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Camorra, arrestati due agenti della Polizia di Stato. Sospettato un collegamento con l’affaire Scajola

Manette per due poliziotti dell’Ispettorato Camera e Palazzo Chigi. Gli inquirenti trovano tracce con politici collegati all’indagine EXPO 2015 di Milano

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Napoli – La squadra mobile di Caserta e quella di Firenze insieme allo Sco della polizia, hanno eseguito 18 misure cautelari emesse dal GIP di Napoli (13 in carcere e 5 con il beneficio dei domiciliari) nei confronti di componenti del clan dei Casalesi del gruppo Schiavone-Iovine-Russo.

Nell’inchiesta, che ha portato anche all’arresto di due agenti di polizia in servizio alla Camera dei Deputati e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, c’è una traccia che potrebbe portare all’inchiesta degli appalti sull’Expo di Milano che vede coinvolto anche l’ex ministro Claudio Scajola.

Secondo fonti della procura napoletana, uno dei due agenti finiti ai domiciliari era in contatto con molti politici, ai quali forniva informazioni riservate. L’indagine sulle infiltrazione del clan dei Casalesi in Versilia potrebbe incrociarsi con quella sulle tangenti di Milano, perché i Pm ritengono che ci fosse una ‘talpa’ che avrebbe fornito informazioni coperte da segreto istruttorio all’ex ministro. I due agenti della polizia arrestati, accusati di rivelazioni di informazioni coperte dal segreto istruttorio, sono Franco Caputo, napoletano di 56 anni, e Cosimo Campagna, brindisino di 57 anni. I due, ora agli arresti domiciliari, erano rispettivamente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Camera dei Deputati.

Le loro abitazioni sono state perquisite dagli agenti della squadra Mobile di Caserta e sono stati trovati numerosi tesserini con il logo della Lega Nazionale Dilettanti della Figc Calcio, pertanto ci sono approfondimenti su tale aspetto. Tra i reati contestati a Caputo ci sarebbero alcune informazioni riservate riguardo il giro di false fideiussioni da 230 milioni di euro su cui ha indagato la Procura di Pescara.

Gli inquirenti hanno anche reso noto di aver trovato collegamenti tra uno dei due agenti e molti politici coinvolti con le indagini sull’EXPO 2015, condotte dalla procura di Milano.

Grazie alle sue soffiate probabilmente un carrozziere casertano vicino al clan dei Casalesi sarebbe riuscito a bonificare dalle ‘cimici’ una serie di vetture usate dagli affiliati. L’indagine – che ha portato ai 18 arresti – riguarda estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti che, con cadenza settimanale, arrivavano in molte province della Toscana, per essere poi spacciate da persone ‘autorizzate’ da clan e con il controllo di affiliate al clan.

Le indagini sono partire da una rapina commessa a Pontedera, il 18 giugno 2012, a un furgone della Securpol Group, in cui fu ferita una persona che aveva preso a inseguire i rapinatori.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2014, ore 03:26:41 | (AGI, agenzie)