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Mattarella ha firmato l’Italicum. Renzi dedica la legge elettorale “a chi ha creduto”

La legge elettorale ha avuto l’ok del Capo dello Stato. M5S aveva chiesto che il Colle non firmasse mentre la Lega si dice pronta al referendum. Ficht favorevole alla legge elettorale: avevamo dubbi?

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Roma – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato oggi pomeriggio la nuova legge elettorale.

Proprio questa mattina il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha postato la foto della sua, di firma, in calce al testo della riforma elettorale. “Una firma importante. Dedicata – spiega Renzi su Twitter – a tutti quelli che ci hanno creduto, quando eravamo in pochi a farlo”. La clausola finale, del tweet, è l’hashtag #Italicum.

Sul Capo dello Stato faceva affidamento il Movimento Cinque Stelle, che con Alessandro Di Battista, esponente del direttorio di grillo, ha scritto: “Presidente Mattarella l’Italicum è incostituzionale. Come custode e garante della democrazia parlamentare lei ha il dovere di non firmare”.

L’approvazione dell’Italicum ha suscitato pero’ il plauso di diverse testate europee che ne rendono merito a Matteo Renzi. Il premier ha dato “Una scossa alla traballante ‘governance’ italiana”, ha titolato il Financial Times. “La diagnosi di Renzi potrebbe essere corretta”, ha scritto il giornale della City, “l’Italia trarrebbe beneficio da un governo piu’ stabile, soprattutto in tempi di incertezza economica”.

“Forza Renzi”, è l’esortazione nel titolo del quotidiano economico tedesco Handelsblatt. “Rafforzata la leadership del premier”, ha annotato lo spagnolo El Pais, per il quale “Renzi ha tracciato un cammino per l’Italia e gli altri Paesi” e rappresenta “un esempio di leadership per tutti”.

Quanti di questi quotidiani hanno approfondito la Costituzione italiana e le sentenze della Corte Costituzionale sulla legge elettorale precedente, il cosiddetto ‘Porcellum‘, con il contributo dell’attuale presidente della Repubblica? Pochi, probabilmente.

Le opposizioni avevano lanciato un appello al presidente della Repubblica affinché non firmasse la riforma della legge elettorale. “Ci rivolgiamo a lui – aveva detto lunedì, durante le dichiarazioni di voto, Danilo Toninelli del M5S – perché tra pochi giorni giungerà sulla sua scrivania questa schifosa legge e lui dovrà decidere se firmarla. Noi chiediamo di non firmarla” perché ha “gli stessi principi di incostituzionalità del Porcellum”. È una “scelta molto coraggiosa ma necessaria: serve per la libertà”.

Roberto Calderoli, Lega Nord, ha invece già scritto le bozze per un referendum al fine di abolire pezzi dell’Italicum, per eliminare in particolare, ha spiegato, “i cento capilista bloccati, le pluricandidature e il ballottaggio”.

L’agenzia di rating Fitch, interviene con una nota sottolineando che l’approvazione dell’Italicum “rappresenta un progresso nel processo di riforme istituzionali e strutturali che nel medio termine rafforzerà il profilo di credito sovrano, riducendo i rischi politici per ll processo decisionale economico e fiscale”. Fitch sottolinea come, al momento, le riforme economiche dipendono ancora in parte da “manovre politiche” e come l’obiettivo dell’Italicum di garantire una maggiore stabilità politica verrà raggiunto solo se il governo approverà in fretta anche la riforma del Senato.

L’agenzia di classificazione riconosce come il Governo Renzi “abbia continuato a portare avanti riforme strutturali macroeconomiche”, in primo luogo lo ‘Jobs Act’ che “potrebbe accrescere la flessibilità del mercato del lavoro e aumentare il debole potenziale di crescita dell’Italia”. “Nondimeno”, avverte Fitch, “i rischi politici potrebbero salire se la popolarità di Renzi calasse e sono possibili fratture interne al partito: alcuni membri del Pd hanno votato contro la riforma elettorale”.

(Credit: AGI, Adnkronos) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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