Le reazioni alla sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni con il Tribunale di Milano, sollevato da Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi: questa sentenza va contro il buon senso e la giurisprudenza precedente. Ma il mio impegno verso il Governo Letta non cambia. Jole Santelli: in quale paese democratico è più importante un’udienza di tribunale che presiedere il Consiglio dei ministri? Renato Schifani: preoccupazione e stupore nell’apprendere che presiedere una riunione del Governo non sia legittimo impedimento. Altero Matteoli: la sentenza lascia allibiti. Dalla Corte Costituzionale una articolata, quanto irrituale, spiegazione

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Silvio Berlusconi ha rilasciato, dopo le prime osservazioni a caldo, una dichiarazione rasserenante per il futuro del Governo Letta, ma chiara sullo scenario futuro, che contraddice per ora le previsioni di molti osservatori, i quali ritenevano che l’eventuale rigetto da parte della Corte Costituzionale del conflitto di attribuzioni con il Tribunale di Milano potesse accorciare molto la prospettiva dell’esecutivo di larghe intese. «Dalla discesa in campo ad oggi, la mia preoccupazione preminente è sempre 20130619-sbuerlusconi-220x185stata ed è il bene del mio Paese – ha detto il presidente del PDL – Perciò anche l’odierna decisione della Consulta, che va contro il buon senso e tutta la precedente giurisprudenza della Corte stessa, non avrà alcuna influenza sul mio impegno personale, leale e convinto, a sostegno del governo né su quello del Popolo della Libertà. E ciò nonostante continui un accanimento giudiziario nei miei confronti, che non ha eguali nella storia di tutti Paesi democratici. Questo tentativo di eliminarmi dalla vita politica che dura ormai da vent’anni – ha sottolineato Berlusconi – e che non è mai riuscito attraverso il sistema democratico perché sono sempre stato legittimato dal voto popolare, non potrà in nessun modo indebolire o fiaccare il mio impegno politico per un’Italia più giusta e più libera».

Jole Santelli, attuale Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali e già Sottosegretario alla Giustizia, si è posta un quesito: «in quale Paese democratico il giudice delle leggi (la Corte Costituzionale, ndr) possa affermare che 20130619-jole-santellisia più importante un’udienza di tribunale che presiedere un Consiglio dei ministri». «Onestamente mi sembra davvero sproporzionato, anche se il tribunale in questione è quello di Milano – ha continuato la Santelli, che è avvocato e quindi parla con una certa cognizione di causa – quindi per definizione il più importante Palazzo del potere italiano e si parli di Silvio Berlusconi, per andare contro il quale sembra possono essere travolte tutte le regole del diritto e della logica».

Renato Schifani, attuale capogruppo del PDL al Senato e già presidente della camera alta del Parlamento, ha riflettuto sull’ordine di priorità di uno Stato democratico e repubblicano. «Scopro oggi con preoccupazione e stupore di vivere in un Paese in cui presiedere il Consiglio dei ministri non costituisce causa di legittimo impedimento – ha osservato Schifani – C’è da interrogarsi molto su questo strano principio. Sono vicino con affetto al presidente Berlusconi, anche a nome dei20130619-renato-schifani220x180 senatori del Popolo della Libertà, e attendo con molta fiducia il pronunciamento finale della Cassazione. Convinto sempre più che il nostro leader sia totalmente estraneo rispetto ai fatti che gli vengono contestati sul caso Mediaset. Ancora una volta comunque il presidente Berlusconi conferma il suo profilo di autentico statista, garantendo che il pronunciamento di oggi non avrà alcun riflesso sulla stabilità di governo».

«La decisione odierna della Corte costituzionale lascia allibiti» ha commentato Altero Matteoli, già ministro dei trasporti «Se neppure presiedere il Consiglio dei ministri costituisce legittimo impedimento siamo fuori dal buon senso e dalla realtà» desume il senatore del PDL.

20130619-altero-matteoli_220x180Dal Palazzo della Consulta è arrivato un articolato comunicato, che però sembra a prima vista irrituale.

«La Corte costituzionale – si legge nella nota – in relazione al giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato vertente fra il Presidente del Consiglio dei ministri e il Tribunale ordinario penale di Milano, ha deciso che, in base al principio di leale collaborazione – e fermo rimanendo che il giudice, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, non può invadere la sfera di competenza riservata al Governo – spettava all’autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all’udienza penale del 1° marzo 2010 l’impegno dell’imputato Presidente del Consiglio dei ministri di presiedere una riunione del Consiglio da lui stesso convocata per tale giorno, giorno che egli aveva in precedenza indicato come utile per la sua partecipazione all’udienza». «A questa decisione la Corte – conclude la nota – è giunta osservando che, dopo che per più volte il Tribunale aveva rideterminato il calendario delle udienze a sèguito di richieste di rinvio per legittimo impedimento, la riunione del Consiglio dei ministri, già prevista in una precedente data non coincidente con un giorno di udienza dibattimentale, è stata fissata dall’imputato Presidente del Consiglio in altra data coincidente con un giorno di udienza, senza fornire alcuna indicazione (diversamente da quanto fatto nello stesso processo in casi precedenti), né circa la necessaria concomitanza e la ‘non rinviabilità dell’impegno, né circa una data alternativa per definire un nuovo calendario».

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6 pensieri riguardo “Le reazioni alla sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni con il Tribunale di Milano, sollevato da Silvio Berlusconi

  • 20/06/2013 in 19:16:26
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    SENTENZA CHE LASCIA SOLO BASITI POICHE’ IL CASO COSTITUISCE UN PRECEDENTE CHE METTE A RISCHIO IL DIRITTO DEMOCRETICO IN UN PAESE DEMOCRATICO – EMERGE CHIARAMENTE LO STRAPOTERE DELLA MAGISTRATURA CHE NON INTENDE RICONOSCERSI CHE IL POPOLO VUOLE UN PAESE DEMOCRATICO, RIGETTANDO OGNI VALENZA DI POTERE CHE QUESTO VENGA DA DESTRA O DA SINISTRA O DA QUALSIASI ALTRA PARTE POSSA ARRIVARE, MAGISTRATURA COMPRESA. VIVA L’ITALIA DEMOCRATICA

    • 21/06/2013 in 13:38:56
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      Effettivamente, il processo alle intenzioni non pensavamo fosse tra le competenze della Corte Costituzionale…

    • 04/08/2013 in 01:19:40
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      non capisci un caxxo

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