A Pantelleria è vietato nascere (eppure per Crocetta non è così)

La storia di Melina Bonomo, 30 anni, costretta a partorire a Palermo perché nella sua isola, Pantelleria, i punti nascita sono stati chiusi. Anche se per il governatore Crocetta sono aperti…

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5.000 Euro. Tanto costa far nascere un figlio lontano da casa propria. Non per volontà dei genitori per chissà quale motivo, ma perché non avrebbero potuto fare altrimenti. Protagonista di questa storia è Melina Bonomo, giovane mamma di Pantelleria, moglie trentenne di un disoccupato, che ha partorito una bambina l’11 maggio scorso al Civico di Palermo. O come la co-isolana Anna Belvisi, che ha partorito a Erice, presso la clinica Sant’Anna, gratis et amor dei  per la sensibilità umana e civica del direttore sanitario della struttura, dottor Salvatore Pollina, interessato alla questione dall’associazione “Trapani Cambia”, che ha attivato una rete di solidarietà tale da consentire alle donne di Pantelleria di essere ricoverate e assistite in quella struttura privata. Sussidiarietà orizzontale, si direbbe…

Se però avesse potuto scegliere, avrebbe senza dubbio voluto dare alla luce sua figlia, Jasminea pochi passi dal mare pantesco. Invece, è accaduto a centinaia di chilometri di distanza dalla sua terra. Questo perché a Pantelleria non si può più venire al mondo. Innanzitutto, a causa del “decreto Balduzzi”, datato 13 settembre 2012, che ha imposto la chiusura dei punti nascita nella strutture con meno di 500 parti all’anno. Un atto amministrativo, che ha commesso un errore madornale: non prendere in considerazione chi abita nelle cosiddette “isole minori” come è Pantelleria, più vicina all’Africa che alla Sicilia.

Sì, è vero, c’è l’aereo. O meglio, avrebbe dovuto esserci, perché la compagnia che unisce – ancora per poco – Pantelleria a Trapani, la Darwin Airline, ha deciso di non accettare a bordo donne in gravidanza da oltre 36 settimane.

La conseguenza di ciò è evidente: donne come Melina sono costrette a fare le valigie anzitempo, a trasferirsi anche due mesi prima della nascita in una qualsivoglia struttura sanitaria, sobbarcandosi le spese del viaggio, dell’alloggio, dei trasporti e di tutto il resto. Ecco il conto dei 5.000 Euro. Ma non solo. Melina, come detto, ha un marito disoccupato che ha dovuto rinunciare a un lavoro presso un’azienda per cui stava svolgendo il periodo di prova, pur di stare accanto alla consorte. In più, la donna ha un altro bambino, che ha dovuto lasciare ai suoi genitori ma che, poi, anche lui è andato a Palermo per stare accanto alla mamma: nostalgia di figlio e di mamma…

La signora Melina non è naturalmente l’unica a vivere questa situazione e temiamo non sarà l’ultima, perché a Pantelleria ci sono 50 mamme in dolce attesa. Chi potrà permetterselo, s’imbarcherà in un volo della Darwin Airlines – anche se a fine maggio scade la convenzione con la Regione Siciliana e c’è il rischio concreto che la compagnia abbandoni l’isola – altrimenti dovranno usufruire dell’elisoccorso nel momento in cui si presenterà l’emergenza, ovvero la nascita imminente, con tutti i pericoli del caso.

Eppure, in una conferenza stampa di fine marzo, Rosario Crocetta ha annunciato l’avvenuta apertura dei “punti nascita”. Pantelleria, compreso. Circostanza ribadita pochi giorni fa. Ma la signora Melina è la prova provata che non è affatto così.

L’equivoco è stato spiegato a The Horsemoon Post da Monica Modica, recentemente dimessasi da coordinatrice per le isole minori e per gli arcipelaghi della Sicilia per “Il Megafono”, il movimento politico del presidente della Regione. «Il 29 marzo scorso non è stato firmato un decreto per la riapertura immediata dei sette punti nascita, ma è stato portato avanti il progetto ministeriale che, al suo interno, prevedeva tre fasi, tra cui la loro riapertura – ci dice la Modica, una battagliera architetto che ha preso a cuore il problema delle puerpere residenti nelle isole siciliane – Questo progetto è stato inviato al ministero, da cui non è ancora arrivato l’ok».

Insomma, stando a quanto ritiene Monica Modica, una cosa è la presentazione di un progetto grazie al quale si otterrebbe la riapertura dei punti nascita, un’altra è dare per avvenuto qualcosa che ancora non è, scambiare sogni e desideri per la realtà. Eppure, per il governatore Crocetta e per l’assessore Borsellino, il problema non sussiste più, essendo stato risolto. Solo in teoria, però. La pratica racconta ben altro, come testimonia la storia appena raccontata della signora Melina.

Monica Modica è convinta del fatto che «qualora la riapertura dei punti nascita avvenisse esclusivamente per Pantelleria, dovrebbe avvenire la stessa cosa per altre isole, come quella di Lipari, dove la situazione è assai simile». E se, inoltre, dovesse accadere mediante una decisione presa a Palazzo d’Orleans, indipendentemente da Roma, allora significherebbe che «il governo regionale avrebbe potuto risolvere la questione molto prima anziché svegliarsi soltanto dopo il polverone ‘mediatico’ alzato dalle donne di Pantelleria».

Da qui il sospetto che, siccome nell’isola pantesca è tempo di elezioni amministrative, ci sia una parte politica «molto vicina al governatore che solo ora sta parlando della necessità di riaprire i punti nascita», sussurra la Modica, che però è una donna delusa. Perché ha confessato al nostro giornale di essere stata grande estimatrice di Rosario Crocetta, prima in quanto uomo e poi in quanto personalità politica.

Poi, delusione cocente, perché sul problema dei punti nascita «si sarebbe dovuto porre il problema, mentre è stato totalmente assente e insensibile nei confronti di questo dramma. E se domani si dovesse decidere per la riapertura, per me non sarebbe una vittoria. Perché è troppo grande il dolore procurato alle donne di Pantelleria». Storie siciliane, si direbbe…

@waltergianno

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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