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Venezia 2015, accoglienza tiepida per ‘Sangue del mio sangue’ di Marco Bellocchio

Il terzo film italiano in Concorso ha spiazzato e gelato la critica presente sul Lido veneziano

VeneziaBellocchio

Marco Bellocchio è tornato a Venezia con il suo ultimo film, Sangue del mio sangue, che alla proiezione stampa di questa mattina ha si riscontrato parecchi applausi, ma ha anche suscitato un sentimento di spaesamento tra i critici presenti in sala. Il progetto ha radici antiche, che partono da una lunga indagine dello stesso regista sulle vecchie e abbandonate prigioni della sua Bobbio, con ovviamente tutto il background personale di cui un autore come Bellocchio dispone e ha appreso nell’arco di tutta una carriera.

La storia si svolge nel Seicento, presso Bobbio, dove in un convento giunge Fabrizio, cavaliere deciso a riabilitare il nome del fratello morto suicida; quest’ultimo, infatti, sarebbe stato condotto alla follia da una suora, Benedetta, condannata per i suoi peccati alla prigione perpetua e murata viva in una cella.

Accompagnato dal cast, composto da Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Filippo Timi, Lidiya Liberman, Fausto Russo Alesi e Alba Rohrwacher, Bellocchio ha così commentato la genesi e le tematiche della sua ultima fatica:

“Questo film nasce all’interno dei corsi di cinema che da vent’anni faccio a Bobbio e in cui realizziamo un corto. Sei anni fa sono venuto a sapere dell’esistenza delle prigioni del convento e mi è venuta l’idea di girare lì un corto ispirato alla monaca di Monza. Sentivo però il desiderio di portare questa storia nel presente, sempre nel carcere. Da qui è nata la figura dell”ultimo vampiro’, che richiama un vampirismo ambientale che è un po’ un apologo dell’Italia di oggi.

“La libertà è lo spirito di questo film. Non mi interessava stabilire connessioni rigide tra presente e passato. Il dominio assoluto della Chiesa cattolica del ‘600 paradossalmente si conclude con il dominio democristiano. A Bobbio questa corruzione succhiava il sangue a un prospetto di rinnovamento. Benedetta è l’immagine di una bella libertà che non vuole arrendersi. Nel film non c’è un rigore all’americana dove tutto deve corrispondere. Voglio fare quello che mi piace fare, e poi a una certa età o si rimbambisce o si cerca sempre di divertirsi. Ecco cerco sempre di rispondere al mio piacere. Questo film è nato così.”

Sangue del mio sangue approderà nelle sale italiane da domani, grazie a 01 Distribution. 

VeneziaKaufman

Sempre in Concorso, è stato il giorno di Charlie Kaufman, una leggenda della sceneggiatura (suoi sono infatti molti degli script più brillanti degli ultimi anni, da Essere John Malkovich a Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Dopo aver esordito alla regia con Synecdoche, New York, arriva sul Lido di Venezia per presentare la sua nuova avventura dietro la macchina da presa (con l’aiuto dell’amico Duke Johnson): l’avventura in stop-motion Anomalisa. La storia, come sempre in Kaufman, parte da spunti autobiografici per indagare il mondo di uno scrittore e la sua fobia nel relazionarsi col mondo esterno.

L’hotel nel quale è ambientato il film si chiama Fregoli come l’omonima sindrome (dal famoso trasformista Leopoldo Fregoli) in cui il paziente è convinto di essere perseguitato da un individuo che si presenta sempre sotto identità diverse. “Originariamente il film nasce da uno spettacolo teatrale che avevo firmato proprio con lo pseudonimo di Fregoli” ha dichiarato Kaufman, “e quando, per l’adattamento cinematografico, non ci hanno lasciato utilizzare il nome che avevamo dato originariamente all’hotel [Millennium] ho pensato di utilizzare Fregoli. Certo che c’è un riferimento alla Sindrome di Fregoli, visto che qui il protagonista è convinto che tutte le persone che lo circondano abbiano lo stesso volto e la stessa voce; ma non desidero dare altre spiegazioni sul film, non voglio che le vostre interpretazioni e quelle del pubblico siano soffocate dalla mia. Il film è del pubblico.”

Perché proprio l’utilizzo dello stop-motion per l’adattamento cinematografico, lo spiega Duke Johnson:

“La scelta dell’animazione in stop-motion è stata, in un certo senso, obbligata, perché era l’unica che ci consentisse di mantenere l’idea originale – dare a tutti i personaggi secondari lo stesso volto e la stessa voce – senza distrarre troppo lo spettatore ricorrendo ad effetti speciali per poter fare la stessa cosa con attori reali.”

Dopo la proiezione di Abluka (Fenzy) di Emin Alper, è stato presentato Fuori concorso De Palma, documentario sulla straordinaria carriera del grande regista diretto da Noah Baumbach e Jake Paltrow; a Brian De Palma verrà consegnato domani sera il prestigioso  premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2015.

Questa sera, invece, durante una cerimonia, Bertrand Tavernier verrà insignito del Leone d’Oro alla carriera, non prima della proiezione del suo La vie et rien d’autre.

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Il trailer ufficiale di Sangue del mio sangue: