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“Roma sarà musulmana”. La minaccia di un sostenitore dell’Isil corre su Twitter

Sul profilo de ‘Il Conquistatore di Roma’ anatemi contro la ‘città eterna’ e sostegno al jihad internazionale. “Combatteremo per governare la Terra nella sua interezza e da qui pregheremo Allah”. Elogi anche all’attentatore del Canada. Se non è una guerra di religione, è un calesse…

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“Combatteremo per governare la Terra nella sua interezza, come prevede il libro mandato in Terra da Allah (Corano, ndr) e non ci fermeremo finché non potremo fare il richiamo per la preghiera e pregare a Roma da conquistatori, Dio permettendo”. E’ la dichiarazione di intenti che appare sul profilo Twitter di un sostenitore dei jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), il cui nickname è ‘Il Conquistatore di Roma’. L’utente della piattaforma di microblogging dice di trovarsi ad “Aleppo, terra del Levante”, nella Siria settentrionale, una delle zone contese tra le truppe del regime di Damasco, le milizie dell’opposizione e i jihadisti.

DAQIB-4-SEPT2014-the-failed-crusade-320x452La conquista di Roma è una delle “promesse” che il leader del’Isil, Abu Bakr al-Baghdadi, ha fatto nel suo celebre discorso per la proclamazione del califfato, pronunciato nell’ultimo venerdì di Ramadan presso una moschea di Mosul. Successivamente, anche il suo portavoce, Abu Muhammed al-Adnani, ha annunciato la conquista della città che ospita il Vaticano.

E anche l’ultimo numero della rivista dell’Isil, ‘Dabiq‘ (nella foto a sinistra), ha pubblicato in copertina un fotomontaggio con la bandiera nera dell’Isil su Piazza di San Pietro. Si è inserito su questa scia anche il ‘Conquistatore di Roma’, che usa Twitter per lanciare i suoi anatemi contro la ‘città eterna’, ma anche per esprimere il suo sostegno al jihad internazionale.

Il profilo attualmente online (qui) non è il primo a essere stato aperto dall’internauta. Altri due con lo stesso nickname sono stati aperti negli scorsi mesi e poi chiusi dai gestori di Twitter. In uno di questi profili scriveva: “Quando avevo 15 anni, mia madre mi disse che un giorno avrei conquistato Roma, a Dio piacendo”.

Gli interessi dell’internauta di Aleppo spaziano dalla Siria, all’Iraq, ai fatti di cronaca più recenti, come l’attentato in Canada in cui un presunto seguace dell’Is ha ucciso un militare. L’ultimo suo intervento sul Web è proprio un re-tweet di un testo di un altro utente che inneggia all'”eroe libico” Michael Zehaf-Bibeau, autore dell’attentato in Canada e figlio di uomo d’affari di origine libica.

Il tweet lo elogia per il suo attacco contro “la gente della croce nel parlamento canadese” e gli augura di essere “accolto benevolmente da Dio”.

È evidente la dimensione religiosa della guerra in corso. Chi lo nega – accampando la mancanza di prove di legami tra i terroristi “individuali” (i cosiddetti “lupi solitari”) e l’Isil – mente sapendo di mentire o ignora la realtà dei fatti. In entrambi i casi siamo in presenza di una mancata comprensione del fenomeno

Contro l’Occidente e la cristianità è in corso una guerra di sterminio, condotta da una minoranza di musulmani, che però chiama in causa il mondo islamico nella sua totalità

Occorre la mobilitazione del mondo musulmano che è contrario a questa guerra di religione, perché presto la reazione popolare sorpasserà quella dei governi. E quando si muove – reagendo a una minaccia – il popolo irrazionale non è mai un fatto positivo.

(Fonte: Adnkronos)