Deprecated: Hook custom_css_loaded is deprecated since version jetpack-13.5! Use WordPress Custom CSS instead. Jetpack non supporta più il CSS personalizzato. Leggi la documentazione WordPress.org per scoprire come applicare gli stili personalizzati al tuo sito: https://wordpress.org/documentation/article/styles-overview/#applying-custom-css in /customers/8/8/d/horsemoonpost.com/httpd.www/newsite/wp-includes/functions.php on line 6078 Il team Mercedes di F1 puntualizza: “nessun sabotaggio”. E allora perché procedere a una perizia legale? | HORSEMOON POST
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Il team Mercedes di F1 puntualizza: “nessun sabotaggio”. E allora perché procedere a una perizia legale?

Il team tedesco con base a Brackley ha precisato su Twitter: #NotACospiracy. Ne prendiamo atto, ma ripercorriamo il comunicato per porre alcuni quesiti tecnico-giuridici

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Verona – Il team Mercedes nella serata di venerdì ha precisato il significato del comunicato pubblicato alle 19.38, sulla base del quale noi ci siamo interrogati se non vi fosse l’ombra del sabotaggio

To clarify, the contaminant was a substance used in normal pre-event servicing of the component. :)”, il tweet di chiarimento delle 20.56. Ne prendiamo atto.

Però lasciateci riflettere sul fatto che prenderne atto e non riflettere su quanto emerso sono due azioni parallele, che in teoria non si possono incrociare, ma come le “convergenze parallele” potrebbero scontrarsi se una forza piegasse le parallele. Per esempio, la forza di un ragionamento.

Dunque, di fronte al comunicato e alla precisazione della Mercedes l’osservatore potrebbe:

  1. crederci senza alcun dubbio: i tedeschi sono perfetti, però possono anche sbagliare e mettere un liquido, una sostanza o un grasso nel piantone dello sterzo di Rosberg, che magicamente funziona per due giorni e mezzo, ma prima di portare la monoposto in griglia produce una serie di corti-circuito elettronici, mandando in Westfalia monoposto, leadership mondiale del pilota tedesco e mezza pigmentazione della chioma di Toto Wolff.
  2. non crederci affatto, non potendo dimostrare il contrario: a meno che qualcuno dall’interno del team non spifferi la verità.

Naturalmente, cogliendo lo spirito del tempo (di taqiyya diffusa senza vergogna di essere smentiti), crediamo alla Mercedes: i tedeschi sono perfetti, non sbagliano mai e se sbagliano sanno prendersi le loro responsabilità. Sì, sì.

Intimamente, lo diciamo ai nostri quattro lettori (che potremmo indicare con nome e cognome, se la legge sulla privacy non si mettesse di mezzo …), noi non crediamo a questa precisazione e vi spieghiamo perché.

L’aggettivo “forensic” nel dizionario Collins è così definito: “Forensic is used to describe the work of scientists who examine evidence in order to help the police solve crimes“. 

Quindi, ne consegue che anche in Mercedes hanno sospettato che qualcosa non fosse andato come avrebbe dovuto andare, visto che hanno deciso di far analizzare il piantone “magico” della monoposto di Rosberg con una perizia tecnico-legale (nomina sunt consequentia rerum, avrebbero detto i latini: i nomi sono conseguenza delle cose). 

Gli interessi per mettere la sordina a un eventuale sabotaggio (eventuale: non sappiamo se vi sia stato, al momento possiamo solo fare ipotesi) sarebbero molti: dalle motivazioni finanziarie, legate al titolo in borsa della casa di Stoccarda; all’eventuale indagine della Fia, che produrrebbe di certo danni all’immagine della Stella a Tre Punte e molti imbarazzi. Fino a un mondiale vinto che solo la Mercedes può perdere.

In attesa di ulteriori sviluppi (e dei quesiti che la Fia non porrà), aspettiamo in fiduciosa attesa di conoscere il prodotto incriminato, fosse mai usato da qualcuno per pulire il cruscotto dell’automobile col rischio di fare andare in tilt l’elettronica dell’automobile.

Con quello che costano oggi le auto, signora mia…

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.