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Filippine, la liberazione dei due ostaggi tedeschi nelle mani di Abu Sayyaf confermata dal governo tedesco

Finita l’odissea dei due coniugi Okoveix, tenuti in ostaggio per sei mesi dalle milizie islamiste affiliate ad al-Qaeda e che hanno sposato il progetto geopolitico dell’Isil per la costituzione di un “Califfato Islamico”. Mercoledì era stato diffuso il drammatico appello del 71enne medico: venerdì ci decapitano

Soldati dell'esercito filippino ripresi mentre pattugliano le strade di Jolo, nelle Filippine Sud (foto Reuters)
Soldati dell’esercito filippino ripresi mentre pattugliano le strade di Jolo, nelle Filippine Sud (foto Reuters)

I jihadisti islamici del gruppo Abu Sayyaf, insorti nell’isola di Mindanao nelle Filippine meridionali, avrebbero liberato Stefan Okoveix e Henrike Dielen, i due ostaggi tedeschi rapiti nell’aprile di quest’anno, dopo che il loro yacht aveva registrato un’avaria al largo dell’isola di Palawan. Lo ha reso noto l’agenzia tedesca Dpa, citando una radio locale.

Abu Rami, portavoce del gruppo di terroristi islamici, ha confermato il pagamento del riscatto: “abbiamo ricevuto il riscatto. Niente di più, niente di meno“, ha dichiarato alla radio di Zambaonga. Poco prima, secondo la Dpa, era scattata un’operazione militare volta alla liberazione dei due ostaggi, ma probabilmente si è trattato di un’azione volta 20141017-suristi-tedeschi--320al recupero, dopo la liberazione, avvenuta al pagamento del riscatto. Dopo la scadenza dell’ultimatum, alle ore 15, il termine era stato prorogato di due ore.

La conferma delle liberazione dei due ostaggi è avvenuta in serata (in Europa) grazie a un comunicato ufficiale del generale Charlie Galvez, vice-comandante della brigata dispiegata a Mindanao Occidentale. “Gli ostaggi, il dottor Stefan Viktor Okonek e (Henrike) Dielen sono stati rilasciati a Patikul intorno alle 8.50 e ha raggiunto il quartier generale di brigata in Busbos intorno 21:20 per (una) visita medica“, ha dichiarato, spiegando che successivamente avrebbero proceduto verso “Zamboanga City, prendendo una nave della marina“.

Anche il governo tedesco ha confermato la liberazione dei coniugi Okoveix. “Siamo sollevati di essere in grado di confermare che entrambi i tedeschi non sono più nelle mani dei loro rapitori“, ha detto un portavoce, che poi ha spiegato come entrambi siano già stati accompagnati presso l’ambasciata tedesca a Manila. Da Berlino sono giunti anche i ringraziamenti per il governo filippino per la “stretta e fiduciosa collaborazione“.

La polizia locale ha reso noto che i due tedeschi sono stati trovati dai residenti fuori la città di Patikul e accompagnati subito presso un posto di polizia, da dove poi sono stati condotti al comando della brigata mobile dispiegata dal governo filippino per supportare la loro ricerca. 

La liberazione è avvenuta adempiendo una delle tre condizioni poste dai jihadisti filippini islamici: il pagamento di un riscatto di 5,6 milioni di dollari. Tuttavia, nessuna fonte ufficiale – tedesca o filippina – ha confermato la notizia.

Le altre due richieste erano il cambio di strategia della Germania nella Coalizione Internazionale contro l’Isil in Siria e Iraq e, infine, il ritiro dei 3.000 soldati inviati dal governo filippino sull’isola di Iolo, in cui si ritiene fossero tenuti in ostaggio i due cittadini tedeschi.

Nelle filippine è operativo un nucleo diplomatico tedesco, guidato da Ruediger Koenig, inviato speciale nell’isola del ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, con l’incarico di seguire il caso con un’unità speciale di crisi. Il plenipotenziario di Berlino ha però ha sempre rifiutato di interloquire direttamente con Abu Sayyaf per non legittimare il gruppo terrorista come interlocutore. 

Mercoledì scorso, il dottor Okoveix aveva lanciato un disperato appello, diffuso sempre da una radio locale: “mi uccideranno venerdì. Hanno scavato una fosse di tre metri e mi hanno detto che è per me“. Era emerso anche che i due coniugi fossero stati divisi, in modo che non sapessero le sorti l’uno dell’altra.

L’agenzia Dpa aveva riportato in un primo momento notizie di un blitz per liberare i due, ma ammettendo che la situazione non fosse chiara. I reparti dell’esercito invece si erano mobilitati per trasportare e scortare i due sopravvissuti al sicuro.

I due tedeschi non solo gli unici europei a essere passati tra le mani di Abu Sayyaf: due cittadini olandesi (e anche due malesi) sono ancora trattenuti dalle milizie islamiche vicine ad al-Qaeda e promotrici dell’adesione alla campagna di allargamento geopolitico impresso dall’autoproclamato “Califfato Islamico”.

Ultimo aggiornamento 17/10/2014, ore 22:34:37 | (Credit: Reuters, agenzie) © RIPRODUZIONE RISERVATA