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Ancora raid su Gaza, oltre 200 morti. Quattro bimbi uccisi in spiaggia

Offensiva iniziata da nove giorni: più di 1.500 i feriti. L’Esercito israeliano ai palestinesi del nord della Striscia: lasciate le case per sicurezza. Mogherini: “La mia visita è per sostenere questo sforzo per raggiungere un cessate il fuoco e riprendere immediatamente il dialogo”, ma Hamas non vuole dialogare. Vuole annientare Israele

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Tel Aviv – È salito a 208 morti e 1.550 feriti il bilancio dell’operazione “Protective Edge” contro Hamas, iniziata nove giorni fa. Lo ha riferito il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf al-Qedra.

Quattro bambini palestinesi sono rimasti uccisi in un raid israeliano che ha colpito una spiaggia nella parte occidentale di Gaza City. Non si sa ancora se vittime di un attacco dal mare o da parte dell’aviazione israeliana. 

Tragedia umanitaria – Nella notte di martedì sono proseguiti gli attacchi dello Stato ebraico, dopo una breve pausa per il tentativo del mediatore egiziano di porre fine alle ostilità, e il lancio di missili contro Israele. Per il premier del governo di unità palestinese, Rami Hamdallah, nella Striscia “si rischia la tragedia umanitaria, se l’attacco israeliano dovesse continuare”.

Il ministro Mogherini – Per arrivare al cessate il fuoco l’impegno italiano è in prima linea. “Tutto quello che possiamo fare per sostenere questo cessate il fuoco verrà fatto, lo farà non solo l’Italia, ma anche in coordinamento con gli altri Paesi europei e gli Stati Uniti. Mi auguro che questi giorni finiscano presto”. Lo assicura il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che in Israele ha incontrato il presidente Shimon Peres.

“La mia visita – ha detto il capo della diplomazia italiana – è per sostenere questo sforzo per raggiungere un cessate il fuoco e riprendere immediatamente il dialogo in modo dinamico e creativo, per porre fine a questo conflitto”. Intanto però Hamas ha annunciato di aver informato ufficialmente l’Egitto della sua decisione di rifiutare l’iniziativa di cessate il fuoco presentata due giorni fa. Lo riporta la tv satellitare ‘al-Arabiya’. Un cessate il fuoco accettato unilateralmente da Israele e mai rispettato da Hamas.

Le vittime civili – “La mia visita a Ashdod mi ha mostrato la forte pressione fisica e psicologica sulle persone. Come madre ho capito molto bene la pressione, la tensione lì e, allo stesso tempo, il numero delle vittime civili a Gaza è estremamente preoccupante. Penso che sia nell’interesse di israeliani e palestinesi, specialmente a Gaza, porre fine a questo”.

Un obiettivo ogni 10 minuti – Intanto l’esercito israeliano ha chiesto ai palestinesi del nord della Striscia di lasciare le proprie case “per la loro sicurezza”. Israele ha colpito obiettivi ogni dieci minuti dalla ripresa dei raid: tra questi anche gruppi di militanti responsabili del lancio di razzi e case di militanti e leader di Hamas, compresa – secondo testimoni – quella dell’ex ministro degli Esteri Mahmoud al-Zahar. Hamas ha chiesto agli abitanti della Striscia di non lasciare le proprie case dopo gli avvertimenti di Israele, denunciando una “guerra psicologica”.

Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che Hamas “pagherà un caro prezzo”. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas è al Cairo per colloqui con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Obiettivo della missione, scrive l’agenzia di stampa palestinese ‘Wafa’, è porre fine alle ostilità.

È al Cairo anche l’inviato del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair. Lo riferiscono fonti all’aeroporto del Cairo, precisando che durante la sua visita in Egitto, la seconda in meno di una settimana, l’ex premier britannico incontrerà il presidente egiziano.

(Credit: Adnkronos)