Muore Manlio Sgalambro, filosofo e da vent’anni paroliere di Franco Battiato

Sgalambro aveva 89 anni ed era noto soprattutto per la sua collaborazione con Battiato, suo il testo de “La cura”

sgalambro

Nato a Lentini il 9 dicembre 1924, Manlio Sgalambro era prima di tutto un filosofo; orientato verso un pensiero nichilista, figlio delle influenze di Friedrich Nietzsche ed Emil Cioran, pubblica la sua opera più rappresentativa nel 1982 dal titolo “La morte del sole”. La sua figura acquista una notevole risonanza tra il pubblico grazie alle apparizioni televisive e alla pubblicazione di numerosi altri volumi tra i quali “Trattato dell’empietà”, “Del pensare breve”, “Dell’indifferenza in materia di società” e “La consolazione”. 

Il 1994 segna l’inizio della lunga collaborazione con il maestro Franco Battiato, coincidente con il periodo più prolifico per il cantautore siciliano; a Sgalambro si deve il testo de “La cura”, forse il brano più famoso di Battiato, da “L’ombrello e la macchina da cucire” del 1995 ad “Apriti sesamo” del 2012, l’impronta del filosofo è riconoscibilissima, rintracciabile anche nei  libretti delle opere “Il cavaliere dell’intelletto”, “Socrate impazzito”, “Gli Schopenhauer” e “Telesio” e al balletto “Campi magnetici”.

Non solo musica e filosofia, ma anche cinema: Sgalabro è stato infatti sceneggiatore dei tre film finora diretti sempre dall’amico Battiato, ovvero “Perduto amor”, Misikanten” e “Niente è come sembra” e ha esordito come solista nel 2001 con l’album Fun Club, prodotto dallo stesso Battiato e da Saro Cosentino. 

I funerali di Manlio Sgalambro saranno celebrati domani, a Catania, nella chiesa di Crocifisso dei miracoli. 

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Il video ufficiale de “La cura” scritta da Manlio Sgalabro e Franco Battiato:

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