Ucraina: maratona negoziale dopo il massacro. Yanukovich isolato, Putin pronto a mollarlo

Mediatori europei prudenti. Francia: niente di definitivo. Il “Wall Street Journal”: accordo preliminare firmato alle 12 (10 GMT)

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Kiev – Accordo preliminare a Kiev, dove però all’indomani del massacro regna ancora una estrema incertezza. La notte nelle strade della capitale ucraina è trascorsa relativamente tranquilla, con l’attenzione centrata sul palazzo presidenziale in via Bankova, a duecento metri da Piazza dell’indipendenza macchiata di sangue, dove sono proseguite le trattative tra presidente e opposizione con la mediazione internazionale. Yanukovich si è incontrato con gli inviati dell’Unione Europea, i ministri degli esteri di Germania, Francia e Polonia. L’accordo preliminare annunciato in prima mattinata prevede la convocazione di elezioni anticipate, una riforma costituzionale e un esecutivo di coalizione.

Ai negoziatori europei si è aggiunto all’ultimo momento un inviato russo, su richiesta espressa del capo di Stato ucraino. Putin ha mandato da Mosca Vladimir Lukin, commissario per i diritti umani, 77 anni, politico liberale, navigato, ma non certo un bulldozzer come il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, la cui esperienza in crisi internazionali avrebbe avuto un altro peso. Segnale che Mosca vuole tenere un basso profilo e di fatto ha già scaricato Yanukovich.

La speranza per il compromesso che fermi le violenze è alta, ma ci vorrà ancora qualche ora per metterlo a punto. In mattinata proseguiranno le trattative, come ha confermato l’ambasciatore dell’Ue Jan Tombinski con un accordo che dovrebbe essere annunciato per le 11 ora italiana.

Silenzio per ora dalle fonti ufficiali sui contorni di un’intesa che potrebbe avviare la normalizzazione in un paese sull’orlo del baratro. Anche i leader dell’opposizione Vitaly Klitscho, Arseni Yatseniuk e Oleg Tiahnybok non si sono espressi, mentre rimane l’incognita della piazza in mano agli estremisti nazionalisti ancora sulle barricate.

Governo di unità nazionale ed elezioni anticipate il più presto possibile, forse già prima dell’estate, questa è in sostanza la soluzione ipotizzata, che sarà discussa in una sessione straordinaria del parlamento, che inizierà probabilmente dopo il secondo round di oggi tra Yanukovich, opposizione e mediatori europei, tra i quali il ruolo guida è del tedesco Frank Walter Steinmeier. In attesa di vedere quale saranno i prossimi passi del presidente, ormai lasciato solo sulla nave che affonda e per cui si starebbe cercando dietro le quinte una exit strategy condivisa.

Alla Rada gli equilibri della maggioranza si sono di fatto spostati, tra lo sfaldamento del Partito delle regioni e il riposizionamento dei deputati controllati dagli oligarchi. Anche il cerchio dei falchi sta perdendo pezzi, l’ultimo quello del vice capo di stato maggiore, il generale Yuri Dymanski, che nella notte ha rassegnato le dimissioni. La tensione nel resto del Paese ex sovietico rimane però alle stelle, con i palazzi del potere ancora occupati nelle regioni dell’ovest in nome dell’Europa. Mentre in Crimea c’è chi vorrebbe un’annessione alla Russia e il consiglio della regione autonoma si riunirà in giornata in sessione straordinaria per reagire agli eventi nella capitale: uno scenario che rischia di aprirne altri, potenzialmente drammatici per l’intera Europa.

Secondo il “Wall Street Journal”, che cita fonti della presidenza ucraina, un accordo preliminare tra governo e opposizione, favorito dai mediatori dell’Unione Europea, è stato raggiunto e sarà firmato a Mezzogiorno ora di Kiev (le 10 GMT).

Credit: TMNews, WSJ

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