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Padoan: “La crisi peggiora, Paesi in surplus facciano la loro parte”. Follie di questa Europa con targa tedesca

La frecciata indiretta alla Germania da parte del ministro dell’Economia non può far dimenticare che il Fiscal Compat e la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio sono state votate dal Parlamento italiano, ostaggio del fondamentalismo dell’austerità di Angela Merkel (che però è contrastato dallo sperpero di risorse italiano)…

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Roma – La crisi peggiora e anche i “i paesi in surplus” (c’est-à-dire l’Allemagne, mon Dieu…) devono fare la loro parte. Questo il monito lanciato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel suo intervento alla Conferenza interparlamentare sul fiscal compact alla Camera. “Il quadro macroeconomico oggi è di semi-stagnazione e di inflazione decisamente troppo bassa per rassicurarci e in questo contesto tutte le manovre di aggiustamento sono più difficili, ma noi continueremo a perseguirle“, ha detto Padoan.

Bisogna riconoscere – ha aggiunto – che il fiscal compact è stato concepito in un contesto in cui il quadro macroeconomico era più favorevole di quello attuale e andrebbe tenuto conto del nuovo quadro macroeconomico e delle circostanze eccezionali soprattutto per alcuni Paesi nella valutazione e nell’applicazione di questo strumento, che rimane essenziale e va reso più potente ed effettivamente più orientato alla crescita“.

Secondo il titolare di via XX Settembre, sarebbe necessario “un approccio qualitativo prima ancora che quantitativo alle politiche di bilancio” e le pressioni per l’aggiustamento del bilancio tra i paesi in deficit e i paesi in surplus dovrebbero essere quindi “più simmetriche“. Difatti, “le pressioni dei paesi in deficit sono più forti che nei paesi in surplus. In una visione globale e di sistema – ha sottolineato Padoan – le pressioni dovrebbero essere più simmetriche“.

In altri termini, la Germania persegue nella furiosa politica austerity a livello europeo, ma sta portando al suicidio l’intero continente con quell’assurda politica di restrizione di bilancio imposta dal governo tedesco di Angela Merkel.

Andrebbe ricordato a Padoan – e all’intera politica italiana – che il Fiscal Compact l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio sono provvedimenti adottati dal Parlamento italiano, sovrano e allo stesso tempo ostaggio di un fondamentalismo dell’austerità della Germania che ci farà affondare tutti.

E tuttavia non va dimenticato che i termini opposti del dibattito sono l’austerità tedesca da una parte e lo sperpero di denaro pubblico dall’altro, un dato comune in tutte le regioni italiane, ma in cui di certo eccelle il Meridione: anche quando le amministrazione quelle risorse le tengono nel cassetto (magari solo perché l’establishment non riesce a mettersi d’accordo su come dividersele tra amici e clienti), non le investono per alimentare un circolo economico virtuoso e alla fine se le fanno sottrarre dall’UE.

Il che riporta alla casella di partenza, senza passare da Viale della Vittoria: l’incredibile inadeguatezza della classe dirigente italiana (e non parliamo certo di Padoan).

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