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Camerun: rapiti 2 preti di Vicenza e una suora canadese di 80 anni. Farnesina attiva l’Unita’ di Crisi

I preti sequestrati appartengono alla diocesi di Vicenza. Il Papa prega per i missionari: auspicio per una soluzione. Unità di crisi al lavoro. Il vescovo, Mons. Pizziol, invita alla somma cautela: “Situazione complicata”. A gennaio scorso la sua visita dove operano i sacerdoti. Si teme che gli autori del rapimento possano essere miliziani di Boko Aram, islamisti affiliati alla rete globale di al Qaeda

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Vicenza – Due sacerdoti italiani, Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, sono stati sequestrati, insieme ad una suora canadese di 80 anni, nel nord del Camerun, nella diocesi di Maroua. I preti che sono stati rapiti appartengono alla diocesi di Vicenza.

La Farnesina ha confermato il sequestro e l’unità di crisi segue la vicenda in contatto con l’ambasciata a Yaoundè. Alla stampa viene chiesto il massimo riserbo.

Don Giampaolo Marta è in Camerun dal 2004. Precedentemente era stato animatore al Seminario diocesano. Don Gianantonio Allegri (parroco a Magrè di Schio fino al 2013) è in missione invece soltanto da un anno.

PAPA PREGA PER RAPITI – Papa Francesco prega per i due missionari vicentini e per la suora canadese e auspica una soluzione. Il Pontefice, a quanto si apprende da fonti vaticane, è stato informato del sequestro in Camerun avvenuto stanotte e si tiene in costante contatto con la nunziatura. Assicura le sue preghiere e si augura una rapida risoluzione.

Sono ore di apprensione” afferma il sindaco di Vicenza Achille Variati . “Preghiamo per i nostri confratelli, la situazione è già complicata, non complichiamola ulteriormente“. Monsignor Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, interpellato dall’Adnkronos, non nasconde tutta la sua preoccupazione. I preti che sono stati rapiti appartengono alla diocesi di Vicenza. I preti vicentini in Camerun – a gennaio scorso il vescovo era andato a visitare la diocesi di Maroua – guidano due popolose parrocchie: Tchere e Loulou. Il presule vicentino invita alla prudenza: “non complichiamo i problemi“.

“QUI INSICUREZZA PALPABILE” – Sull’identità dei rapitori, si teme possa trattarsi di un gruppo di terroristi islamici dei Boko Haram, attivi nella vicina Nigeria. E che la situazione non fosse tranquilla, lo scriveva lo stesso don Gian Antonio Allegri in una lettera pubblicata nel sito della Diocesi di Vicenza lo scorso 13 marzo. Che la situazione fosseI due missionari erano coscienti ”Il caldo intenso, che di giorno supera i 40 gradi, ci accompagna in questo periodo e ci fa sognare che dopo Pasqua, ma non prima di fine di maggio, arriveranno le piogge. La situazione di insicurezza del territorio non è cambiata: anche se esteriormente qui non si notano particolari allarmanti, è palpabile nel nostro sentire e nelle nostre conversazioni”. ”Sappiamo che al confine con la Nigeria le forze dell’ordine e l’esercito sono impegnati ad assicurare che non ci siano infiltrazioni e il Governatore della regione ha chiesto che se gli europei presenti qui per vari motivi, si spostano in gruppo, devono farsi scortare dalla polizia. Comunque state tranquilli, noi siamo sereni e confidiamo in quel Padre che annunciamo, misericordioso e grande nell’amore”, concludeva il missionario.

La situazione è fonte di grande apprensione per tutta la nostra comunità” spiega la Diocesi di Vicenza Su raccomandazione dell’Unità di crisi della Farnesina riteniamo per il momento opportuno non rilasciare dichiarazioni particolari per non complicare una situazione già estremamente delicata. In particolare chiediamo venga rispettata la preoccupazione dei famigliari di don Marta e di don Allegri. Il vescovo mons. Beniamino Pizziol (che nello scorso gennaio aveva visitato le missioni vicentine in Camerun) è particolarmente turbato e affranto per il rapimento dei due sacerdoti e invita tutta i preti, le religiose e i fedeli della diocesi alla preghiera”.

In Camerun sono in missione, da venti anni, anche le suore della Divina Volontà, che affiancano nel difficile compito i missionari vicentini. Da Vicenza le consorelle sono costantemente in contatto con la casa madre della missione in Camerun anche se le informazioni arrivano con grande difficoltà: “Le nostre consorelle – spiega suor Raffaella all’Adnkronos operano nell’estremo nord del Camerun, proprio nella zona dove da tempo ci sono seri problemi. Sono state avvisate nella notte del rapimento dei due sacerdoti ma si sta ancora cercando di capire con certezza quale sia la matrice. Ripeto, qui ci sono gravi problemi“.

In particolare, nella comunità di Maroua, le suore della Divina Volontà seguono e favoriscono progetti per bambini orfani di genitori malati di Aids; si occupano di bambini con problemi di malnutrizione e hanno avviato un progetto di sostegno per le vedove. Nella comunità di Mindif, le religiose sono impegnate nell’alfabetizzazione nei villaggi della parrocchia, in attività contro la desertificazione e in progetti per fare arrivare l’acqua nei villaggi. Altrettanto operose le suore della comunità di Yaoundè: portano avanti progetti orientati ad educare, accompagnare, sostenere giovani e adulti in situazioni di rischio o di grande disagio. Danno inoltre un prezioso aiuto nelle carceri con un servizio infermieristico e di cura della persona.

Il sequestro arriva a tre mesi dalla liberazione del prete francese Georges Vandenbeusch, che fu rapito nella stessa regione a meta’ novembre 2013 e venne tenuto in ostaggio dai Boko Haram.

(Credit: Adnkronos/Ign, AGI)