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Lione, Yassin Salhi confessa la decapitazione, ma parla di difficoltà personali. Macabro selfie con la vittima

La vittima è stata prima sequestrata, con un’arma giocattolo, poi strangolata. Infine il macabro rito della decapitazione e dell’apposizione del ‘trofeo’ nella inferriata di un’azienda vicina. Oggi Salhi portato in casa dall’antiterrorismo, poi trasferito a Parigi. Rilasciate la moglie e la sorella. Impianti ‘Seveso’ sotto sorveglianza della Gendarmeria in tutta la Francia

Yassin Salhi scortato dalla polizia giudiziaria oggi in casa per recuperare effetti personali e il passaporto. Poi è stato trasferito a Parigi, a disposizione della procura nazionale antiterrorismo (foto Afp via 'Le Dauphine')
Yassin Salhi scortato dalla polizia giudiziaria oggi in casa per recuperare effetti personali e il passaporto. Poi è stato trasferito a Parigi, a disposizione della procura nazionale antiterrorismo (foto Afp via ‘Le Dauphine’)

Parigi – Yassin Salhi, arrestato per l’omicidio e la decapitazione del suo datore di lavoro, avrebbe ammesso l’assassinio. Lo riferiscono fonti del quotidiano Le Parisien, secondo le qualil’uomo ha raccontato che l’uccisione è avvenuta in un parcheggio lungo il tragitto fra l’impresa della vittima e la fabbrica Air product dove Salhi ha poi cercato di provocare un’esplosione in un attacco che ha scioccato la Francia.

Quanto alle motivazioni del suo gesto, Salhi si è mostrato “confuso”, evocando “difficoltà personali legate al lavoro e la famiglia”. Fonti citate da Le Figaro aggiungono che Salhi non si definisce “terrorista”. Forse un tentativo di sviare le indagini e un’applicazione della migliore tradizione della taqiyya, la dissimulazione islamica tesa a negare ogni collegamento tra azioni terroristiche e islam.

Intanto s’indaga, con l’aiuto della polizia canadese, sul macabro selfie con la testa mozzata della sua vittima che Yassin ha inviato tramite Whatsapp ieri mattina alle 9 ad un numero di telefono in Canada.

Secondo i primi elementi dell’inchiesta, Salhi è stato visto alle 7.30 assieme al suo datore di lavoro, Hervé Cornara (52 anni). Alle 9.28, Salhi, impiegato come autista per le consegne, si presenta all’ingresso della fabbrica Air Product di Saint-Quentin-Fallavier. In sette minuti, e fuori dal campo delle telecamere di sorveglianza, prepara la macabra messa in scena ponendo la testa del datore di lavoro sulla cancellata e coprendola con due bandiere, una nera e l’altra bianca, che riportano la sua professione di fede scritta in arabo. Poi, alle 9.35, l’uomo punta con il suo camioncino pieno di bombole di gas contro un hangar riempito di contenitori di gas e acetone. Viene poi bloccato da un pompiere mentre grida Allah Akbar.

Sono stati poi rinvenuti il corpo senza testa della vittima, un coltello e un’arma giocattolo. Gli inquirenti, scrive le Figaro, ritengono che Salhi abbia minacciato Hervè Cornara con l’arma finta. Il corpo della vittima presenta segni di strangolamento, ma non è ancora chiaro se l’uomo fosse ancora vivo quando è stato decapitato.

Questo pomeriggio unità dell’antiterrorismo hanno portato Yassin Salhi presso la sua abitazione di Saint-Priest, nei pressi di Lione, per recuperare il suo passaporto e procedere a una ulteriore verifica del domicilio, che sarà sottoposto già oggi a una ulteriore approfondita perquisizione.

Numerosi poliziotti – la cui identità è stata nascosta con l’uso del balaclava – hanno cordonato l’edificio e diverse unità della polizia giudiziaria hanno accompagnato Salhi nell’abitazione. L’uomo era coperto con un drappo bianco. Successivamente, il sospetto terrorista legato all’Isis è stato trasferito a Parigi in un carcere di massima sicurezza, a disposizione della procura nazionale antiterrorismo.

Sono state nel frattempo rilasciate la moglie e la sorella di Salhi, rispettivamente di 34 e 32 anni, senza alcuna accusa da parte della procura di Lione.

Il ministero dell’Interno francese ha intanto disposto la protezione degli impianti sensibili rientranti nella ‘Direttiva Seveso’ da parte di squadre della Gendarmeria. La disposizione riguarda tutto il Paese.

E in Italia? Ah saperlo…

(Credit: Adnkronos) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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