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Al Beijing International Motor Show Volvo ha presentato il concept S60L PPHEV, berlina ibrida per il mercato cinese

Destinata a entrare presto in produzione di serie, la S60L PPHEV sarà costruita nello stabilimento di Chengdu, per raggiungere una clientela desiderosa di una vettura imponente, lussuosa, solida e rispettosa dell’ambiente, valori tradizionali della casa svedese coniugati al massimo dal gruppo cinese Geely, di cui è parte dall’inizio del 2010

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Al Beijing International Motor Show (Salone Internazionale dell’Automobile di Pechino) 2014, Volvo ha presentato la concept car Volvo S60L PPHEV (Petrol Plug-in Hybrid Electric Vehicle), una ibrida con propulsore a benzina affiancato dalla unità elettrica già montata sulla V60 Hybrid già in listino. Una concept che potrebbe entrare presto in produzione, perché risponde ai gusti del consumatore cinese, che predilige le berline con passo lungo e una certa imponenza.

La S60L PPHEV racchiude tre auto in una: elettrica, ibrida e una quattro ruote motrici on demand altamente prestazionale, capace di offrire a chi la guiderà una eccellente combinazione di piacere di guida dinamico ed una sensibile economia dei consumi.

La S60L Ibrida Plug-In a benzina è dotata di un motore turbo benzina Drive-E da 238 CV di potenza massima, con emissioni di CO2 eccezionalmente ridotte, e di una unità elettrica da 68 CV con tecnologia plug-in e sarà lanciata in Cina all’inizio del 2015. Verrà prodotta nello stabilimento di Chengdu e rientra nei piani di Volvo Cars per contribuire allo sviluppo e alla diffusione delle nuove tecnologie automobilistiche in Cina.

La realizzazione di un sistema di propulsione con una potenza erogata di 238+68 CV, per un totale di 306CV, e una coppia motrice pari a 350+200 Nm, per un totale di 550Nm, grazie all’abbinamento di un’unità turbo a benzina della nostra nuova gamma di quattro cilindri Drive-E e di un motore elettrico, dimostra che l’automobile più efficiente nei consumi può anche essere la più divertente ed attraente al volante”, ha dichiarato Peter Mertens, Senior Vice President Ricerca & Sviluppo di Volvo Cars. “Si tratta del propulsore tecnologicamente più avanzato mai sviluppato da noi. Ci porta più vicino alla realizzazione della nostra visione per il futuro, ovvero proporre automobili con emissioni di anidride carbonica pari a zero”, ha concluso Mertens, commentando la presentazione allo stand della Volvo al Salone di Pechino.

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La concept S60L PPHEV si avvale della medesima tecnologia di elettrificazione della Volvo V60 Hybrid plug-in, la prima auto ibrida ricaricabile al mondo con alimentazione diesel, che ha avuto un successo immediato nei mercati Europei.

Nella S60L, il motore diesel della V60 è stato sostituito da un nuovo quattro cilindri turbo benzina da 2 litri che fa parte della nuova gamma di motori Drive-E introdotta da Volvo Cars, come detto, che eroga ben 238 CV di potenza e 350 Nm di coppia. Gli altri componenti fondamentali del sistema di propulsione sono l’unità ISG (motorino di avviamento e generatore integrati) azionata dall’albero motore, collocata fra il motore a combustione e il cambio automatico a 8 velocità; infine il propulsore elettrico da 68 CV, alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio da 11,2 kWh, installato sotto il piano di carico.

Il conducente della S60L PPHEV può selezionare la modalità di guida preferita per mezzo di tre pulsanti presenti sulla plancia, che permettono di impostare la propulsione e la trazione, dando alla vettura tre temperamenti diversi: Pure, Hybrid o Power.

Nella modalità Hybrid, impostata per default, le emissioni di anidride carbonica sono di circa 50 g/km e il consumo di carburante è di soli 2,0l/100 km.

In modalità Pure chi guida può anche scegliere di percorrere fino a 50 km in modalità esclusivamente elettrica ovvero di attivare la modalità Power, per sfruttare la potenza combinata dell’unità turbo benzina e del motore elettrico e ottenere prestazioni eccezionali grazie dando alla vettura un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi.

Questa possibilità di scelta fra modalità di guida differenti fa della ibrida plug-in la scelta ideale per il cliente che, senza scendere a compromessi, vuole livelli minimi di emissioni di anidride carbonica abbinati al massimo piacere di guida” ha spiegato Peter Mertens. “La distanza percorribile in modalità elettrica soddisfa le esigenze della maggior parte dei pendolari cinesi”, ha aggiunto, per un’autonomia complessiva in modalità ibrida di circa 900 chilometri.

La concept car S60L PPHEV può essere ricaricata tramite una normale presa di corrente (230 V/fusibile da 6A a 16A), a casa o in un parcheggio. Il tempo di ricarica dipende dall’amperaggio. Una carica completa a 10 A richiede 4,5 ore, mentre il tempo si riduce a 4 ore con 16 A.

Premendo il pulsante AWD (trazione integrale) si attivano le quattro ruote motrici elettriche dalla risposta eccezionale. Al posto della trasmissione meccanica della potenza del tradizionale sistema AWD, la distribuzione della coppia viene gestita dall’unità di controllo centrale: alle ruote anteriori dal motore a benzina e all’asse posteriore dall’unità elettrica. Il conducente può anche decidere di risparmiare l’energia della batteria per poter sfruttare l’alimentazione elettrica al 100 per cento in un secondo momento, magari per attraversare il centro di una città a emissioni zero.

La carrozzeria della concept S60L PPHEV è verniciata di un vernice particolare, bianco perla opaco, con particolari in contrasto neri o blu nella sezione inferiore e sui cerchi a sette razze. Gli interni sono impreziositi dalla selleria in pelle marrone-nocciola, con impunture in contrasto su sedili, volante, quadro strumenti e pannelli delle portiere.

La vettura ha un aspetto sontuoso e lussuoso, proprio per accondiscendere alle preferenze degli automobilisti cinesi, cui la Volvo berlina ibrida a benzina è particolarmente destinata. La Volvo fa parte ormai da gennaio 2010 del gruppo automobilistico cinese Geely, che ne sta valorizzando i valori tradizionali di sicurezza e rispetto per l’ambiente, un tema che la casa svedese ha nel proprio DNA da sempre, insieme a quello di solidità del prodotto.

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.