Russia, dopo la spocchia, realismo e prove di dialogo: ‘interessati a mantenere contatti con il G8’

Dalla Russia il portavoce di Putin sulla sospensione della partecipazione dei leader del G7 al summit di Sochi: “Non c’è ancora stata la notifica dell’intenzione di rimandare o cancellare eventi bilaterali già concordati”. Washington ribadisce: “Minate fondamenta della sicurezza globale e pace in pericolo”

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L’Aja/Mosca – La Russia “è interessata a mantenere i contatti con i Paesi del G8, anche al più alto livello“. Lo ha dichiarato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, all’indomani dell’annuncio da parte dei leader del G7, riuniti all’Aja, della sospensione della loro partecipazione al previsto summit del G8 di Sochi,  almeno finché la Russia non cambierà rotta sull’Ucraina. A questo proposito, Peskov ha anche aggiunto – secondo quanto riportano le agenzie russe – che i Paesi del G8 non hanno ancora notificato alla Russia l’intenzione di rimandare o cancellare eventi bilaterali già concordati“.

Secondo Peskov, la sospensione della Russia dal G8 è “controproducente. Abbiamo interesse a questi contatti”. Il portavoce del presidente Putin ha sottolineato che Mosca è pronta a mantenere il dialogo con chi è disponibile, specie per quanto riguarda il contrasto al terrorismo e il traffico di droga. Malgrado il summit di giugno, ormai diventato G7, sia stato trasferito da Sochi a Bruxelles, Russia e Occidente continuano i colloqui a livello di esperti, ha ancora detto il portavoce.

LA RISPOSTA DEGLI STATI UNITI – Nonostante l’apertura da parte di Mosca, per Washington le azioni della Russia in Ucraina e in Crimea “minano le fondamenta dell’architettura della sicurezza globale e mettono in pericolo la pace e la sicurezza in Europa. Ucraina e Stati Uniti ribadiscono che non riconosceranno l’illegale tentativo della Russia di annettere Crimea. La Crimea è una parte integrante dell’Ucraina e gli Stati Uniti continueranno ad aiutare l’Ucraina ad affermare la sua sovranità e l’integrità territoriale“. Una posizione rigida che guarda solo a una parte del problema, ma è probabilmente una posizione di principio che serve a non lasciare ulteriore spazio a manovre militari russe nella regione.

A margine della seconda giornata di lavori del summit sulla sicurezza nucleare a L’Aja, in Olanda, gli Usa e Ucraina “riaffermano oggi la loro partnership strategica e sottolineano il ruolo importante della non proliferazione nucleare nel loro rapporto” e “ribadiscono il loro impegno a sostenere gli impegni di non proliferazione nucleare“, un obiettivo che si perseguirà “migliorando la capacità dell’Ucraina di rilevare materiali nucleari ai suoi confini, per fornire difesa fisica a siti con materiale nucleare e radioattivo e per mantenere un sistema di controllo delle esportazioni adeguato al fine di contribuire a realizzare gli obiettivi dei vertici per la sicurezza nucleare“.

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della NatoTAJANI SU DIALOGO UE- MOSCA – “Guai a chiudere il dialogo con la Russia. Ci sono troppi interessi europei in gioco. Gli Usa sono gli Usa, sono più lontani. Noi siamo l’Europa” e dobbiamo “perseguire sempre la via diplomatica“. A dirlo, durante un convegno a Milano, è stato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea (in scadenza…). “Non possiamo avere posizioni manichee, chiudere il dialogo con la Russia sarebbe un errore“, ha sottolineato il Commissario ai Trasporti dell’UE, esponente di spicco di Forza Italia.

CRISI UCRAINA E NATO – “Il comportamento russo non avrà alcuna conseguenzasulla politiche di allargamento della Nato, le porte dell’Alleanza “restano aperte“, ha dichiarato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen a Bruxelles, dopo l’incontro con il premier del Montenegro Milo Dukanovic, rispondendo alla domanda se la crisi ucraina avrà un impatto sull’allargamento a est dell’Alleanza.

Secondo i Trattati, ha ricordato, parlando con i giornalisti, “la Nato può invitare le democrazie europee che rispettano i criteri necessari per unirsi all’Alleanza e la decisione se siamo pronti ad allargarci è una decisione fatta all’interno della Nato“. Così, ha spiegato ancora Rasmussen, “è un argomento che va discusso tra il Paese che chiede di entrare e l’Alleanza e se il richiedente rispetta i criteri necessari e i 28 sono d’accordo, allora possiamo decidere di farlo entrare. Né la Russia nè una parte terza possono avere un impatto su questo“. E ancora, ha concluso il segretario generale della Nato, in proposito “non abbiamo preso ancora alcuna decisione“, “stiamo preparando il nostro summit in Galles (a settembre, ndr), stiamo consultando i Paesi aspiranti e come affronteremo la politica della porta aperta sarà deciso in una fase successiva“.

Rasmussen ha affermato anche che la Nato è “molto preoccupata per il rafforzamento della presenza militare russa alla frontiera con l’Ucraina.Come Nato – ha sottolineato – siamo concentrati per fornire un deterrente ed una difesa effettivi e tutti gli alleati della Nato possono essere sicuri della nostra determinazione a fornire una difesa efficace e abbiamo tutti i piani” per farlo. Inoltre, ha concluso, “siamo discutendo con l’Icraina come possiamo rafforzare il nostro sostegno” a Kiev.

(Credit: Adnkronos)

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