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Marò, l’India aderisce all’Arbitrato UNCLOS attivato dall’Italia, la Corte Suprema proroga convalescenza di Latorre

La Farnesina attiva le procedure perché l’altro sottufficiale della Brigata ‘San Marco’ sia trasferito in Italia o, in subordine, in un Paese terzo. Terzi: persi tre anni, la mia posizione era quella corretta

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Roma – La Corte Suprema indiana ha oggi prorogato di sei mesi la convalescenza di Massimiliano Latorre, colpito alla fine di Agosto del 2014 da un’ischemia cerebrale, per il quale ha subito un intervento microchirurgico dopo essere stato autorizzato a tornare in Italia. In Patria dunque potrà concludere l’iter di cure e riabilitazione cui si sottopone,

Nel contempo, il procuratore generale Narasimha ha confermato che l’India ha aderito al procedimento dell’Arbitrato Internazionale attivato pochi giorni fa dall’Italia, secondo le norme previste dall’Allegato VII del Trattato di Montego Bay del 10 Dicembre 1982 (UNCLOS).

Dopo tre anni e mezzo dai fatti, ancora il sistema giudiziario indiano non ha saputo sollevare un’accusa precisa – fondata in punto di fatto e di diritto – per cui l’iter giudiziario si è trascinato di rinvio in rinvio, con velate minacce di attivare la competenza della NIA (la polizia antiterrorismo federale) e di trattare la questione come un atto di terrorismo, per il quale è prevista anche la pena di morte.

Manovre dilatorie quelle indiane, assecondate dall’ignavia governativa italiana, su cui più di una riflessione polemica si è sollevata da più parte in questi anni (anche da queste colonne) e su cui aleggiano comportamenti illegali di personalità politiche italiane, che prima o poi meriteranno di essere valutate in sede giudiziaria.

La prossima udienza per ricevere e discutere il rapporto ufficiale del governo sulla questione – riporta ‘The Indian Express’ – è stata fissata per l’ultima settimana di agosto.

Dopo la decisione del governo indiano di aderire all’arbitrato internazionale ex UNCLOS per dirimere la controversia sull’applicazione del diritto internazionale marittimo al caso dei due fucilieri della Brigata ‘San Marco’ – coinvolti nella morte di due marinai del Kerala, forse scambiati per pirati – il ministero degli Esteri ha reso noto che “l’Italia si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche del Fuciliere di Marina Salvatore Girone”.

“La Corte – precisa la nota della Farnesina – ha inoltre rinviato al 26 agosto la decisione relativa alla nostra richiesta di sospendere il procedimento giudiziario interno per tutta la durata del procedimento arbitrale, avviato dall’Italia il 26 giugno scorso ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare”. “La decisione del governo indiano di partecipare all’arbitrato internazionale da noi avviato – comunicata oggi in udienza dal suo rappresentante – unita all’estensione da parte della Corte Suprema, senza l’opposizione del governo di New Delhi, di ulteriori 6 mesi della permanenza in Italia del Fuciliere di Marina Latorre, ancorché per un periodo inferiore a quello da noi richiesto, confermano il consolidamento del percorso arbitrale intrapreso”, chiariche la nota del Ministero degli Esteri.

Tutto questo dimostra le ragioni di Giulio Terzi di Sant’Agata, che con un post su Facebook è stato corrosivo, parlando di “fallimento della linea attendista e inconcludente di 3 successivi governo, da quell’ormai 20140513-giulio-terzi-320x224lontano marzo 2013, nel quale mi dimisi per protesta dopo la decisione scellerata di rimandarli in India”.

È ora evidente agli occhi dell’intera nazione: quello che è stato fatto nelle ultime 2 settimane poteva essere fatto in qualunque momento negli ultimi anni, o, meglio ancora, si poteva dar seguito alla richiesta di Arbitrato da me predisposta il 18 marzo 2013, trattenendo in Italia i due Marò a scopo cautelativo”, continua l’ex ministro degli Esteri e diplomatico di lungo corso in sedi strategiche per la politica estera italiana (come le Nazioni Unite, Washington e Tel Aviv). “Ora avanti tutta: difesa dei due rappresentanti delle nostre Forze Armate e difesa dell’interesse nazionale Italiano!!!”, conclude Terzi.

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