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Governo libico bombarda cargo turco: “trasportava armi agli insorti islamisti”. Un morto, feriti. Tensione con Ankara

Secondo il comandante delle Forze Armate del governo libico eletto, generale Khalifa Haftar, la nave ha violato l’embargo internazionale. Turchia: “il governo di Tobruk non conta niente”.  Il presidente della Tunisia Beji Caid Essebsi sulla stessa posizione: “il riconoscimento non conta”. Una balla sesquipedale

Il cargo 'Tuna-1', battente bandiera delle Cook Islands, in fiamme (Foto da Twitter)
Il cargo ‘Tuna-1’, battente bandiera delle Cook Islands, in fiamme (Foto da Twitter)

Malta – Un mercantile turco è stato attaccato dal cielo e da terra mentre si avvicinava al porto di Tobruk, sulla costa libica. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Ankara, sottolineando che la nave sarebbe stata colpita anche mentre tentava di lasciare la zona, in acque internazionali. Nell’attacco è morto il terzo ufficiale della nave e altri membri dell’equipaggio sono rimasti feriti.

Secondo le autorità turche, il cargo “Tuna-1”, battente bandiera delle Isole Cook, trasportava materiale edile dalla Spagna alla Libia e si trovava a circa 13 miglia (al limite delle acque territoriali) dal porto di Tobruk quando è stata attaccata. Seppur danneggiato, il cargo avrebbe proseguito la navigazione e si troverebbe ancora in mare. 

Dal ministero degli Esteri di Ankara un comunicato ha condannato “fortemente questo spregevole attacco che ha preso di mira una nave civile in acque internazionali“. “Malediciamo quelli che lo hanno condotto“, si aggiunge, con toni più religiosi che politici, nella nota che però non precisa gli autori del bombardamento.

Il capo del governo legittimo della Libia, Abdullah al-Thani, ha interrotto nello scorso febbraio le relazioni diplomatiche con la Turchia, accusando il governo di Ankara di sostenere apertamente gli insorti islamisti legati al sedicente Stato Islamico, che hanno a Derna una delle roccaforti più importanti. Dopo la cacciata delle aziende turche dalla zona ancora sotto il controllo del governo eletto, la Turchia aveva richiamato l’ambasciatore a Tripoli.

È noto a livello internazionale che Turchia e Qatar sostengano la galassia dei movimenti islamisti che hanno nell’ISIS più di un collegamento, visto che Ansar al-Sharia ha dichiarato nei mesi scorsi la propria affiliazione al sedicente ‘califfato islamico’ di Abu Bakr al-Baghdadi.

Alle dichiarazioni provenienti da Ankara ha risposto una fonte militare libica (legittima), secondo cui il cargo turco è stato colpito dall’aviazione militare mentre si trovava all’interno delle “acque territoriali libiche nei pressi del porto di Derna”, la città sotto il controllo di Ansar al-Sharia e del Consiglio della Shura, che fa riferimento al sedicente Stato Islamico.  Secondo queste fonti, “Tuna-1” era in piena violazione dell’embargo imposto dalle autorità militari legittime su questa regione” e “l’aviazione ha bombardato il cargo mentre continuava a procedere verso la costa di Derna ed era arrivato a una distanza di 10 miglia“.

Circostanze che sarebbe confermate dalla dichiarazioni del comandante dell’aviazione militare legittima della Libia, generale Saqr al-Garrouchi, il quale all’agenzia di stampa turca Anadolu ha affermato che “la nave ha violato le acque territoriali libiche nonostante gli avvertimenti dell’esercito” di fermarsi. “Inizialmente abbiamo sparato dei colpi di avvertimento e visto che la nave non ci ha dato ascolto abbiamo sparato all’obiettivo“, ha spiegato al-Garrouchi.

Le forze armate (legittime) della Libia sono sotto il comando del generale Khalifa Haftar, che ha confermato il bombardamento del mercantile tramite un proprio portavoce, Mohamed Hejazi, che ha dato la stessa versione del generale al-Garrouchi. 

Contrariamente a quanto affermato dal ministero degli Esteri di Ankara, le fonti del governo di Tobruk hanno reso noto che il cargo sarebbe stato rimorchiato verso il porto di Tobruk. Una versione che contrasterebbe con il punto nave rilevato dal sito vesselfinder.com, che alle 9.40 ora di Londra posiziona il cargo al largo dell’isola di Creta.

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Nel frattempo, anche il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha affermato che “il governo libico del premier Abdullah al Thani non ha alcun controllo del paese e non è presente sul territorio“, una posizione che meraviglia e che sposta l’asse politico della regione a favore del cosiddetto governo di Tripoli, sostenuto dagli islamisti dei ‘Fratelli Musulmani’.

Intervistato in un programma dell’emittente televisiva di Stato, a chi gli contestava di aver ricevuto di recente il sedicente premier del governo libico di Tripoli – Khalifa al Gweil, non riconosciuto dalla comunità internazionale – Essebsi ha risposto di averlo “fatto perché il governo di al-Thani non controlla il Paese mentre quello di Tripoli è presente ed ha il controllo di quanto accade sul terreno“, assicurando che però è interesse della Tunisia “voler incontrare tutti” gli interlocutori in campo. Tuttavia secondo il presidente tunisino “il riconoscimento internazionale non ha importanza“, perché “il governo di Tobruk non ha alcun ruolo nella regione, il governo vero sul terreno è quello di Tripoli“. Non solo un’autentica corbelleria sotto il profilo giuridico internazionale, ma anche una palese menzogna.

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