, Hamilton, Rosberg, Hülkemberg, Perez, Massa e Button che chiudeva la compagnia di chi si sarebbe poi giocato la pole (quanto meno in teoria…). Eliminati Ricciardo, le due Force India di Di Resta e Sutil, Vergne, Bottas e Gutierrez.

Nella prima manche, invece, Button otteneva il miglior tempo, davanti a Webber, Ricciardo, Massa, Hamilton, Räikkönen, Rosberg, Hülkemberg, Di Resta e Alonso, che chiudeva la Top Ten. Vettel, undicesimo precedeva Gutierrez, Perez, Vergne, Sutil e Bottas, ultimo dei qualificati per la fase successiva. Sorpresa per Romain Grosjean, eliminato per non aver montato le gomme soft, in un delirio di confusione nel team Lotus, visto che il franco-svizzero abortiva l’ultimo tentativo convinto di aver passato il taglio. Dietro la Lotus si piazzavano un furioso Maldonado, Bianchi che riusciva a mettersi dietro le due Caterham di van der Garde e Pic e il compagno di squadra Chilton.

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Nota: in genere mischiare sport e politica è un errore. Ma per l’India andrebbe – va – fatta un’eccezione. Da 20 mesi due militari italiani – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – sono di fatto “sequestrati” in India a causa di un incidente in alto mare, in acque internazionali e sotto il vigore del diritto internazionale. L’India, violando a più pari le norme della Convenzione Internazionale sul diritto del Mare (UNCLOS) continua a perseguire questi due militari del Battaglione San Marco della Marina Militare, che dovrebbero invece essere sottoposti a giusto processo nel Paese di bandiera della nave: l’Italia. Questo non avviene per le scandalose lungaggini giudiziarie, al limite della farsa, dei tribunali indiani, molto sensibili alle vicende politiche ed elettorali del Paese (e con qualche evidente sentimento anti-italiano). Per questo motivo noi abbiamo deciso di non firmare gli articoli e di tralasciare gli approfondimenti consueti dopo le prove libere. Una forma di protesta e boicottaggio di un Paese straordinario, ma che con l’Italia (anche per colpa dei governi Berlusconi, Monti e Letta!!!) si sta comportando in modo scandaloso. Siamo una piccola testata (microscopica, insignificante forse), ma abbiamo una certa dignità per i valori di cui dovremmo essere tutti fieri, per poter essere degni cittadini del mondo. Tra questi valori c’è la Patria e il rispetto per le Forze Armate, oggi dispensatori di pace, non strumenti di oppressione. Non è un fatto di poco conto…

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L’analisi Pirelli della pista a cura di Mario Isola

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