Deprecated: Hook custom_css_loaded is deprecated since version jetpack-13.5! Use WordPress Custom CSS instead. Jetpack non supporta più il CSS personalizzato. Leggi la documentazione WordPress.org per scoprire come applicare gli stili personalizzati al tuo sito: https://wordpress.org/documentation/article/styles-overview/#applying-custom-css in /customers/8/8/d/horsemoonpost.com/httpd.www/newsite/wp-includes/functions.php on line 6078 Frontex scopre l’emergenza immigrazione in Italia: nel 2014 +922% di arrivi. Il PD se ne è accorto? | HORSEMOON POST
EuropaNews

Frontex scopre l’emergenza immigrazione in Italia: nel 2014 +922% di arrivi. Il PD se ne è accorto?

L’agenzia europea per le frontiere divulga i dati del flusso di immigrati e si meraviglia per l’esplosione del fenomeno. Il “Governo dei buoni” – la nuova denominazione del Partito Democratico – ha niente da dire?

20140514-frontex-660x437

Bruxelles – L’aumento dei controlli sulle imbarcazioni cariche di immigrati clandestini dirette verso le coste mediterranee dell’Europa ha portato a registrare una crescita enorme dei numeri di quelli diretti verso le coste del Mediterraneo centrale, ovvero Italia e Malta.

Secondo i dati diffusi oggi da Frontex, infatti, gli immigrati clandestini rilevati dall’agenzia europea sono passati, dai 2.780 dei primi quattro mesi del 2013 a 25.650 rilevati da gennaio ad aprile di quest’anno. Si tratta di un aumento del 922 per cento. Come riferiscono fonti di Frontex, non soltanto c’è stato un aumento effettivo dei flussi migratori, ma l’agenzia ha aumentato i controlli e i rilevamenti. Inoltre, si sottolinea da Varsavia – dove ha sede l’agenzia – i dati dell’anno scorso erano stati particolarmente bassi.

NUMERI RECORD MIGRANTI PRIMI MESI 2014 –   Presentando i dati raccolti dall’agenzia Ue sul controllo delle frontiere esterne nei primi mesi dell’anno, il vicedirettore di Frontex Gill Arias ha 20140514-gill-arias-fernandez-320x232sottolineato che non è compito di Frontex aiutare l’Italia nell’ accoglienza dei migranti poiché si tratta di uno strumento di rilevazione e controllo, non di gestione delle richieste di asilo.

I danni del “funzionalismo” con cui è stato sviluppato il processo di integrazione europea, che mostra davvero i limiti attuali dell’Unione Europea.

L’aumento dei migranti rilevati da Frontex nei primi mesi, ha riferito Arias, può ricondursi sia a un aumento del flusso sia anche all’aumento di controlli e quindi legato anche alla rafforzata attività di Frontex. Tali numeri non si vedevano da cinque anni, ad eccezione del 2011, quando le migrazioni erano aumentate per via della Primavera araba.

Come dire: quando a controllare le frontiere c’erano solo gli Stati – Italia, Malta e Grecia – chiunque volesse riusciva a passare. Ora che c’è Frontex rileviamo tutto, non ci sfugge nulla. Una evidente mistificazione, quella propalata da Arias.

C’è da aspettarsi un aumento delle rilevazioni di migranti durante l’estate quando le traversate sono più facili“, ha aggiunto, con una riduzione del fenomeno immigrazione e semplici dati statistici e al risultato dell’osservazione di teatro. Aumento che, sempre secondo Arias, è stato provocato anche dalle modifiche delle leggi sull’immigrazione in Israele, che ha portato “i migranti provenienti dal corno d’Africa a scegliere soprattutto l’Europa come luogo di arrivo“. Una balla clamorosa, perché non si ha contezza – in venti anni di ininiterrotto fenomeno immigratorio verso l’Europa – che una delle mete preferite fosse Israele, dove semmai si intende favorire un’immigrazione di ebrei, la cui vita è resa difficile altrove. 

Citando testimonianze di migranti siriani e sub sahariani, ha aggiunto poi Arias, ci sarebbero già molte persone in Libia pronti a fare la traversata. La scoperta dell’America nel Mediterraneo: forse a Gill Arias non arrivano i warning dei servizi di informazione italiani, che da tempo hanno tracciato uno scenario potenzialmente da invasione di migranti nel Sud Italia che è Sud Europa? Urge una preghiera all’ambasciatore Massolo, direttore del DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza): inviate al vicedirettore di Frontex i vostri report, magari in inglese (chissà mai non comprendesse l’italiano) e con l’ausilio di qualche foto e di didascalie esplicative (utile anche qualche disegno…). Ma per favore…

Secondo Arias, cresce anche il numero delle richieste di asilo avanzate in Svezia, Olanda e Bulgaria e Germania, che da sola registra un +41 per cento. Diminuiscono i rifiuti di accesso nel confine Polonia-Ucraina e fra Russia, Polonia e Finlandia. Chi lo avrebbe mai detto?

Le attività di Frontex sono supportate da un bilancio di 89 milioni di euro nel 2014, di cui 55,3 destinati alle attività operative, soprattutto per Eurosur (13,5) e operazioni congiunte (42 milioni). Di questi, 21,5 milioni dedicati al controllo del mare. Queste risorse potrebbero diminuire in futuro, invece che essere decuplicate.

Il controllo delle frontiere è solo un piccolo tassello del puzzle, non è la soluzione. Per migliorare la situazione servono soprattutto accordi bilaterali più stringenti fra le nazioni e politiche più incisive contro i trafficanti“. Per quanto riguarda i centri di accoglienza, Arias ha precisato che “non è compito di Frontex gestire l’arrivo dei migranti nei centri di accoglienza“.

Considerazioni finali condivisibili che chiamano all’appello la competenza dell’Unione Europea in quanto tale e degli Stati, incapaci di individuare un comune sentire in materia di immigrazione, diritto di asilo europeo e gestione dei flussi, con tutti gli aspetti legati alle attività di prevenzione, intelligence e repressione dei trafficanti, lasciati alla gestione degli Stati. Un evidente cortocircuito gestionale su cui si deve aprire un dibattito all’interno dell’UE e degli Stati.

La soluzione – evidente a chi ha analizzato la sussidiarietà americana nel campo della sicurezza – è di natura federale, nel quadro della costituzionalizzazione dell’Unione Europea. Ma da questo orecchio i politicanti ridicoli di destra, sinistra, centro, verdi, finti comunisti e teste vuote non ci sentono.

Così come non ci sente il “Governo dei buoni”, la nuova denominazione del Partito Democratico. Se infatti è evidente che la marea di disperati in cerca di un posto migliore dove vivere è un dato oggettivo, altrettanto certo è che aver dato segnali di apertura (come la depenalizzazione dell’immigrazione clandestina) è un altro dato incontrovertibile. Ma si sa, la sinistra italiana ha l’esclusiva della bontà, della capacità di governo e dell’onestà, anzitutto intellettuale. 

(Fonte AGI)