Lewis Hamilton, quarta vittoria in Ungheria! 2° Räikkönen, scavalca Alonso in classifica iridata

Lewis Hamilton conduce in modo intelligente il giro di boa del campionato, Räikkönen resiste all’attacco di Vettel e non molla per il mondiale, grande gara di Grosjean, punito da chi non sa nulla di fisica. Ferrari in crisi: anche di idee. Non è unsafe release lasciare l’ala rotta a Massa? Per forza occorre far fede sulla fortuna?

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Nell’anno delle rotture dei tabù, Lewis Hamilton è riuscito a rompere un piccolo tabù, non avere ancora vinto con la Mercedes, monoposto con cui – a inizio anno – prevedeva di arrivare alla vittoria solo nel …2014! Il GP d’Ungheria è per la quarta volta appannaggio del pilota britannico, che con questo successo rientra clamorosamente in lotta per il titolo iridato. Al secondo posto un coriaceo Kimi Räikkönen, autore di una gara intelligente ma non arrendevole fin dalla partenza. Dal primo all’ultimo giro, “Ice Man” è stato tutto che gelido. La battaglia a due giri dalla fine per salvaguardare la posizione è stata esemplare per chi di solito “amministra” in sicurezza, soprattutto alla luce delle gomme provate da uno stint più lungo.

In qualche modo ne ha fatto le spese Sebastian Vettel, teorico vincitore designato fin dalle prime libere di venerdì, quando aveva un passo in apparenza inavvicinabile, ma “solo” terzo al traguardo. Mai domo, il tre volte campione del mondo onora lo sport, anche grazie al congruo vantaggio sugli inseguitori, che gli consente qualche margine di coraggio supplementare.

Sotto il podio svetta Webber, autore di una bella gara, improntata su un passo adeguato alla strategia, poi modificata in corso d’opera, forse per evitare sorpassi in casa difficili da gestire. Webber è un professionista, ma si ha l’impressione che – a parte l’abbandono della F1 alla fine della stagione – si sia rotto qualcosa sotto il profilo umano alla Red Bull, sicché gli aiuti a Vettel sarebbero plateali e tali da scandalizzare. Meglio prevenire… (è un’elucubrazione, però…).

Alonso e Massa, rispettivamente quinto e ottavo al traguardo, hanno fatto il massimo con la Ferrari di quest’anno. Per Massa – imbarazzante in partenza la frenata per non superare Alonso – una gara più difficile sotto il profilo dell’assetto aerodinamico, per l’ala danneggiata al primo giro nel contatto con Rosberg. Non averla cambiata avrebbe dovuto costituire motivo per sanzionare la Ferrari per “unsafe release”, tranne che le regole non si debbano applicare solo a danno compiuto. Che sarebbe accaduto se Massa si fosse fatto male a seguito di una rottura dell’ala danneggiata? A Maranello saranno senza dubbio prodighi di spiegazioni tecniche, ma non potranno mai dare spiegazioni improntate al buon senso.

In mezzo ai due ferraristi, Button – imperatore delle missioni difficili – e Grosjean, quasi padre, ma genitore di una gara maestosa, in cui è mancato il guizzo di fantasia forse solo per la pressione che spinge il pilota svizzero a non rischiare più del dovuto. La penalità inflittagli (drive through) è sproporzionata, contraddittoria, tardiva: sproporzionata perché il contatto con Button (incidente di gara, hanno sentenziato gli Stewards) non lasciava modo a Grosjean di prendere altra parte della pista, oltre che investire la McLaren del pilota britannico; contraddittoria, perché prima è uscito un warning sull’investigazione per il contatto, poi per il taglio di chicane; tardiva perché è arrivata troppo tardi per essere gestita dal team in termini di strategia. Per favore signori della FIA, lasciate Allan McNish guidare, fa meno danni…

Infine, zona punti per Perez, onesto al volante di una rivitalizzata dalla rigidezza della carcassa delle Pirelli, e Maldonado, che ha beneficiato sulla sua Williams di analogo prezioso fenomeno. La gomma vecchia/nuova saltella meno perché flette meno, sicché la sospensione anteriore lavora meno male.

Note di merito.

Per Hamilton. Non farsi travolgere dagli eventi è fondamentale per il successo. A testa bassa fino alla fine, oggi gara intelligente, condotta più con la testa che con …altre parti del corpo. Avanti così!

Per Hülkemberg, passato dal minacciare l’abbandono della Sauber allo stringere i denti in attesa di cavallini (ops, tempi) migliori. Per Giedo vand der Garde, 14° al traguardo, risultato che consente all’olandese di lasciare all’inglese Chilton (Marussia) l’ultima posizione in classifica. Una boccata d’aria. Per Felipe Massa: l’amore che ha per la Ferrari è encomiabile, ricambiato in toto. Ma siamo sicuri che l’amore non sia bello se non anche un po’ litigarello? Il mio consiglio personale è di montare un casino per l’ala non sostituita, meglio cambiare mestiere che cambiare dimensione anzitempo. Meglio una brutta lite che un meraviglioso funerale. Oggi la Ferrari ha sfiorato l’incoscienza (non c’è, ripeto, giustificazione tecnica che tenga). Infine, per Kimi Räikkönen: che cavolo ci sia stato a fare due anni nel mondiale rally resterà un mistero. Aver superato – tomo tomo, cacchio cacchio – Fernando Alonso in classifica iridata ne fa un eroe per alcuni, un sacrilego per talaltri. A me sembra un risultato straordinario che la Lotus vada come sta andando, con Kimi e con Romain. Ma il mondo di Räikkönen è qui, in Formula 1. Chi dice altro è un sarchiapone.

Note di demerito.

Per Rosberg, autore di una gara nervosa e compromessa al primo giro. Il “ritorno” di Hamilton ha destabilizzato il finnico-alemanno, che alla vigilia aveva dichiarato di aver battuto per tre anni il più forte del mondo (Schumacher, Michael, da Kerpen). Siamo tutti battibili, caro Nico. Riprenditi in serenità e rientra combattente e accorto.

Per Allan McNish (affiancato ai Commissari Sportivi FIA): ripassare un po’ di fisica (forze vettoriali) servirebbe a non compiere gli errori di oggi. Grosjean poteva a) dissolversi come un mago (iperbole) ovvero, più verisimile, b) colpire la McLaren di Button o c) scivolare verso il taglio di chicane, le forze fisiche non portavano da altra parte. Averlo punito in modo discutibile (vedi sopra) è una sciocchezza. Come superare senza considerare chi si ha davanti, solo perché si guida un prototipo con quattro anelli. Non va bene.

Per la Ferrari: incoscienti! E ho detto tutto.

Non pervenuta la Force India, che in Ungheria raggiunge il top: ritiro doppio. Di più “nin so”…

La Formula 1 va ora in ferie. Anche sotto il profilo regolamentare, computer spenti, linee web staccate, gallerie del vento (funzionanti o meno…) chiuse a chiave, meccanici in costume da bagno. Chiuso, disattivato, monitorato. Tranne i tavoli da disegno, perché non se ne può controllare il consumo dei fogli e delle matite. A pensare ad Adrian Newey inattivo per 20 giorni proprio non mi riesce. Vedremo a Spa che succederà.

Buona estate (non abbandonate i cani per strada, piuttosto non andate in vacanza. A volte le bestie siamo noi umani).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

F1, Gran Premio d’Ungheria – Gara (classifica provvisoria)

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L’analisi tecnica Pirelli a cura di Mario Isola

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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