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Egitto, in vigore stato emergenza nel Sinai dopo strage di soldati. Al-Sisi: battaglia con terroristi durera’ almeno 2 mesi

Lutto nazionale in Egitto. Funerali dei 30 militari con le più alte cariche dello Stato in una cornice di massima sicurezza

Egypt's President Abdel Fattah al-Sisi looks on as he delivers a speech in Cairo

Il Cairo – Nel nord e nel centro della penisola del Sinai e’ entrato in vigore lo stato d’emergenza di tre mesi imposto venerdi’ dal Consiglio nazionale della difesa egiziano, a seguito all’attentato perpetrato con un’autobomba che ha ucciso 30 militari vicino al confine con la striscia di Gaza. Si e’ trattato dell’attentato piu’ sanguinoso da quando e’ stato deposto il presidente islamista Mohammed Morsi, dei Fratelli Musulmani, ossia della fonte di ispirazione di tutti i jihadisti sunniti attualmente in guerra con il mondo intero.

Il Consiglio nazionale della difesa – guidato dal presidente Abdel Fattah al Sisi – ha assicurato in un comunicato che le autorita’ “vendicheranno lo spargimento di sangue” e “prenderanno tutte le misure necessarie per proteggere i civili“. Il presidente ha annunciato un periodo di lutto di tre giorni per commemorare i militari uccisi, disponendo anche la chiusura del valico di Rafah, che collega il Sinai alla Striscia di Gaza.

Un segnale importante, perché è la traccia su cui si muove la presidenza della Repubblica egiziana: i jihadisti islamisti sono i nemici dell’Egitto. Nessuna politically correctness, nessun tentennamento, nessuna finzione. Infatti, il governo starebbe anche pensando di evacuare i cittadini dei piccoli villaggi situati nel nord della penisola, avamposto dei militanti islamisti per gli attacchi in tutto il Sinai, dove le violenze jihadiste rischiano di mettere in ginocchio il settore turistico. Un dato reale, concreto, perché le presenze nelle localita’ sul Mar Rosso sono in netto calo dopo l’uccisione di tre turisti sudcoreani in un resort di Taba, a febbraio.

L’attentato di ieri nei distretti di Sheikh Zuid e al Arish, nella zona settentrionale della Penisola del Sinai, non e’ stato rivendicato, ma è forte il sospetto sul gruppo terrorista islamico Ansar Beit al Maqdis, che di recente ha “riconosciuto” lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, guidato da Abu Bakr al Baghdadi, come “Califfato islamico”

Nel frattempo, il presidente ha avvertito che la battaglia contro i terroristi islamici nel Sinai durera’ almeno due mesi. Abdel Fatah al Sisi lo ha dichiarato durante un discorso alla nazione diffuso da tutte le emittenti televisive egiziane.

Al Sisi ha inoltre confermato la presenza delle piu’ alte cariche dello Stato, fra cui il primo ministro Ibrahim Mahlab. In una cornice di sicurezza straordinaria, per il timore che l’occasione sia tanto ghiotta per gli islamisti per sferrare un attacco contro l’Egitto, colpendone il centro politico-istituzionale. È già accaduto, non si può escludere accada di nuovo.

(Credit: AGI)