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La “Buona Scuola” è legge, ma la Cgil promette: non è finita. Ricorsi a tempesta

Renzi tweetta soddisfatto, i sindacati e gli insegnanti promettono di far saltare la (contro)riforma. Gianna Fracassi (Cgil), critiche sia sul metodo che nel merito: “la partita non è chiusa”. La riforma in 9 punti

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Roma – L’aula della Camera ha approvato – con 277 sì, 173 no e 4 astenuti (e gli altri 176 mantenuti dal popolo sovrano?) – la riforma della scuola, il testo è ora legge, ma manca la firma del capo dello Stato per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Hanno votato a favore Pd, Ap, Scelta Civica e quattro deputati vicini a Denis Verdini – Luca D’Alessandro, Monica Faenzi, Giovanni Mottola e Massimo Parisi – in dissenso da Forza Italia.

Nel corso delle dichiarazioni di voto, la Lega ha protestato in aula contro la cosiddetta norma gender.

Proteste anche dai banchi di Sel e confermate le mobilitazioni dei sindacati e delle associazioni studentesche contro la legge. Promessa una valanga di ricorsi.

Opposizione durissima dalla Cgil. “Oggi è stata scritta una pagina nera per la democrazia del nostro Paese perché la scuola è fondamentale per salvaguardare la democrazia”, ha detto il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, che ha aggiunto: “Questa legge riporta l’istruzione indietro nel tempo, toglie diritti, non risolve il problema della precarietà e trasforma la scuola in un luogo chiuso. è una riforma che il governo ha fatto approvare con la forza dei numeri”.

Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, ha commentato l’approvazione definitiva del ddl ‘Buona Scuola’ e ha assicurato che “la partita non è chiusa: permangono gli elementi di criticità che la Cgil contesta sin dai primi passaggi parlamentari, per questo rilanceremo la discussione e le iniziative sui temi della scuola“. Secondo la sindacalista aretina, “la legge non solo dimostra l’arroganza di un governo che non ha mai avuto intenzione di ascoltare davvero chi nelle aule lavora tutti i giorni, dietro la cattedra o dietro i banchi, ma non risponde alle esigenze di cambiamento della scuola italiana“. Fracassi contesta la legge sia nel metodo che nel merito. Sul metodo, la segretaria confederale della Cgil ha sottolineato che “al di là delle dichiarazioni, è stata scelta una strada di chiusura e contrapposizione, partita da un finto confronto e da una finta consultazione e passata per l’apposizione della fiducia in Senato“. Per quanto riguarda il merito “nessuna delle richieste avanzate in questi mesi dal mondo della scuola è stata presa in considerazione: lotta alle disuguaglianze e alla dispersione, diritto allo studio, piano pluriennale di assunzioni e superamento dei nodi sull’organico e sulla dirigenza non rientrano nel testo della legge”.

Per Fracassi particolarmente grave è poi “la sorta di ricatto con cui si è voluto contrapporre la stabilizzazione di parte del personale con un confronto parlamentare pienamente democratico”. “Permangono tutti gli elementi di criticità che abbiamo denunciato”, ha ribadito, “i passaggi in Commissione e in aula non hanno portato a modifiche sufficienti a evitare le inefficienze e l’arretramento che le norme approvate oggi produrranno”. “Per questo la partita non è chiusa, rilanceremo la discussione e le iniziative, e – conclude – non rinunceremo alla battaglia per qualificare realmente il nostro sistema di istruzione e dare una chance in più al nostro Paese”.

La riforma destina tre miliardi in più all’anno per il capitolo istruzione; prevede l’assunzione straordinaria di oltre 100mila insegnanti precari, il potenziamento di materie come arte, musica, lingue e discipline motorie, i presidi che potranno scegliere da appositi ambiti territoriali docenti con il curriculum “più adatto a realizzare il progetto formativo della loro scuola”.

Obiettivo principale della “Buona Scuola” è mettere al centro l’autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti per poterla realizzare. Le scuole avranno più risorse economiche: viene raddoppiato il loro Fondo di funzionamento. Ma anche più risorse umane: ogni istituto avrà in media sette docenti in più per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa.

I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente: il primo sarà indetto entro il prossimo 1 dicembre. Per gli studenti è prevista un’offerta formativa più ricca che guarda alla tradizione (musica e arte), ma anche a quelli che sono oggi strumenti fondamentali, come le lingue, le competenze digitali, l’economia.

DALLE ASSUNZIONI ALL’AUTONOMIA, ECCO COSA CAMBIA – Tre miliardi in più all’anno per il capitolo istruzione, l’assunzione straordinaria di oltre 100mila insegnanti precari, il potenziamento di materie come arte, musica, lingue e discipline motorie, i presidi che potranno scegliere da appositi ambiti territoriali docenti con il curriculum “più adatto a realizzare il progetto formativo della loro scuola”: sono alcune delle novità che introduce “la Buona Scuola”, diventata oggi legge dopo 10 mesi di consultazioni, proteste di ogni tipo e modifiche apportate dal Parlamento.

Obiettivo principale della riforma è mettere al centro l’autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti per poterla realizzare. Le scuole avranno più risorse economiche: viene raddoppiato il loro Fondo di funzionamento. Ma anche più risorse umane: ogni istituto avrà in media 7 docenti in più per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente: il primo sarà indetto entro il prossimo 1 dicembre.

Per gli studenti è prevista un’offerta formativa più ricca che guarda alla tradizione (Musica e Arte), ma anche a quelli che sono oggi strumenti fondamentali, come le lingue, le competenze digitali, l’Economia. Le scuole superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle esigenze educative dei ragazzi.

L’alternanza scuola-lavoro è prevista per tutti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, e si potrà svolgere anche all’estero e nelle istituzioni culturali. Con un finanziamento ad hoc, sarà attivato un Piano nazionale per la scuola digitale, con risorse per la didattica e la formazione dei docenti.

Ci sarà poi il Piano dell’offerta formativa, documento costitutivo dell’identità culturale e progettuale di ogni istituto. Continua l’investimento dello Stato sull’edilizia scolastica, con fondi per gli interventi di manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative.

Più in dettaglio, ecco i punti principali:

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1) AUTONOMIA: Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare il loro progetto educativo. Lo faranno attraversi i Piani dell’offerta formativa (Pof) che diventano triennali. I Piani saranno elaborati dal Collegio dei docenti, sulla base di indirizzi definiti dal dirigente scolastico, per essere poi approvati dal Consiglio di circolo o d’Istituto dove sono rappresentate anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti. Viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole che passa dai 111 milioni attuali ad oltre 200, con uno stanziamento di 126 milioni in più all’anno.

2) ASSUNZIONI: Il provvedimento dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare il nuovo organico dell’autonomia che darà alla scuola l’8% di docenti in più, una media di 7 insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto.
  Oltre 100mila docenti saranno dunque assunti quest’anno attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito (concorsi). Poi i concorsi torneranno ad essere banditi regolarmente ogni tre anni: il primo bando è previsto entro il prossimo 1 dicembre.

3) DIRIGENTI SCOLASTICI: diventano “leader educativi”. Dovranno essere i promotori del Piano dell’offerta formativa e avranno la possibilità, a partire dal 2016, di mettere in campo la loro squadra individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i docenti con il curriculum più adatto a realizzare il progetto formativo del loro istituto. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avverrà comunque all’interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. I dirigenti scolastici potranno inoltre ridurre il numero di alunni per classe per evitare il fenomeno delle aule-pollaio utilizzando l’organico a disposizione. Il loro operato sarà sottoposto a valutazione. Il risultato influirà sulla loro retribuzione aggiuntiva.

4) NUOVA OFFERTA FORMATIVA: con la riforma vengono potenziate le competenze linguistiche: l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per tutti, ma anche l’Arte, la Musica, il Diritto, l’Economia, le Discipline motorie. Viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita, alla cittadinanza attiva, all’educazione ambientale, allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).

5) ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei e diventa strutturale grazie ad uno stanziamento di 100 milioni all’anno.
  Il lavoro si svolgerà in azienda, ma anche in enti pubblici, musei e si potrà fare anche d’estate e all’estero. Sarà predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza.

6) CARD INSEGNANTI: arriva la ‘Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docentì, in pratica un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa inoltre obbligatoria e viene finanziata per la prima volta con uno stanziamento strutturale: 40 milioni di euro l’anno.

7) VALORIZZAZIONE DOCENTI: viene istituito un fondo da 200 milioni l’anno per la valorizzazione del merito del personale docente.

8) SCUOLE INNOVATIVE E EDILIZIA: la legge prevede un bando (300 i milioni a disposizione) per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Miur, coordinerà strategie e risorse per gli interventi e promuoverà la cultura della sicurezza. è previsto un investimento di ulteriori 200 milioni per i mutui agevolati per la costruzione e la ristrutturazione delle scuole.

9) SCHOOL BONUS: chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. è previsto un limite massimo di 100mila euro per le donazioni.

(AGI)

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