Immigrazione. Viminale sconfessa Governo e sinistra terzomondista: sistema al collasso, 800mila pronti a partire

Il direttore centrale dell’Immigrazione e della polizia delle frontiere Giovanni Pinto, in audizione davanti alle commissioni Difesa ed Esteri del Senato: “Sicuramente l’operazione Mare Nostrum ha dato risultati eccellenti, anche se ha incrementato le partenze dalla Libia“. Alfano:L’Italia è un Paese accogliente, ma non possiamo accogliere tutti“. Le scelte del Governo sconfessate dalla realtà: chi si dimette per primo? Salvini profetico?

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Roma – Sono ”più che attendibili” le stime secondo cui ”600-800mila persone” sono pronte a partire dal Nord Africa alla volta delle coste italiane. Lo ha detto il direttore centrale dell’Immigrazione e della polizia di frontiera del Viminale, Giovanni Pinto, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Difesa ed Esteri del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’operazione Mare Nostrum.

SISTEMA ACCOGLIENZA AL COLLASSO – Il sistema di accoglienza dei migranti, ha detto Pinto, “è al collasso, e non sappiamo più dove portarli. Tra l’altro le popolazioni locali sono indispettite dal continuo arrivo di stranieri“. Pinto si è detto convinto che serva “un sostegno al sistema di accoglienza. Non bastano più le risorse, serve una compartecipazione” da parte di tutti gli altri Paesi.

20140429-Giovanni_Pinto_320x210Abbiamo portato a 16mila i posti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di accoglienza diffusa, non sono sufficienti. Adesso al dipartimento libertà civili si sta pensando ad un piano per 50mila persone”, ha proseguito il direttore centrale dell’Immigrazione. Pinto ha precisato di ”non voler mettere in discussione l’operazione Mare Nostrum” ed ha aggiunto che in una bilancia cinica tra i morti e gli arrivati, meglio gli arrivati che i morti.

Quando ci sono duecento arrivi al giorno – ha aggiunto – i fotosegnalamenti sono possibili. Ma quando ci troviamo a confrontarci con duemila arrivi in una giornata, salta anche il fotosegnalamento. Ci sono tempi di permanenza minimi nei porti, dove non ci sono centri d’accoglienza. Sto fotografando una realtà, non è che abbiamo la bacchetta magica”.

Infine, la stoccata principale, che mette in discussioni le belle e inconcludenti parole dei ministri degli Esteri, della Difesa, dell’Interno e dello stesso presidente del Consiglio dei Ministri. A proposito dell’operazione Mare Nostrum, Pinto ha infatti osservato che “ha dato risultati eccellenti, anche se ha incrementato le partenze dalla Libia“. De profundis…

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, era intervenuto in mattinata a Uno Mattina sulla questione immigrazione. “L’Europa – aveva detto – deve sapere che l’Italia è un Paese accogliente, ma non possiamo accogliere tutti“. Il responsabile del Viminale ha rimarcato come siano stati “arrestati già circa 200 scafisti. Per i mercanti di morte in Italia c’è l’arresto e la condanna“.

Di fatto, le parole del prefetto Pinto di fronte alle commissioni Esteri e Difesa del Senato suonano come una sconfessione delle tesi terzomondiste e incoscienti di parte del Governo, di quasi tutta la sinistra terzomondista e incapace di governare un fenomeno tanto complesso come l’immigrazione di massa, in cui si mescolano tragedie umane, traffici illeciti, pericoli per la sicurezza pubblica. E le affermazioni di Pinto danno ragione – in modo evidente – alle affermazioni di chi ha sottolineato il paradossale effetto dell’operazione Mare Nostrum, che è umanitaria per l’Italia, ma per i trafficanti di persone è una porta aperta sull’Europa e sull’Occidente.

Una lezione sul fatto che i problemi non si risolvono ricorrendo a categorie prese a prestito dalle ideologie e dalla fantasia, ma che una classe politica responsabile e di governo si deve confrontare con dati concreti, non con idee balzane.

In particolare, suonano come ridicole e incoscienti le parole del presidente della Sicilia, Rosario Crocetta, il quale mostra ancora una volta la propensione a interpretare fenomeni complessi con paradigmi inconcludenti e – purtroppo – sconfessati dalla realtà dei fatti e dall’analisi neutrale dei tecnici della sicurezza italiana.

Qualcuno deve prendere atto di aver fallito l’interpretazione dell’emergenza immigrazione e deve fare i passi conseguenziali: dimettendosi dall’incarico (la lista è lunga, si inizi…).

(Fonte: agenzie) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un pensiero riguardo “Immigrazione. Viminale sconfessa Governo e sinistra terzomondista: sistema al collasso, 800mila pronti a partire

  • 29/04/2014 in 16:34:39
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    In questo periodo di crisi le sollecitazioni alla cittadinanza da parte delle istituzioni civili e religiose per incentivare la carità in un paese dove la soglia della povertà è già arrivata al 30%, credo necessiti di una riflessione se la carità debba avere o no un limite. Orazio scrive ” est modus in rebus, sunt certi denique fines quos ultra citraque nequit consistere res” e lo traduco per chi non sapesse il latino “c’è un modo di vivere la realtà dove ci sono dei confini precisi al di la dei quali tutto si distrugge”. Certamente Orazio non era cristiano, per cui da questo modo di pensare escluderei tutti i santi portati sugli altari facendo però l’osservazione che se tutti fossimo come loro l’umanità si sarebbe già estinta mentre per fortuna ci sono tanti santi nella società laica che sopportano nel silenzio e nell’eroismo sofferenze morali e materiali. Considerando quindi una umanità laica dobbiamo necessariamente porre dei limiti alla carità che ciascuno può fare e senza che debba addossarsi un senso di colpa. Ha ragione Orazio perché se io dessi la mia casa per accogliere tutti quelli che hanno bisogno di un alloggio arriverei presto alla sua indisponibilità e quindi alla mia impossibilità di fare altra carità. Quando diamo l’obolo in chiesa non facciamo lo stesso discorso donando 1,2, 5, 10 euro e non ogni volta 100 o 1000 euro ? Ma estendendo il discorso al paese Italia dove siamo in 60 milioni e dal resto del mondo povero che è di 5 miliardi di persone ci giungessero tutti quelli che hanno bisogno di un rifugio, diciamo l’1%, cioè 50 milioni di individui, cosa resterebbe della nostra Italia ? Ognuno quindi nella propria coscienza stabilisca i suoi limiti ma chi accoglie politicamente questi profughi deve sapere quantificare quanti ne può accogliere e come deve accoglierli per non stravolgere valori, attività, sicurezza e stato sociale della nostra popolazione ed iniziando loro per primi a farsi l’esame di coscienza, laici o religiosi che siano, per controllare i loro personali limiti di carità.

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