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Vino e territorio, Fava segna la linea: legare il vino al territorio per promuoverlo, la Regione farà la propria parte

L’assessore all’agricoltura della Lombardia invita a promuovere un sistema che leghi vino e territorio, sia come mezzo per incrementare la vitalità economica della regione che come strumento di presidio etico e culturale

Gianni Fava, assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia

Milano – “Lanciare il prodotto e il suo territorio, con un progetto di promozione da realizzare con tutti coloro che ci stanno. La Regione farà la sua parte. Torniamo a dare valore a un’attività che principalmente è etica, ma che è presidio del territorio e che dà da mangiare a tutti. E fa girare l’economia in una regione come la nostra, che non è prima per il vino, ma che ha dimostrato di saper crescere a due cifre, l’unica tra le altre, nell’export agroalimentare. Fondamentale per un prodotto come il vino, oggi più in difficoltà nel mercato interno“. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, incontrando a San Colombano al Lambro, in provincia di Milano, gli operatori locali.

20140512-vigneti-bresciano-320x224L’ESEMPIO FRANCESE – “Se vogliamo spingere la vocazione di questo territorio, dobbiamo imitare i francesi“, ha esortato Fava, ricordando che Oltralpe “hanno dimostrato quanto sia vincente l’idea di abbinare il prodotto al territorio, al terroir, la capacità di fare sintesi e andare a prendere le risorse dove sono resta la via maestra“, ha ricordato. “La Lombardia ha interesse a lanciare questo territorio, reclamando in Europa le risorse, già nostre. Così sarà anche per gli altri territori lombardi a forte vocazione produttiva“, ha poi aggiunto l’assessore all’Agricoltura mombardo.

CONFERMARE VOCAZIONE PRODUTTIVA – “Dobbiamo continuare a produrre migliorando la qualità, aumentando i controlli, senza paura di competere con gli altri – ha concluso Fava – nonostante la concorrenza sia fortissima sul versante dell’internazionalizzazione, proprio perché ci sono Paesi che investono moltissimo sulla promozione dei loro prodotti. Le risorse che arrivano dall’Europa servano, dunque, a garantire una prospettiva, aumentando la marginalità e confermando la vocazione tradizionale e il modello produttivo di questo territorio“.

(News Age Agro)