Recupero veicoli fuori uso, Italia ultima in UE

La gestione dei veicoli a fine vita è un tema importante sia nell’ottica di una efficiente economia circolare che in quella di una gestione ambientale più attenta, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, anticipando uno degli argomenti che sarà approfondito nel corso del 28° Autopromotec, a Bologna dal 22 al 26 Maggio prossimi

Bologna – Un milione di tonnellate di rifiuti – tra rottami ferrosi, metalli di altro tipo, marmitte, vetro, materie plastiche, batterie –trattato con procedimenti ecocompatibili per l’82,6%, attraverso attività di reimpiego, riciclaggio o recupero energetico. Questi i numeri in Italia della gestione dei veicoli fuori uso, ossia quei veicoli giunti al termine del loro ciclo di vita. Tradotto, significa che non si sa che fine faccia il 17,4% dei rifiuti derivanti da scorretta gestione dei veicoli rottamati illegalmente. Percentuali altissime, che fanno dell’Italia il fanalino di coda dei Paesi dell’Unione Europea per tasso di recupero dei veicoli fuori uso (come mostra la tabella a sinistra). 

Autopromotec, che ha elaborato dati Eurostat con base statistica 2016, sottolinea come al primo posto vi sia la Germania, con un tasso di recupero complessivo del 98% (ossia con un 2% di illegale o disattenta gestione del fine ciclo di vita), al secondo posto la Francia, con un tasso del 94,8%, seguita dal terzo posto della Spagna (93,4%) e dal quarto del Regno Unito (92,2%). Al quinto e ultimo posto (nella proiezione analizzata) si posiziona l’Italia (82,6%).

Questi dati, di fonte Eurostat, si riferiscono al 2016 ed emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale dedicata alle attrezzature e all’aftermarket automobilistico.

La Direttiva Europea 2000/53/CE dal 2015 impone agli Stati membri l’obbligo di recuperare almeno il 95% del peso di ogni veicolo fuori uso. In particolare, l’85% va reimmesso nel ciclo di economico circolare ed il 10% deve essere utilizzato per recuperare energia, mentre allo smaltimento in discarica di rifiuti speciali va destinato al massimo il 5%.

L’Italia non ha mostrato difficoltà nel rispettare gli obblighi di riciclo, visto che dal 2016 è stato riciclato l’82,5% dei veicoli fuori uso, vicino al target dell’85%. Il nostro Paese è rimasto però indietro sul fronte del recupero di energia, perché la percentuale di avvio a recupero energetico dei veicoli fuori uso nel 2016 è stata appena dello 0,1%, contro il 10% dell’obiettivo posto dall’Unione Europea. Ne consegue che la percentuale complessiva di recupero (82,6%) è risultata ben distante dal 95% richiesto dalla Direttiva 2000/53/CE, ponendo l’Italia in ritardo rispetto agli altri grandi mercati automobilistici dell’UE.

Per ridurre questo gap serve che in l’Italia si incrementi il recupero energetico derivante da una più efficiente gestione del recupero dei veicoli giunti a fine ciclo di vita. Un tema che però confligge con un movimento di opinione che spesso usa argomenti terroristici nei riguardi degli impianti di trasformazione energetica da materie derivanti dal ciclo di separazione dei rifiuti, come per esempio le polemiche strumentali sollevate dai movimenti ambientalisti, che mai spiegano però come in altre parti d’Europa i termovalorizzatori possano funzionare senza per questo costituire un pericolo per la popolazione. 

Del resto, la capacità italiana nel settore del recupero dei materiali è testimoniata dalla efficacia con cui i consorzi di filiera si occupano di recupero dei materiali come oli esausti, batterie, pneumatici fuori uso, vetro, alluminio, carta. Non si tratta quindi di implementare il know-how, ma di rendere più efficaci e condivise le buone pratiche.

L’Osservatorio Autopromotec sottolinea come la gestione dei veicoli a fine vita sia un tema di grande attualità e rappresenti un’attività strategica per lo sviluppo dell’economia circolare, volta a reimpiegare, riciclare, recuperare e ridistribuire beni, in un quadro di minimizzazione della porzione di rifiuto finale.

L’economia circolare, le opportunità e gli scenari di una implementazione di questi concetti saranno temi su cui si ragionerà nel corso dei convegni programmati per la 28a edizione di Autopromotec, in programma presso la Fiera di Bologna dal 22 al 26 maggio 2019, occasione per tutti gli addetti ai lavori per confrontarsi sullo stato dell’arte della gestione after market dei veicoli.

(Foto http://www.carecycling.fiat.com, fonte dati Autopromotec) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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