Deprecated: Hook custom_css_loaded is deprecated since version jetpack-13.5! Use WordPress Custom CSS instead. Jetpack non supporta più il CSS personalizzato. Leggi la documentazione WordPress.org per scoprire come applicare gli stili personalizzati al tuo sito: https://wordpress.org/documentation/article/styles-overview/#applying-custom-css in /customers/8/8/d/horsemoonpost.com/httpd.www/newsite/wp-includes/functions.php on line 6085 Il guru della ‘dieta a Zona’: “Occhio a 4 ‘falsi cattivi’ e a errori che fanno ingrassare”. Scoprire farine integrali | HORSEMOON POST
In Primo PianoSalute

Il guru della ‘dieta a Zona’: “Occhio a 4 ‘falsi cattivi’ e a errori che fanno ingrassare”. Scoprire farine integrali

Barry Sears è in Italia per presentare ‘La Zona Mediterranea’ insieme al cantante Fedez (che ormai è ovunque). Per gli italiani “troppo pane, pizza, pasta e carboidrati bianchi. Molto meglio quelli colorati”

20150506-barry-sears-655x388


Non è solo una dieta dimagrante, “ma una strategia che mira alla salute globale, fisica e mentale. E può aiutare gli atleti, ma anche i cantanti come Fedez, ad essere più efficienti nelle loro performance in campo e sul palco”. 

Così il guru della ‘dieta Zona’ Barry Sears, biochimico e ricercatore del Mit (Massachusetts Institute of Technology), descrive la sua dieta nella nuova versione ‘mediterranea’. Una variante cui ha dedicato un libro – ‘La Zona Mediterranea’, scritto con Daniela Morandi (Sperling e Kupfer) – che presenterà giovedì a Milano insieme al rapper Fedez, testimonial della dieta.

Sears invita gli italiani a diffidare da quelli che lui chiama “i ‘super-cattivi‘, falsi nemici a cui vengono attribuiti tutti i mali del mondo, a partire dai carboidrati, fino ai grassi”.

Quattro insidie nel piatto a volte demonizzate in eccesso, o senza solide basi scientifiche. Ma anche alimenti da inserire nella dieta con parsimonia, almeno secondo Sears. La Zona si può sposare molto bene alla dieta mediterranea, a patto che sia quella vera, a base di pesce e alimenti ricchi di preziosi polifenoli“, assicura. I problema è che la maggioranza degli italiani mangia ormai in modo diverso, eccedendo in pane pasta e pizza. E si concede troppi dolci. “Finendo così per ingrassare“.

Inoltre, complici gli allarmi mediatici che arrivano periodicamente dai nutrizionisti, spuntano sempre “nuovi ‘cattivi’ in tavola. Che però a volte sono demonizzati a torto, in base alle prove scientifiche che abbiamo su ciascuno di essi”. Alcuni andrebbero ridotti, altri non andrebbero eliminati del tutto.

Nei ‘terribili quattro’ Sears include i carboidrati, i latticini, il glutine e i grassi saturi.

I carboidrati aumenterebbero l’insulina che, in eccesso, fa ingrassare. “La soluzione proposta è quella di eliminarli dalla dieta dandoci sotto con i grassi saturi. Ma se è vero che i carboidrati, il glucosio in particolare, causano un aumento temporaneo dei livelli di insulina, questi però tornano presto alla normalità, se non si soffre di insulino-resistenza. Oltretutto – avverte il ricercatore – seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati si incappa in stanchezza e confusione mentale“. Insomma, i carboidrati sono da ridurre, ma toglierli è sbagliato e pericoloso. E soprattutto “quelli colorati di frutta e verdura vanno salvati”. Sono quelli bianchi ad essere insidiosi per la linea.

C’è poi il caso dei latticini, “un nuovo cattivo. Negli ultimi 40 anni il consumo americano di formaggio è aumentato del 300%, e il grosso non riguarda certo prodotti artigianali. Il problema – spiega Sears – sta nella possibile reazione allergica alle proteine del latte”, che però riguarda lo 0,5% della popolazione adulta. Insomma, “se non avete allergie evidenti ai latticini, sentitevi liberi di aggiungere un po’ di parmigiano o di yogurt ai vostri pasti in Zona mediterraea”, concede il papà della Zona.

Quanto al glutine, vero nemico per celiaci o persone sensibili alla sostanza, “sono convinto che eliminando i carboidrati ad alto carico glicemico ci si senta meglio. Non intendo però demonizzare il glutine, ma suggerisco di sostituire i carboidrati altamente glicemici con grandi quantità di verdure e quantità limitate di frutta”. E ancora: “Non c’è alcun nesso epidemiologico tra grassi saturi e cardiopatia – prosegue l’esperto esaminando un altro celebre cattivo – Ma questo non significa che facciano bene. I grassi saturi sono più infiammatori di quelli monoinsaturi, e dunque se vogliamo aggiungere lipidi alla dieta, meglio l’olio extravergine d’oliva a oli mais o soia. Il vero nemico è l’infiammazione”, assicura Sears, i cui libri hanno venduto oltre 5 milioni di copie e sono stati tradotti in 22 lingue. In questo volume, l’esperto propone un avvio di due settimane con ricette facili e ricette gourmet. E se molti italiani sono alle prese con diete in vista della prova costume, l’esperto è lapidario: “Bisognava iniziare un anno fa: eliminare i grassi è una procedura lenta. Ma i benefici saranno notevolissimi”.

(Adnkronos)

Se hai gradito questo articolo, clicca per favoreMi piacesulla pagina Facebook di The Horsemoon Post (raggiungibile qui), dove potrai commentare e suggerirci ulteriori approfondimenti. Puoi seguirci anche su Twitter (qui) Grazie.