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Al via la Settimana verde: nel 2010 420mila morti per inquinamento

Stime preoccupanti quelle presentate dall’Aea, l’Agenzia ambientale europea, in vista di una maxi-conferenza che si terrà a partire da oggi fino a 7 giugno a Bruxelles: nel 2010 420mila persone in Europa sono morte a causa dell’inquinamento atmosferico.

Settimana Verde

Sono stati 420mila nel 2010 i decessi causati dall’inquinamento. Dati preoccupanti quelli presentati dall’Aea, l’Agenzia ambientale europea, in vista dell’apertura a Bruxelles dell’edizione 2013 della Settimana verde. Parte oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, e si protrarrà fino a 7 giugno, la maxi-conferenza annuale dedicata all’ambiente. Al centro dei riflettori, quindi, inquinamento e smog.

Pia Ahrenkilde, portavoce della Commissione Ue, spiega che “si tratta della più grande conferenza sull’ambiente in Europa, con un’attesa di tremila partecipanti, che mostreranno le migliori pratiche e il miglior modo per proteggere la qualità dell’aria”.

In un anno, il 2013, che l’Unione europea si appresta a celebrare come “l’anno europeo dell’aria”, la cifra che ha visto nel 2010 420 mila persone morire a causa della contaminazione dell’aria, secondo il commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik, è da considerare “inaccettabile”. Motivo per cui “la Commissione europea presenterà una nuova strategia per la politica Ue dell’aria che mira a migliorare la salute dei cittadini e dell’ambiente, in particolare nelle aree urbane” ha detto la Ahrenkilde.

Come si legge sul sito Torinoenergiaeambiente.com, si possono considerare essenzialmente cinque le cause del vero e proprio fallimento della lotta contro lo smog nell’Unione Europea: inadeguato coordinamento delle politiche nazionali, regionali e locali, persistenza dell’inquinamento transfrontaliero, mancata riduzione delle emissioni del traffico, mancato coinvolgimento di tutti i settori nel taglio degli inquinanti e poca sinergia con le politiche contro i cambiamenti climatici.

L’Aea riferisce che nel 2010 nel 44% delle stazioni di rilevamento delle strade trafficate d’Europa l’NO2 (il diossido di azoto) raggiungeva cifre si gran lunga oltr i limiti consentiti. Risultati simili a quelli che si riscontrano nel 33% delle centraline per le polveri sottili (Pm10). I dati più preoccupanti le emissioni nocive causate dal settore del trasporto su gomma (96%), dell’industria (92%) e del trasporto intercontinentale (92%).

Il traffico costituisce, dunque, un grave pericolo per la salute umana – e non solo. In situazioni come quella mostrata dall’Aea, polmoni, fegato, milza, sangue e sistema cardiovascolare vengono fortemente colpiti dall’inquinamento atmosferico e i rischi per la salute sono sicuramente molti.

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