A gonfie vele l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi

Le vendite aggregate di Renault, Nissan e Mitsubishi Motors nel 2018 sono cresciute dell’1,4%, raggiungendo, 10,76 milioni di unità, quasi il 10% dei veicoli venduti nel mondo. Le vendite di veicoli commerciali leggeri attestano a 2 milioni di unità, con un incremento del 13,5% rispetto al 2017. In grande crescita le vendite di veicoli elettrici, +34% rispetto al 2017, con un totale di 725 mila veicoli dal 2010. Cresce la sinergia di produzione e l’uso di piattaforme comuni ai tre brand

Roma – Va a gonfie vele (nonostante la pagina oscura dell’Affaire Ghosn) il Gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi, la prima alleanza automobilistica mondiale, che ha registrato un totale di veicoli venduti pari a 10.756.875 nell’esercizio 2018. Numeri che hanno consentito all’Alleanza di conservare la leadership mondiale in termini di autovetture e veicoli commerciali leggeri venduti. Rispetto al 2017, il totale delle vendite è cresciuto dell’14%, in un quadro di forte domanda per modelli quali Renault Clio, Captur e Dacia Sandero; Nissan X-Trail/Rogue e Sentra/Sylphy; Mitsubishi Eclipse Cross e XPANDER.

Di pari passo, nel 2018 è aumentata la produzione e la vendita di veicoli che utilizzano l’architettura CMF – Common Module Family – che rappresenta un pilastro essenziale di “Alliance 2022“, il piano strategico a medio termine – soprattutto con la vendita di Renault Kwid a livello internazionale e l’incremento della produzione del pickup truck Nissan Frontier, che condivide l’architettura con Renault per l’Alaskan e Mercedes per il modello X. Anche la domanda di veicoli commerciali leggeri è aumentata nel 2018, con particolare incremento delle vendite di Renault Kangoo, Master e Trafic; Nissan Navara e Terra nonché Mitsubishi Triton.

Sotto ogni profilo – non escluso quello dei veicoli commerciali leggeri – l’ottimizzazione delle sinergie costituisce il nucleo della strategia dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi volta alla conquista di maggiori quote di mercato. E il rafforzamento delle sinergie è la chiave per realizzare vendere più veicoli, che costino meno e diano più capacità di investimento al gruppo e, infine, dividendi più interessanti agli azionisti.

In un particolare segmento delle vendite, quello delle auto a zero emissioni, l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi ha mantenuto la leadership nelle vendite, con punte di diamante i due modelli iconici Renault Zoe e Nissan Leaf. Dal 2010, questo segmento ha registrato ben 724.905 veicoli dell’Alleanza venduti (fino a fine 2018), cifre che presto subiranno un incremento esponenziale, se solo pensiamo al al più che raddoppio delle vendite di auto elettriche in Italia tra il 2017 al 2018. 

Nella segmentazione del dato aggregato, in tutto il mondo nel 2018 le vendite del Gruppo Renault sono cresciute del 3,2%, raggiungendo 3.884.295 unità, mentre Nissan Motor Co. Ltd. ha venduto 5.653.683 veicoli, con una una flessione del 2,8% rispetto all’anno precedente. Infine, sempre nel 2018 su scala globale, Mitsubishi Motors Corporation ha venduto 1.218.897, con un incremento del 18% rispetto al 2017

Numeri destinati ad aumentare ancora e a rendere di più, secondo gli obiettivi di Alliance 2022, in virtù del quale l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi prevede di realizzare sinergie annuali di oltre 10 miliardi di euro entro la scadenza del programma. Livelli realizzabili attraverso la condivisione di componenti, oltre che di sinergie di modalità di costruzione, con un obiettivo di produzione di nove milioni di veicoli assemblati su quattro piattaforme comuni. I motori comuni rappresenteranno il 75% delle vendite totali.

In questo scenario, entro il 2020 è previsto il lancio di 12 nuovi veicoli al 100% elettrici, nonché 40 veicoli dotati di sistemi di guida autonoma di livello diverso. 

(Foto Renault-Nissan-Mitsubishi) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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