Il Papa alle sue “Divisioni” di giovani: mettete Cristo nel vostro cuore, vi darà pace, tenerezza, coraggio e gioia

L’urlo di “battaglia” del Comandante in Capo delle truppe papali è un sussurro d’amore. Un milione e mezzo di giovani alla “Festa di accoglienza” che ha dato inizio alla Giornata della Gioventù. A queste insolite truppe armate di gioia il Pontefice dice di “mettere” Gesù al centro della vita

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Rio de Janeiro  – Giovane, “metti” Cristo nella tua vita, “riponi in Lui la tua fiducia e non sarai mai deluso!”. “All’apparenza non cambia nulla, ma nel più profondo di noi stessi tutto cambia. Nel nostro cuore dimora la pace, la dolcezza, la tenerezza, il coraggio, la serenità e la gioia, che sono i frutti dello Spirito Santo e la nostra esistenza si trasforma, il nostro modo di pensare e di agire si rinnova, diventa il modo di pensare e di agire di Gesù, di Dio”. E’ il primo messaggio che papa Francesco rivolge alle centinaia di migliaia di giovani – un milione e mezzo, secondo stime locali – confluiti da tutto il mondo a Rio de Janeiro per la 28ma Giornata mondiale della gioventù.

È la “Festa di accoglienza”: i quattro chilometri del lungomare di Copacabana ribollono della gioia dei ragazzi fra i quali la jeep bianca passa, a passo d’uomo, per  quasi mezz’ora. In tanti sono arrivati qui da ieri e hanno trascorso la notte sulla spiaggia, graziati per un po’ dalla pioggia, che sta segnando questo inverno. Ora lo seguono di corsa, gridando la loro felicità e sventolando le bandiere dei loro 180 Paesi. C’è davvero tutto il mondo.

“Vedo in voi la bellezza del volto giovane di Cristo e il mio cuore si riempie di gioia!”, li saluta Francesco. Il messaggio, il primo del Papa ai giovani presenti alla Gmg, è l’invito a superare la tentazione “di metterci al centro, di credere che siamo solo noi a costruire la nostra vita o che essa sia resa felice dal possedere, dai soldi, dal potere. Ma non è così! Certo l’avere, il denaro, il potere possono dare un momento di ebbrezza, l’illusione di essere felici, ma, alla fine, sono essi che ci possiedono e ci spingono ad avere sempre di più, a non essere mai sazi”.

La “Festa”, che comincia poco dopo le 18, è fatta di musica, di una rappresentazione fatta da 150 giovani, che rappresenteranno la vita quotidiana della “Cidade maravilhosa” e dal saluto di altri cinque, in rappresentanza dei cinque continenti.

Ma tutti sono venuti qui per vedere e ascoltare il Papa. Che terminati canti e rappresentazioni, dà inizio a una celebrazione della Parola, sul tema “Maestro, è bello per noi stare qui”.

Il Papa lo ripete: “È bello per noi essere qui!: ha esclamato Pietro, dopo aver visto il Signore Gesù trasfigurato, rivestito di gloria. Vogliamo ripetere anche noi queste parole? Io penso di sì, perché per tutti noi, oggi, è bello essere qui riuniti insieme attorno a Gesù! E’ Lui che ci accoglie e si rende presente in mezzo a noi, qui a Rio. Ma nel Vangelo abbiamo ascoltato anche le parole di Dio Padre: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Se da una parte, allora, è Gesù che ci accoglie, dall’altra anche noi dobbiamo accoglierlo, metterci in ascolto della sua parola perché è proprio accogliendo Gesù Cristo, Parola incarnata, che lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il cammino del futuro, e fa crescere in noi le ali della speranza per camminare con gioia.

“Ma che cosa possiamo fare? ‘Bota fé – metti fede’. La croce della Giornata Mondiale della Gioventù ha gridato queste parole lungo tutto il suo pellegrinaggio attraverso il Brasile. ‘”Metti fede’: che cosa significa? Quando si prepara un buon piatto e vedi che manca il sale, allora tu ‘metti’ il sale; manca l’olio, allora tu ‘metti’ l’olio… ‘Mettere'”, cioè collocare, versare. Così è anche nella nostra vita cari giovani: se vogliamo che essa abbia veramente senso e pienezza, come voi stessi desiderate e meritate, dico a ciascuno e a ciascuna di voi: ‘metti fede’ e la tua vita avrà un sapore nuovo, avrà una bussola che indica la direzione; ‘metti speranza’ e ogni tuo giorno sarà illuminato e il tuo orizzonte non sarà più oscuro, ma luminoso; ‘metti amore’ e la tua esistenza sarà come una casa costruita sulla roccia, il tuo cammino sarà gioioso, perché incontrerai tanti amici che camminano con te. Metti fede, metti speranza, metti amore!”.

“Ma chi può donarci tutto questo? Nel Vangelo abbiamo sentito la risposta: Cristo. «Questo è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Gesù è Colui che ci porta Dio e che ci porta a Dio, con Lui tutta la nostra vita si trasforma, si rinnova e noi possiamo guardare la realtà con occhi nuovi, dal punto di vista di Gesù, con i suoi stessi occhi. Per questo oggi vi dico con forza: ‘metti Cristo’ nella tua vita e troverai un amico di cui fidarti sempre; ‘metti Cristo’ e vedrai crescere le ali della speranza per percorrere con gioia la via del futuro; ‘metti Cristo’ e la tua vita sarà piena del suo amore, sarà una vita feconda”.

“Oggi, vorrei che tutti ci chiedessimo con sincerità: in chi riponiamo la nostra fiducia? In noi stessi, nelle cose, o in Gesù? Noi siamo tentati di metterci al centro, di credere che siamo solo noi a costruire la nostra vita o che essa sia resa felice dal possedere, dai soldi, dal potere. Ma non è così! Certo l’avere, il denaro, il potere possono dare un momento di ebbrezza, l’illusione di essere felici, ma, alla fine, sono essi che ci possiedono e ci spingono ad avere sempre di più, a non essere mai sazi. ‘Metti Cristo’ nella tua vita, riponi in Lui la tua fiducia e non sarai mai deluso! Vedete cari amici, la fede compie nella nostra vita una rivoluzione che potremmo chiamare copernicana, perché ci toglie dal centro e lo ridona a Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza. All’apparenza non cambia nulla, ma nel più profondo di noi stessi tutto cambia. Nel nostro cuore dimora la pace, la dolcezza, la tenerezza, il coraggio, la serenità e la gioia, che sono i frutti dello Spirito Santo e la nostra esistenza si trasforma, il nostro modo di pensare e di agire si rinnova, diventa il modo di pensare e di agire di Gesù, di Dio. Nell’Anno della Fede, questa Giornata Mondiale della Gioventù è proprio un dono che ci viene offerto per avvicinarsi ancora di più al Signore, per essere suoi discepoli e suoi missionari, per lasciare che Lui rinnovi la nostra vita.

Caro giovane, cara giovane: ‘metti Cristo’ nella tua vita. In questi giorni, Lui ti attende nella sua Parola; ascoltalo con attenzione e il tuo cuore sarà riscaldato dalla sua presenza; ‘Metti Cristo’: Lui ti accoglie nel Sacramento del perdono, per guarire, con la sua misericordia, le ferite del peccato. Non avere paura di chiedere perdono a Dio. Lui non si stanca mai di perdonarci, come un padre che ci ama. Dio è pura misericordia! ‘Metti Cristo’: Lui ti aspetta nell’incontro con la sua Carne nell’Eucaristia, Sacramento della sua presenza, del suo sacrificio di amore, e nell’umanità di tanti giovani che ti arricchiranno con la loro amicizia, ti incoraggeranno con la loro testimonianza di fede, ti insegneranno il linguaggio della carità, della bontà, del servizio. Anche tu caro giovane, cara giovane, puoi essere un testimone gioioso del suo amore, un testimone coraggioso del suo Vangelo per portare in questo nostro mondo un po’ di luce”.

“È bello per noi stare qui, mettere Cristo nella nostra vita, mettere la fede, la speranza, l’amore che Lui ci dona. Cari amici, in questa celebrazione abbiamo accolto l’immagine di Nostra Signora di Aparecida. Con Maria, vogliamo essere discepoli e missionari. Come Lei, vogliamo dire “sì” a Dio. Chiediamo al suo cuore di madre di intercedere per noi, affinché i nostri cuori siano disponibili ad amare Gesù e a farlo amare. Lui ci attende e conta su di noi! Amen”.

(fonte AsiaNews)

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