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Riforma scuola, Faraone dice: “Commenti dei professori su profilo Fb di Renzi? Si vede che stiamo facendo sul serio”

Il sottosegretario all’Istruzione sulla valanga di post contro la ‘Buona scuola’ apparsi sul profilo del premier: “Legittimo che gli insegnanti usino tutti gli strumenti possibili, se reputassero inutile l’interlocuzione con il governo non utilizzerebbero i mezzi più vari per comunicare con noi”

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“Una dialettica sulla scuola c’è sempre stata e questa volta c’è ancora più forte perché si vede che stiamo facendo sul serio“. Così il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone commenta con l’Adnkronos la valanga di commenti contro la ‘Buona scuola’ postati nelle ultime ore dai professori sulla pagina Facebook del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“Gli insegnanti ci hanno preso in parola. Noi vogliamo ascoltare sul serio, se i professori reputassero inutile l’interlocuzione con il governo – sottolinea – non utilizzerebbero i mezzi più vari per comunicare con noi”. “E’ legittimo – continua – che usino tutti gli strumenti possibili perché, oltre alle e-mail di contestazioni, ne riceviamo a centinaia di persone che fanno proposte per modificare il ddl”.

Per Faraone “l’importante è che tutto rimanga nell’ambito della democrazia e del dialogo civile. Le manifestazioni, gli scioperi, i post e i tweet sulla scuola – continua – sono tutti strumenti democratici di cui il governo deve tenere conto. Quando invece si degenera nell’insulto e nella denigrazione non è democratico né corretto”.

Il sottosegretario all’Istruzione invita a non fare generalizzazioni riguardo all’atteggiamento degli insegnanti nei confronti del ddl. “Ce ne sono alcuni – sottolinea – che stanno contestando in maniera civile facendo delle proposte, altri invece con maggiore durezza. Noi abbiamo da sempre detto che l’ascolto è uno degli elementi essenziali dell’azione del nostro governo, ma ascolto non vuol dire stare fermi ma procedere comunque”.

Riguardo alle ripercussioni sul Pd del malcontento sulla ‘Buona Scuola’, Faraone sottolinea: “Noi ci stiamo preoccupando di fare il bene del Paese, se dovessimo su ogni provvedimento che abbiamo fatto dal Jobs Act alla legge elettorale farci fermare dalle contestazioni di chi legittimamente ha paura del cambiamento non dovremmo fare nessuna riforma, invece il Paese ha bisogno di riforme e noi in questa direzione andiamo”.

Massima apertura e ascolto per chi propone qualcosa, se però la democrazia è intesa come ascolto fine a se stesso, per non produrre nessun provvedimento questo – conclude Faraone – non è il metodo che si è dato mai questo governo”.

(Adnkronos)

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