Hamilton re di Monza per un regalo di Rosberg e della Mercedes. Sofferenza Ferrari. Spettacolo Ricciardo

Sesta vittoria stagionale per il campione del mondo 2008, dopo una partenza sottotono e uno scatto di Rosberg, imprendibile. Poi “strani errori” di Rosberg alla prima variante. Massa sul podio, meritatissimo. Giornata nera per la Ferrari: Alonso ritirato, Räikkönen decimo al traguardo (nono dopo gara). Marchionne (ingeneroso) licenzia Luca Cordero di Montezemolo in diretta tv: scena vergognosa e pianificata. L’australiano di Messina diverte con un’interpretazione da funambolo

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Monza – Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio d’Italia sul circuito di Monza, conquistando il Grand Chelem – pole, vittoria e giro veloce – mettendo in carniere il sesto** successo stagionale e mettendosi dietro il compagno-rivale di squadra, Nico Rosberg, che però mantiene la leadership della classifica piloti, con 21 punti di vantaggio.

Rosberg, pur autore di una partenza impeccabile (al contrario di Hamilton, quarto al primo passaggio) e ampiamente al comando con largo margine, ha commesso due errori in frenata allo stesso punto al 9° e al 29° giro. Il secondo di questi errori ha consegnato la vittoria nelle mani di Hamilton, dando una doppietta alla Mercedes e, soprattutto, evitando una battaglia tra i due e un possibile (sempre) contatto in una fase concitata di gara. Perché è certo che un contatto avrebbe potuto accadere, se Rosberg non avesse ceduto strada a Hamilton, desideroso di cancellare la débâcle di Spa-Francorchamps.

La nostra opinione è che Rosberg e la Mercedes avessero programmato questa soluzione, per due motivi: quietare subito Hamilton e fargli smaltire la rabbia, che avrebbe potuto portarlo in un altro team anche dal 2015, dopo Spa; evitare una battaglia in pista, che avrebbe potuto determinare una replica del Belgio e che la Mercedes avrebbe potuto evitare solo smentendo se stessa, dando un ordine di squadra.

Così la Mercedes è percepita come una squadra sportiva, che tratta in modo uguale i due piloti e che non interviene per correggere la loro lotta per il titolo iridato, che può proseguire così fino alla fine, mantenendo desta l’attenzione degli spettatori. E il pilota “di casa” mantiene la leadership mondiale con 22 punti di vantaggio su un altro pilota Mercedes. Cosa chiedere di più?

Comunque sia andata, Toto Wolff ha detto nel post gara cose diverse da quelle dette da Rosberg, il quale ha attribuito a propri errori le due divagazioni alla prima variante, mentre il presidente del team Mercedes ha prima accennato a un problema tecnico, poi rimodulato verso la “pressione” della gara sul pilota tedesco più italiano che c’è.

Sul terzo gradino del podio Felipe Massa, che ha condotto una gara intelligente, ma impossibile da concludere in un posto migliore. Gara più tranquilla, quella del brasiliano di origini italiane (ricordiamolo sempre), frutto di una bella partenza, che gli evitato anche l’arrembante compagno di squadra, Bottas, finito sotto il podio grazie a una serie di sorpassi in rettilineo.

Al quinto posto Daniel Ricciardo, che è il vincitore del premio della critica (se esistesse in F1), per la gara da funambolo condotta, soprattutto nella parte finale, con l’asso di mazze tra i denti (in onore alle origini siculo-calabresi). Il carico di briscola tirato fuori nel soprasso di Perez alla Roggia e il recupero anche su Vettel, lo incoronano come pilota più spettacolare del Circus. Il quinto posto è anche una vittoria di strategia, con l’allungamento del primo stint e un secondo più corto di quello di Vettel, che non ha potuto resistere al ritorno dell’australiano e che non si trova bene con questa monoposto. Un motivo in più per cercarne un’altra per il futuro? Vedremo.

Onesta la gara del messicano, che ha portato punti pesanti alla squadra anglo-indiana, mentre per Räikkönen vale una riflessione più generale da fare sulla Ferrari. Il team di Maranello paga a Monza il pegno più doloroso di una stagione pessima. Il ritiro di Alonso per la rottura (probabile) del motore e la corsa lenta del pilota finlandese, sono motivo di dolore sportivo e di carica per il futuro, su cui però incombe lo spettro della devastante carica italo-canadese di Marchionne.

L’AD di Fiat Auto e presidente della FCA ha di fatto licenziato in diretta televisiva Luca Cordero di Montezemolo, che probabilmente mercoledì prossimo presenterà le proprie dimissioni da presidente della Ferrari per mera dignità personale. “Montezemolo? Nessuno è indispensabile Vedere la Ferrari che non vince dal 2008 mi intristisce“. Una dichiarazione che sembra di tenore renziano – #Lucastaisereno – uno stile che non si addice a un manager industriale serio, ma soprattutto è un modo ingeneroso verso Montezemolo, che in 23 anni di guida della Rossa di Maranello ha ottenuto risultati industriali ineguagliati fino ad ora e, sotto il profilo sportivo, una rinascita della squadra di Formula 1, dopo un digiuno di oltre 21 anni. Ma questo è lo stile corrente, che non guarda ai fatti con la dovuta serenità.

Ragionamento conclusivo per Kevin Magnussen, al quale non sono bastate le penalità prese nelle gare precedenti, penalizzato con uno Stop&Go di 5’’, trasformatasi in analoga sottrazione di tempo alla fine della gara. Penalità costatagli punti, ma Daniil Kvyat all’ultimo giro ha pensato bene di fare una “scampagnata” alla prima variante, dopo una gara tutta in rimonta, consegnando al danese il 10° posto e il punto che ne consegue. Una ristorazione da un torto, perché se l’errore è scusabile per Kvyat, per Magnussen, che ha un modo di correre aggressivo più adatto alle gare club, non a questa F1 per “signorini”, mala tempora currunt.

A scanso di equivoci: la penalità dovrebbero darla a chi dà le penalità, non a Magnussen, che corre come un pilota, non come un’educanda delle Orsoline.

** Grazie al lettore “sundance76” che ci ha segnalato l’errore: avevamo scritto “quinto”.

Ultimo aggiornamento 7/09/2014, ore 17:30:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

3 pensieri riguardo “Hamilton re di Monza per un regalo di Rosberg e della Mercedes. Sofferenza Ferrari. Spettacolo Ricciardo

  • 07/09/2014 in 16:49:47
    Permalink

    Mi risulta che Hamilton abbia vinto sei corse quest’anno.

    • 07/09/2014 in 17:31:49
      Permalink

      Grazie, errore già corretto con citazione. 🙂

      • 08/09/2014 in 18:15:47
        Permalink

        L’errore è ancora presente nel sottotitolo.

I commenti sono chiusi