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Ferrovie, familiari vittime strage di Viareggio hanno contestato Mauro Moretti a Rimini al grido di ”dimettiti”

Protesta contro la presenza dell’ad di Fs, in procinto di diventare ad di Finmeccanica, alle Giornate del Lavoro della Cgil. Nel mirino anche il sindacato: “Vergogna”. Blitz dei centri sociali contro Maurizio Lupi

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Rimini – Domenica scorsa l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio ha contestato con estrema durezza la presenza di Mauro Moretti (nella foto in basso), ancora amministratore delegato del Gruppo Ferrovie e in procinto di assumere analogo incarico in Finmeccanica, durante le Giornate del Lavoro della Cgil, tenutesi a Rimini dal 2 al 4 maggio. Nell’incidente del 2009 morirono 32 persone.

20140506-Mauro-Moretti-320x242Moretti se ne deve andare. Deve essere dimesso da tutto per la sua responsabilità nell’incidente che lui derubricò a spiacentissimo episodio“, ha attaccato il portavoce dell’associazione, in presidio con altri familiari davanti al Palazzo dell’Arengo, sede della manifestazione.

Nel mirino della contestazione anche la Cgil. “È una vergogna che un sindacato che dice di stare da parte delle persone, riverisca, corteggi e inviti chi è responsabile delle scelte dell’alta velocità a scapito della sicurezza dei treni“, hanno affermato i manifestanti.

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha però preso l’impegno di incontrare l‘Associazione dei familiari delle vittime della strage. “La sicurezza è un tema che mi sta a cuore – ha detto Lupi parlando ai familiari delle vittime – Dobbiamo lavorare per evitare che queste tragedie accadano di nuovo“, espressioni che alcuni dei presenti hanno classificato come parole di mera circostanza.

Poco prima un blitz dei centri sociali aveva preso di mira la tavola rotonda “Unire integrare connettere“, cui20140506-maurizio-lupi-dx-320x215 partecipavano sia Maurizio Lupi che Mauro Moretti. Proprio all’inizio dell’intervento del ministro delle Infrastrutture, non appena Lupi ha pronunciato la parola ‘sicurezza‘ è iniziata la contestazione di un gruppo di ragazzi del Laboratorio Paz di Rimini, che hanno cominciato a scandire slogan, con manifesti di rivendicazione a favore del diritto alla casa e al salario minimo. 

Servite i potenti, rappresentate i potenti“, è stato il coro dei giovani, che sono stati subito bloccati e trascinati fuori dalle forze dell’ordine. Dopo un breve parapiglia, nella sala è tornata la calma e la tavola rotonda ha potuto riprendere. Nel frattempo uno striscione recava uno slogan significativo: “Una sola grande opera, casa, reddito dignità per tutti“.

Un tema che ritornerà diverse volte nell’attuale campagna elettorale in vista delle elezioni europee, durante la quale di tutto si sta parlando, tranne che di Europa.

(Credit: Adnkronos)