Arriva dall’Inghilterra Skimune, metodo alternativo alla vivisezione animale

È stato brevettato con successo un test di laboratorio basato su cellule immunitarie ed epidermiche umane che potrebbe permettere di dire “addio” ai test sugli animali

20130530-vivisezione780x500

 

INGHILTERRA – Anni di lotte animaliste trovano da oggi riscontro anche nella scienza. Stop a test clinici e dermatologici sugli animali. È stato sperimentato con successo e brevettato un nuovo test cutaneo basato su cellule immunitarie ed epidermiche di origine umana, in grado di verificare le reazioni di sensibilizzazione dovute a farmaci e cosmetici.

Presentato nei giorni scorsi a Bruxelles dai ricercatori della Newcastle University, il test ha ricevuto un grande plauso durante la conferenza “in vitro testing industrial platform”, soprattutto dal momento che già dal marzo di quest’anno una legge europea aveva messo al bando la vivisezione animale per la fabbricazione di cosmetici.

Come confermato all’Ansa, ”il sistema parte dall’impiego di cellule prelevate da campioni di sangue umano – ha spiegato Anne Dickinson, del National Institute of Biological Standards and Control – differenziate in cellule dendritiche che attivano i linfociti T e una cascata di citochine per predire le reazioni di sensibilizzazione cutanea e avverse da ingredienti cosmetici o da nuovi farmaci”. “Il test – ha continuato la Dickinson – offre una accurata e rapida alternativa all’impiego degli animali ed è stato già sperimentato con successo da alcune aziende farmaceutiche’‘.

Skimune, questo il nome del nuovo test, è stato ritenuto affidabile e sicuro già durante le prime sperimentazioni da parte di diverse compagnie farmaceutiche. Il nuovo test può, infatti, evitare reazioni a sostanze tossiche, dalle semplici irritazioni cutanee a shock anafilattici.

I ricercatori che hanno sperimentato questo test, in piena adesione dei principi di molti movimenti animalisti (e che renderà felici propri gli…animali), affermano che Skimune riesce a stabilire se il prodotto oggetto di test sia in grado di suscitare o meno una risposta immunitaria, che si tradurrà in allergia o sensibilizzazione. Un grande passo avanti per le sia aziende cosmetiche vincolate dalla legge a non effettuare test sugli animali, sia per tutte le altre strutture di ricerca, perché Skimune permetterà un grande risparmio in termini di tempo e di risorse finanziarie. Secondo la dottoressa Dickinson, infatti, questo test “è preciso e più veloce di qualsiasi cosa attualmente in giro e può far risparmiare tempo e risorse per le aziende. Il test identifica i farmaci o i prodotti che possono causare una reazione o semplicemente non funzionano in modo efficace negli esseri umani“.

Un grande passo avanti, soprattutto nel momento in cui la ricerca stava già evidenziando come i risultati della sperimentazione sui topi – gli animali di gran lunga più utilizzati nella ricerca farmacologica – non possono essere trasferiti sul modello umano per almeno tre tipi di patologie, quali sepsi, ustioni e traumi. E questo dopo decenni e decenni di sperimentazioni inutili e il sacrificio di migliaia di animali, secondo quanto pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National academy of Sciences”, la miglior ricerca è proprio quella condotta sulla fisiologia umana.

All’orizzonte, quindi, una nuova speranza per un futuro senza vivisezione animale, ormai sostituibile in toto da un test non solo meno dispendioso, ma che eviterà inutili e atroci sofferenze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

20130424_TWRosalia Bonfardino

14 pensieri riguardo “Arriva dall’Inghilterra Skimune, metodo alternativo alla vivisezione animale

  • 20/07/2013 in 14:53:10
    Permalink

    La sperimentazione di farmaci cutanei in vitro esiste già e viene utlizzata; quello che voi non sapete è che nessun ricercatore è contento di usare gli animali, purtroppo è necessario e al momento è l’UNICO modo per testare la maggior parte dei farmaci. Sarebbe criminale (i nazisti lo facevano) usare farmaci non testati a dovere, sugli essere umani. Sul fatto di usare gli assassini come cavie.. non andrebbero bene perchè le cavie non devono avere patalogie pregresse ecc, che invaliderebbero il trial. Ah una cosa importante: si chiama vivisezione ma non è che gli animali vengono sezionati mentre sono vivi e coscenti

    • 28/02/2014 in 18:38:05
      Permalink

      Caro Jose’, credo che della sperimentazione su animali tu conosca solo l’aspetto vagamente fiabesco che ti e’ stato raccontato…….
      Credo DOVRESTI ENTRARE IN UNO STABULARIO…… e RESTARVI PER QUALCHE GIORNO….. ININTERROTTAMENTE……(io l’ho fatto anche solo per un tempo brevissimo perche’ un ESSERE UMANO, VERAMENTE CONSAPEVOLE DELLA SUA MIGLIORE QUALIFICAZIONE MORALE ED INTELLETTUALE, NON PUO’ CHE IMPAZZIRE DI FRONTE ALLE ATROCITA’ CHE SI VEDE INTORNO E PERDERE DEFINITIVAMENTE LA CAPACITA’ DI DORMIRE PER PIU’ DI POCHI MINUTI A NOTTE – E QUESTO E’ ORMAI IL MIO CALVARIO DA 60 ANNI; da quando, cioe’, ho vissuto questa esperienza -.
      Anche il tuo concetto di CRIMINALITA’ e’ molto…particolare e discutibile. Questo non vuol dire che userei mai i cosidetti criminali per la sperimentazione; USEREI SOLO PERSONE DEBITAMENTE INFORMATE E CONSAPEVOLMENTE E VOLONTARIAMENTE DISPOSTE A SOTTOPORSI ALLA PROVA…..o si ritorna all’uso dei prodotti della terra CHE NON HA MAI TRADITO L’UOMO SE RISPETTATA(COME FACEVANO I VECCHI SAGGI – sciamani o soggetti naturalmente predisposti a tali procedure -.
      Purtroppo nella sua supponenza ed imbecillita’ gli Umani hanno perso il senso della misura e della vera conoscenza di se stessi e del Mondo circostante…e le conseguenze sono le follie e le violenze che vediamo quotidianamente intorno a noi.
      Ripensa piu’ attentamente a quello che dici, anche perche’ credo tu sia in buona fede, esprimendoti come hai fatto.
      Un caro saluto
      Anna Musco

      • 28/02/2014 in 22:56:43
        Permalink

        Mi duole segnalare che la pubblicizzazione di link o di indirizzi di posta elettronica viola la policy di questo webzine, che è registrato come testata giornalistica e soggiace a tutte le regole in vigore. Per questo abbiamo dovuto correggere e cancellare il suo indirizzo di posta elettronica. Grazie del suo contributo, Anna, preziosissimo.

  • 10/07/2013 in 13:09:54
    Permalink

    io vorrei iniziare a fare i test sugli uomini ..non volontari x cure sperimentali bensì assassini delinquenti, chi ha provocato sofferenza.. ora vedremo cosa risponderà eliope ..riguardo allo studio i ricercatori nelle università dovrebbero acquisire obbligatoriamente anche protocolli alternativi dietro ai quali, eliope, ci sono anche anni di studio e sacrificio etico ..sembra ke far soffrire necessariamente gli animali sia un obbligo dei ricercatori ..io purtroppo da studentessa di scienze naturali in laboratorio di fisiologia ho dovuto analizzare il fegato di un topo (che x fortuna era già morto) ma in altre materie c’era anche il sacrificio dell’animale durante la lezione ..a cui ovviamente io da obiettrice nn avrei assistito ..diciamo che case farmaceutiche e ospedali probabilmente senza animali nn potrebbero giustificare più di tanto le spese e tutto ciò che normalmente viene pompato ..tanto facciamo tutti parte dell’universo prima o poi il male incontrastato e pseudonecessario ritorna ..

  • 07/06/2013 in 10:30:38
    Permalink

    beh.. sicuramente utile per valutare cosmetici e qualche pomata, ma parlare di sostituzione in toto degli animali mi sembra eccessivo.. ci sono tanti altri campi della ricerca di base (oltre alla tossicologia) in cui siamo ancora molto lontani dal non aver bisogno di sperimentare sugli animali (vedi tumori, malattie neurodegenerative, etc, etc, etc)

  • 03/06/2013 in 14:59:47
    Permalink

    un LINK di riferimento preciso alle fonti.. potreste darlo?
    grazie

  • 31/05/2013 in 19:51:10
    Permalink

    Non entro nel merito della validità di questo nuovo test .Riguardo però al fatto che gli animali non soffrano e che i comitati etici valutino l’aspetto ‘sofferenza animale ‘ questa si è una bella favola ! Vivere in gabbia , sviluppare tumori od altre malattie , subire fratture , interventi chirurgici , testare farmaci fino a dosi letali danno sofferenze e morti atroci . Se non è cosi mi piacerebbe sapere come tutto ciò viene evitato.

  • 30/05/2013 in 22:38:36
    Permalink

    Ma come si può scrivere un testo così? L’uso di cellule in vitro è un metodo applicato da anni e in costante miglioramento, ma non è in grado di rispondere a tutte le problematiche che l’uso di sostanze nuove può provocare in un organismo complesso. Si parla di sofferenze cui si sottopongono gli animali come se non si sapesse che questo non solo non è consentito, ma renderebbe inutilizzabile il risultato dello studio per lo stress indotto nell’animale. Mai sentito parlare di “Comitati Etici”? Ma quale Ente pubblico autorizzerebbe la messa in commercio di prodotti gestiti in modo così “primitivo” come lo descrivono i cosiddetti animalisti?
    Vivete sulla luna e credete ancora alle favole o pensate sia il caso di studiare un po’ prima di parlare?
    Basta con questi ragionamenti fanatici e infantili, guardiamo invece che gli studi siano fatti seriamente e con coscienza, ne va della salute di tutti.

    • 09/07/2013 in 20:02:30
      Permalink

      IGNORANTE e anche st****o…

      • 10/07/2013 in 01:01:44
        Permalink

        Gentile Bianca, come avrà notato, abbiamo dovuto “correggere” il suo commento. La libertà di espressione è un dono assoluto, quella di offendere un arbitrio intollerabile. Abusando del secondo, magari qualcuno comincia a pensare che la libertà di espressione sia intollerabile…

        Non abusiamone, utilizziamola con giudizio, senza mortificarla. Grazie

    • 19/07/2013 in 16:43:53
      Permalink

      ma se testassi du di te?? hai studiato l embriologia anatomia e fisoilogia? beh nn ti viene il sospetto che siamo fratelli ? *********!

      • 19/07/2013 in 16:55:30
        Permalink

        Caro amico, lei ha un’alta considerazione di se, anche se usa l’iniziale minuscola. La sua email potrebbe essere significativa, ma il suo indirizzo IP è nitido. Abbiamo dovuto “correggere” una sua “valutazione” (offesa maleducata), perché qui non si tollerano le offese.
        Ma davvero non si può discutere, propugnando in modo civile la propria tesi anche in modo aspro, senza offendere gli altri?

  • Pingback:Brevettato test cosmetici alternativo all'uso di animali – ANSA.it | Sindacato UNSIAU

I commenti sono chiusi