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Tunisi, il caporale che ha sparato nella sede della BAT “potrebbe appartenere a gruppi estremisti”: 7 morti, 10 feriti

Lo ha rivelato una ‘fonte affidabile’ della sicurezza interna tunisina, che ha svelato a una emittente radiofonica: “sergente sottoposto a misure disciplinari aveva problemi psicologici”. Separato dalla moglie, era stato sospeso. Ha accoltellato il militare di guardia, poi ha sottratto la sua arma e ha sparato ai commilitoni, prima di essere abbattuto. La ‘Caserma Bouchoucha‘ è sede dei reparti speciali antiterrorismo della Polizia (BAT, Brigade Anti Terrorisme)

Un militare della BAT con unità K9 in azione dopo la sparatoria all'interno della base militare di Bouchoucha (Credit Photo REUTERS/Zoubeir Souissi, via 'al-Arabiya')
Un militare della BAT con unità K9 in azione dopo la sparatoria all’interno della base militare di Bouchoucha (Credit Photo REUTERS/Zoubeir Souissi, via ‘al-Arabiya’)

Tunisi – Nell’attacco alla ‘Caserma Bouchoucha‘ a Tunisi, perpetrato da un caporale delle forze di sicurezza sospeso dal servizio, sono morti sette militari e dieci sono rimasti feriti. Lo rivela ‘Radio Mosaique’, emittente radiofonica della capitale tunisina, citando il portavoce del ministero della Difesa, Belhassen Oueslati.

L’autore dell’attacco, sottufficiale, è stato ucciso dai militari presenti nella caserma, dopo un confitto a fuoco. La dinamica dei fatti non è del tutto chiara ancora, ma sembra che il caporale abbia aggredito il militare di guardia all’ingresso della caserma e poi si sia impossessato della sua arma lunga di ordinanza, cominciando a sparare sui colleghi.

Fonti della Difesa hanno precisato che l’autore dell’attacco fosse sospeso dal servizio, perché sottoposto a misure disciplinari per motivi cautelari, a causa di problemi psicologici, forse legati alla recente separazione dalla moglie. Per questo motivo, il sottufficiale era stato trasferito a un ufficio amministrativo e gli era stato ritirato il porto d’armi.

Ma a preoccupare è anche una informazione rivelata a ‘Radio Mosaique’ da una “fonte degna di fede” della sicurezza interna di Tunisi, secondo la quale il caporale era stato “trasferito nella ‘Caserma Bouchoucha’ perché accusato di appartenere a una corrente estremista“, il che aprirebbe uno scenario molto più preoccupante per la Tunisia, perché proverebbe l’infiltrazione dei jihadisti che si ispirano al sedicente ‘Stato Islamico’ nelle Forze Armate della Tunisia.

A confermare che lo scenario è preso nella massima considerazione c’è la dichiarazione ulteriore di Belhassen Oueslati che, pur spiegando che è in corso un’indagine interna delle forze di sicurezza nazionale, a ‘Radio Mosaique’ non ha negato che il movente della sparatoria non siano i problemi familiari di cui il sottufficiale soffriva, pur non precisando a cosa si riferisse.

Questa mattina la notizia della sparatoria alla ‘Caserma Bouchoucha‘ a Tunisi era stata rivelata dall’emittente satellitare degli Emirati Arabi Uniti ‘al-Arabiya’.

Nonostante le dichiarazioni sibilline del portavoce del ministero della Difesa – Belhassen Oueslati – il governo si è affrettato a dichiarare che l’attacco “non è di matrice terroristica”.

Il luogo dell’attacco e il fatto che non fosse in corso un’operazione terroristica su larga scala erano stati confermati a ‘RaiNews24’ da Raja Bourguiba, docente di italiano a Tunisi. 

La ‘Caserma Bouchuocha’ ospita la BAT-Brigata Anti Terrorismo – le unità tattiche speciali della polizia tunisina – nonché la direzione generale delle unità d’intervento. Oueslati ha confermato anche che la sparatoria è avvenuta durante la cerimonia mattutina dell’alzabandiera.

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