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Iraq, i miliziani jihadisti avanzano verso Baghdad. Obama: “Nessuna opzione esclusa”

Si combatte al Nord. La capitale “una città fantasma”. Ben 4.500 soldati iracheni sarebbero stati catturati dai miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante nell’offensiva lanciata nella provincia di Salaheddin. Circondata la raffineria di Baiji, la più grande dell’Iraq. Dipartimento di Stato Usa: “Escluso invio di truppe sul terreno”. I repubblicani attaccano il presidente

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Ben 4.500 soldati iracheni sarebbero stati catturati dai miliziani jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante nell’offensiva lanciata nella provincia di Salaheddin, a nord di Baghdad. È stato lo stesso gruppo ad annunciarlo su Twitter. Alcuni sostenitori dei miliziani hanno inoltre postato dei video su YouTube, la cui autenticità non può essere garantita, che mostrano alcune centinaia di persone in abiti civili che camminano in colonna lungo una strada. La voce dei video sostiene che sarebbero soldati della base militare Speicher, 15 chilometri a nord di Tikrit, che si sarebbero arresi ai jihadisti.

Miliziani jihadisti hanno inoltre circondato la raffineria di Baiji, a nord della capitale irachena. Lo riferisce il sito d’informazione turco World Bulletin citando fonti della sicurezza e un ingegnere che si trova all’interno della raffineria. Secondo il sito, i miliziani avevano già tentato di conquistare l’impianto martedì ma avevano poi desistito dopo aver raggiunto un accordo con alcuni leader tribali locali. Un testimone parla di almeno 50 veicoli dei miliziani disposti intorno alla raffineria, che è la più grande dell’Iraq.

Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato che il suo governo sta esaminando “tutte le opzioni”, quindi anche quella militare, per aiutare il governo di Baghdad contro l’avanzata dei militanti islamisti. “La nostra squadra della sicurezza nazionale valuta tutte le opzioni”, ha spiegato Obama, che ha aggiunto di “non escludere nulla”. Il presidente americano è stato duramente attaccato dall’opposizione repubblicana per la sua risposta alla crisi irachena, precipitata con la conquista di Mosul da parte degli islamisti. “Era un anno che vedevamo questo problema arrivare – ha detto lo speaker della Camera, John Boehner – quelli sono a 100 miglia da Baghdad e il presidente che fa? Schiaccia un riposino”.

La portavoce del dipartimento di Stato Jen Psaki ha precisato che gli Stati Uniti non stanno valutando l’invio di soldati sul terreno in Iraq. La Psaki ha parlato di situazione “allarmante” e di un “chiaro crollo strutturale” in Iraq. Gli Usa invieranno un ulteriore aiuto di 12,8 milioni di dollari a organizzazioni che forniscono aiuto umanitario in Iraq, per venire incontro ai bisogni delle 500mila persone fuggite da Mosul, ha aggiunto la portavoce.

A intervenire sulla situazione è stato anche il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, in un comunicato diffuso a Parigi. “La comunità internazionale deve prendere in carico la situazione in Iraq”, dove i miliziani jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante “mettono gravemente in pericolo l’unità e la sovranità dell’Iraq” ha affermato Fabius. Il capo della diplomazia francese ha sottolineato che l’avanzata dei miliziani islamisti “pone una grave minaccia alla stabilità dell’insieme della regione”.

I caccia dell’Aeronautica militare irachena hanno bombardato le postazioni dei jihadisti a Mosul. Lo ha riferito la tv di Stato, mostrando le immagini del raid. Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq, è stata conquistata martedì dai miliziani.

E’ stata intanto rinviata per assenza di quorum la sessione del Parlamento di Baghdad convocata per discutere la proposta del presidente Jalal Talabani e del primo ministro Nuri al Maliki di imporre lo stato di emergenza per contrastare l’avanzata dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Lo rende noto la Bbc, precisando che in aula erano presenti solo 128 dei 325 deputati iracheni.

Alcuni blogger locali parlano di Baghdad come “una città fantasma’’ dove “tutti sono terrorizzati e stanno progettando di andarsene o di mettere in atto un proprio piano di sicurezza garantendosi cibo e carburante’’. Uno dei leader dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, il suo portavoce Abu Mohammed al-Adnani, ha trasmesso un appello ai jihadisti (ora controllano la maggior parte dei pozzi petroliferi nell’ovest) ad avanzare verso la capitale. Accerchiata poi dai miliziani Samarra, anche se l’esercito iracheno è riuscito a fronteggiare i ribelli che cercavano di entrare in città. L’esercito iracheno, secondo un comunicato del ministero della Difesa, ha anche ripreso il controllo di Tikrit. I guerriglieri curdi peshmerga, invece, hanno rivendicato il pieno controllo di Kirkuk.

(Adnkronos)