Le vie del Signore sono infinite. Al Qaeda e la Siria riescono ad avvicinare Cina e Vaticano

Pechino giudica molto positivo l’appello del Papa a favore della pace in Siria. Due alti funzionari del governo ad AsiaNews: «Sembra un grande pastore, proprio un “buon papà”. Speriamo che presto si possano vedere dei passi avanti nei rapporti fra Pechino e il Vaticano». La Cina «ha bisogno della Chiesa cattolica, che non porta divisioni ma pace e armonia». Giudizio positivo anche sul nuovo Segretario di Stato, Pietro Paroli

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Pechino – In un momento di massima tensione internazionale, arriva dalla Cina un messaggio di apertura e di speranza per la soluzione di molte questioni sul tavolo delle grandi potenze. La Cina giudica con molto favore la posizione di Papa Francesco sulla Siria e sulla guerra in generale.

L’appello che ieri il pontefice ha lanciato in occasione dell’angelus è «è saggio e condivisibile, e noi cinesi siamo con lui. Non vogliamo più vedere conflitti in Medio Oriente, siamo contrari all’attacco proposto dagli Stati Uniti contro il governo di Damasco. Come dice il pontefice ‘la guerra chiama la guerra e la violenza chiama la violenza’. Papa Francesco, ti ringraziamo per questo intervento».

Lo hanno affermato due alti funzionari del governo cinese, che vogliono mantenere l’anonimato, ad AsiaNews, commentando il richiamo espresso da Francesco all’Angelus di ieri e più in generale la figura del nuovo pontefice.

Le due personalità si occupano di relazioni fra culture e religioni in Cina, sostiene l’agenzia di stampa cattolica. «Il governo cinese – spiegano – non conosce bene il nuovo pontefice ma di lui apprezza molte cose, dalla semplicità ai discorsi che ha fatto al mondo cristiano». Nell’affermare questo paragonano la figura di Jeorge Mario Bergoglio a quella del presidente Xi Jinping «che ha portato alcuni buoni cambiamenti nel Paese. Anche Xi è semplice e amichevole, vuole il bene comune del suo popolo proprio come sta facendo il papa» affermano

Una conferma che dalla Cina è aperto un faro speciale sulla Santa sede è che il popolo cinese «ha visto Francesco in televisione e su internet. Si vede che è veramente un grande pontefice» affermano i due funzionari cinesi, che definiscono Francesco «buon papà» anche se si riservano un giudizio complessivo più approfondito, pur ammettendo la speranza di un «miglioramento nei rapporti fra la Cina e la Chiesa universale» in modo che «Pechino e il Vaticano possano in futuro avvicinarsi di più». Una posizione che si lancia perfino a dire qualcosa che sarebbe stato inimmaginabile solo poco tempo fa: «Vogliamo bene a questo papa, anche se fino ad ora non ha parlato in maniera aperta della situazione cinese».

C’è volontà del governo ad «migliorare i rapporti con le religioni, in modo particolare con la Chiesa cattolica» anche se non i funzionari cinesi non nascondono che «con i musulmani dello Xinjiang e con i buddisti del Tibet abbiamo relazioni complicate dalla politica, abbiamo paura che vogliano dividere il Paese». La Chiesa Cattolica invece «non cerca questo risultato, non porta guerra e divisione, ma pace e serenità».

Perfino del nuovo Segretario di Stato vaticano, mons. Pietro Parolin, il funzionari governativi cinesi danno un risultato non negativo, che in diplomazia è già un punto a favore. «Non lo conosciamo ancora bene, ma sappiamo che ha speso molto tempo per promuovere i rapporti fra Vaticano e Vietnam – riconoscono – e che non molto tempo dopo il suo intervento i due Paesi hanno stretto relazioni diplomatiche. Non crediamo che Pechino possa seguire le orme di Hanoi su questa questione, ma di certo c’è la volontà di andare avanti».

Insomma, l’aggressione incivile dei salafiti di Al Qaeda in Siria potrebbe aver prodotto un risultato a catena e l’avvicinamento di Cina e Santa Sede. Una dimostrazione del fatto che le vie del Signore, per quanto impervie, sono infinite.

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