L’Outlet di Serravalle Scrivia si piega alla sharia, la legge islamica! Parte il boicottaggio su Facebook

Una cliente ligure si accorge della palese discriminazione religiosa e pone un quesito sulla pagina del centro commerciale sul social media. Poi riceve una risposta che è una specie di confessione di dhimmitudine, ossia di quell’approccio a considerarsi “ospiti” in terra islamica in una terra che islamica non è. Una capitolazione di valori, che però scatena la reazione dei clienti. Il punto centrale: non c’è mai stata sensibilità per le esigenze religiose dei cristiani, perché averla per i musulmani? – Poi la poderosa marcia indietro

La cosiddetta "area di meditazione" nell'outlet alessandrino (Foto dal profilo di Magdi Cristiano Allam**)
La cosiddetta “area di meditazione” nell’outlet alessandrino (Foto dal profilo di Magdi Cristiano Allam**)

Alessandria – Al Serravalle Outlet hanno deciso di indossare il niqab, in ossequio a un mal interpretato senso di eguaglianza religiosa, che invece si trasforma in una discriminazione positiva verso i musulmani. 

I fatti. Nel centro commerciale di Serravalle Scrivia i gestori di McArthur Glenn hanno pensato bene di omaggiare i clienti musulmani con una “area di meditazione”, forse per dare agio al rispetto delle norme della sharia in tema di Ramadan, appena concluso. Un fatto di civiltà, si direbbe: ma solo nel caso in cui questa sensibilità fosse stata in precedente mostrata per i clienti cristiani o di altre religioni, ai quali – of course – non risulta sia mai stato riservato un tabernacolo, una croce, un posto analogo tout court

L’elemento che però ha fatto indignare pubblicamente è stata la previsione di due ingressi separati per i due sessi, una palese discriminazione di genere, incompatibile con le leggi vigenti in Italia. Incompatibile, aggiungiamo, con lo spirito generale delle leggi italiani, quell’esprit de lois – di montesquieiana memoria – di un Paese laico e rispettoso della parità di genere, prima ancora che fondamentalmente cristiano, ma non per questo avverso alle altre religioni. 

Così, una cliente genovese, ha preso “carta e penna moderni” e ha posto un semplice quesito ai gestori dell’outlet sulla pagina Facebook: “Potreste spiegare la ragione delle due aree separate per uomini e donne nell’ ‘Area Meditazione’ installata vicino al negozio Ferrari presso il vostro Outlet? Significa che privilegiate un tipo di culto che prevede la separazione dei sessi ai danni di un tipo di culto, come quello cristiano, che non discrimina chi prega?

La risposta non si è fatta attendere molto, solo 2 ore e 30. “Buongiorno Serena, e grazie per esserti messa in contatto con noi. Qui al Centro di Serravalle è nostra intenzione rispettare profondamente tutte le religioni e i credi ed è per questo che abbiamo deciso di offrire ai nostri visitatori un’area di meditazione e preghiera multi-culto, aperta a tutti coloro che sentano la necessità di un momento di raccoglimento“, hanno scritto i gestori della pagina, aggiungendo che “garantire un accesso separato per uomini e donne è per noi un atto inclusivo e non esclusivo: i culti che pregano separatamente potranno farlo, mentre chi, come i Cristiani, non ha questa esigenza, non avrà certamente problemi a pregare separatamente“.

Una risposta stupefacente, nel senso che sembra data da chi è in preda ai fumi di qualche sostanza. Infatti, la cliente ha replicato a tono, con un ragionamento che è anzitutto logico, prima che analitico di aspetti religiosi. “Sono certa che questa costituisca discriminazione sessuale perché significa che se io desidero ‘meditare’ insieme alla mia famiglia, dovrò farlo separata dai miei nipoti e da mio padre“, ha affermato. “Come risponde la Direzione dell’Outlet a questo tipo di imposizione ovvero che una famiglia cristiana, buddista, ebrea debba dividersi nel momento della preghiera e che le siano di fatto imposte le esigenze di una religione che – anche dal punto di vista secolare – discrimina apertamente tra i sessi?“, chiede ancora la cliente (o forse ex…) dell’outlet alessandrino, prima di sottolineare “la notizia”: “il Serravalle Designer Outlet impone di fatto le regole della religione musulmane sulle altre religioni e attua una politica di discriminazione nei confronti delle donne“. Amen, si potrebbe dire.

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Il fatto sarebbe rimasto confinato in un ambito locale, se Magdi Cristiano Allam non lo avesse rilanciato dalla sua pagina su Facebook. Immediatamente, fin da ieri notte, ha fatto il giro del web e ha scatentato una reazione comprensibile fra gli utenti. 

Tuttavia la reazione più importante ancora non si è registrata: quella del prefetto e del questore di Alessandria, cui è demandato il monitoraggio dell’ordine pubblico e del rispetto delle leggi sul territorio. Considerato che la discriminazione di genere è un atto contrario all’ordinamento giuridico italiano, ci aspettiamo che l’outlet di Serravalle Scrivia venga sottoposto a visita amministrativa e venga sanzionato per la promozione della palese discriminazione perpetrata ai danni di chi musulmano non è. 

Se poi vogliamo allargare la riflessione, non ci sembra che analoga sensibilità sia mai stata dimostrata verso i fedeli di altre religioni, a partire dai cristiani, maggioranza assoluta in questo Paese, almeno per ora. 

L’atteggiamento di McArthur Glenn è di chi si sente “dhimma”, ossia ospite di altra relgione in terra islamica (Dar-al-Islam). Senonché, l’Italia non è terra islamica, ma terra cristiana e tollerante verso tutti i credo religiosi. Ma non è terra in cui le discriminazioni possono passare da un centro commerciale, senza incorrere nelle sanzioni previste per tutti i casi analoghi

È il peso della separazione tra Stato e religione che impone il rispetto delle norme generali di pubblica sicurezza e che andrebbe imposta anche nelle moschee musulmane, dove al contrario vige la netta discriminazione di genere, uno dei fondamenti della shaira. 

Se il prefetto e il questore di Alessandria non sono a conoscenza di tale vergognosa situazione, ora la stampa ne sta parlando. Agiscano senza ulteriore esitazione per rimuovere questa vergogna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA | Ultimo aggiornamento 6/08/2014, ore 16.00

** Le foto di apertura, inizialmente attribuite a una persona, sono in realtà tratte fal profilo Facebook di Magdi Cristiano Allam. Ci scusiamo con Magdi e con tutti lgi interessati

6 pensieri riguardo “L’Outlet di Serravalle Scrivia si piega alla sharia, la legge islamica! Parte il boicottaggio su Facebook

  • 13/08/2014 in 21:03:33
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    L’italia NON è terra cristiana. l’italia è laica e tutte la religioni sono uguali x costituzone.

  • 06/08/2014 in 23:27:12
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    Secondo me è giusto che questo tipo di “concessioni” non vengano fatte. Quindi male ha fatto il Serravalle outlet village ad attrezzare una zona per la preghiera mussulmana.
    Ecco una serie di ragioni:
    1. Essere “gentili” con alcune religioni apre una serie di questioni riguardanti le altre. Non solo cristiani ma anche ortodossi, protestanti, animisti e chi più ne ha più ne voglia.
    2. Un outlet è una istituzione laica. E tale deve rimanere. Non ha senso mischiare questioni religiose.
    3. Non mi risulta che in terra mussulmana nessuno si sia mai sognato di fare una tale gentilezza verso i cristiani

    Ci sono certamente mille altre ragioni…

  • 06/08/2014 in 17:36:13
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    “L’elemento che però ha fatto indignare pubblicamente è stata la previsione di due ingressi separati per i due sessi, una palese discriminazione di genere, incompatibile con le leggi vigenti in Italia.”

    quando ero bambina (anni ’90), presso il mio oratorio (facente parte della Chiesa Cattolica) non erano previsti ingressi separati per genere, ma addirittura DUE STRUTTURE DIVERSE, una per i maschi e una per le femmine. E io facevo catechismo solo con le bambine. Eppure non mi sembra che nessuno si sia mai indignato o abbia parlato di palese discriminazione di genere, incompatibile con le leggi vigenti in Italia.

    Un saluto

    • 06/08/2014 in 17:41:15
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      Ho l’età per ricordarmene. Non mi pare che accada più, sarebbe folle proporlo. Per fortuna. Grazie di seguirci. (Vincenzo Scichilone)

      • 06/08/2014 in 20:56:37
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        Il fatto è che credono ciecamente nel Corano e non hanno l interpretazione .quindi sono rimasti come eravamo noi cristiani alla inizio . Anche noi avevamo la lapidazione , solo che con l interpretazione è stata abolita : scagli la prima pietra chi è senza peccato

        • 06/08/2014 in 23:36:33
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          Concordo con la prima parte. Aggiungo alla seconda: aiutiamoli a evolvere (ma mi sa che loro non vogliono evolvere….).

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