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Renzi alla chiusura della ‘Leopolda5’ avvisa: “Non torniamo indietro”

Intervento conclusivo del presidente del Consiglio alla tre giorni fiorentina della Leopolda: “Siamo qui per cambiare l’Italia. Noi dobbiamo restituire al Paese il futuro, il futuro è solo l’inizio”. Sul lavoro: “Non si sblocca con manifestazioni e convegni” e avverte: “Non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso” ma alla classe dirigente che critica “non consentiremo di riprendersi il Pd per riportarlo dal 41 al 25%”. Omaggio a Napolitano durante il suo discorso “per come difende la Costituzione”

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Firenze – “Questa è un’altra Leopolda, inutile nasconderlo. Siamo al governo, non per consolidare il Paese, ma per cambiarlo. Dobbiamo prenderci sul serio. Noi dobbiamo restituire al Paese il futuro, il futuro è solo l’inizio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un passaggio del suo discorso conclusivo alla Leopolda.

“Siamo qui per dirci che ci vogliamo bene, per dire tante cose affettuose, piene di entusiasmo. Ma siamo qui per anche indignarci quando vediamo e leggiamo le rappresentazioni banali che vengono fatte di noi. Cose lontane dalla realtà”, precisa il premier nell’intervento.

“Sbloccare l’incantesimo sul lavoro – continua Renzi – non è un tema che possiamo prendere perché c’è una manifestazione. Noi vogliamo combattere il precariato con misure concrete. Per anni c’è chi ha pensato si potesse combattere la disoccupazione organizzando manifestazioni o convegni noi vogliamo combatterla facendo cambiare mentalità a imprese e giovani”.

Il posto fisso non esiste più – “Immagino che la protesta di questi giorni sia sull’articolo 18, non credo sia sugli altri capitoli del Jobs act. Noi dobbiamo trovare il modo che ci sia il contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma il posto fisso non c’è più e non c’è più perché il mondo è cambiato. Siccome è cambiato tutto, e il modello fordista della fabbrica non esiste più, e la ‘monogamia’ aziendale è in crisi in tutto il mondo, cosa fa un partito di sinistra? Fa un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o crea le condizioni perché una persona abbia lo Stato vicino quando perde il posto di lavoro? Chi prende in carico chi perde il posto di lavoro?”, si domanda Renzi.

Nessuna paura per qualcosa di diverso a sinistra – “Se le manifestazioni che abbiamo visto in questi giorni sono politiche, io le rispetto e non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso. Sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o se è più di sinistra prevedere il futuro, innovare, cambiare. Staremo e vedere, lo vedremo, decideranno i cittadini. Sono anni che le sinistre arcobaleno, la sinistra radicale cercano di mettere un’ipoteca e tutte le volte che hanno cercato di fare lo strappo hanno perso loro, facendo perdere anche l’Italia”.

E avverte: “Rispettiamo tutti ma c’è una cosa che non consentiremo a chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante. Non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd per riportarlo dal 41 al 25%, non consentiremo di fare del Pd il partito dei reduci, saremo il partito del futuro e dei pionieri, valorizzando la memoria del nostro popolo ma la memoria senza speranza è per il museo delle cere, non per l’Italia del domani”.

Intellettuali come pensionati che commentano i lavori in strada – “Non stiamo facendo riforma della Pa e Costituzione perché avevamo preso un impegno, ma lo dobbiamo fare perché c’è una realtà intorno a noi che ce lo chiede, perché c’è una guerra da combattere contro quelli che sostengono – dice Renzi – che in questo scenario l’Italia ha tutto da perdere. Parlo di un ceto intellettuale dominante in Italia che si comporta come quei pensionati che si mettono a osservare il lavoro in un cantiere e guardando dicono ‘non ce la faranno mai a finire’. Mi voglio scusare di questo esempio, ma non con gli intellettuali, con i pensionati”.

Legge di stabilità – “Con la legge di stabilità riduciamo le tasse di 18 miliardi, una cosa di cui in questi anni tutti hanno parlato ma che, peccato, nessuno ha fatto. Questa, rispetto al passato, non è una manovra ma è una retromarcia”.

Omaggio a Napolitano – “Viviamo un tempo delicato in cui ci sono tante straordinarie espressioni di bella politica. Lasciatemi citare una persona che in questi mesi – afferma il premier – ho imparato a conoscere meglio. Vorrei che dalla Leopolda arrivasse un grande e affettuoso omaggio al presidente Giorgio Napolitano per il modo con il quale interpreta la difesa della Costituzione”.

Ancora il caso ‘Bindi’ – “Io non se Rosy Bindi sia mai venuta alla Leopolda. Credo, sempre e in generale nella vita, che per parlare occorra conoscere le cose e vederle con i propri occhi. Credo che se fosse stata qui non avrebbe detto quelle cose” dice il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia a ‘L’intervista’ di Maria Latella su Skytg24. Ieri le scintille in diretta tra Bindi e Serracchiani.

(Adnkronos)