Singapore bel suol d’amore: per il quarto titolo di Vettel. “La Marca”: Alonso torna in McLaren dal 2015?

Il campione in carica si prepara a succedere a se stesso, mettendo insieme una quaterna storica che lo porrà definitivamente nell’Olimpo dei Campioni della F1. Nella città/stato asiatica rischia di mettere una ipoteca pesante sul Quarto Alloro iridato. Il mercato piloti ruota ora attorno a Massa (forse)

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Quando si dice “le luci della ribalta”. Per il tredicesimo appuntamento del mondiale di Formula 1, a Singapore, il detto è il fatto. La novità della gara in notturna, entrata in calendario nel 2008, è ormai un evento tradizionale, grazie allo spettacolo del sistema di illuminazione sviluppato dall’azienda italiana Maioli di Ravenna. Quando l’orgoglio della tecnologia italiana illumina il mondo…

Da uno dei circuiti più veloci del Circus si passa a uno dei più contorti, il tracciato di Marina Bay è tortuoso, con 23 curve, delimitate da terribili muretti, offrono allo spettatore una sfida eccezionale tra piloti che sanno di non poter sbagliare, perché il minimo errore si può trasformare in un ritiro, ma anche nello stravolgimento della gara.

Il 23° concorrente-non-corridore è, infatti, la Safety Car, che può entrare e sparigliare le strategie. Il 24° concorrente è il meteo, che dovrebbe fare la sua parte per far saltare ogni schema e mescolare le carte. Anche a Monza però si attendeva la pioggia, poi si vide con la lente diingrandimento.

La concentrazione dei piloti deve perciò essere massima, per evitare di fare certi figuroni: senza alcun riferimento all’incidente di Piquet jr del 2008, senza il quale la storia avrebbe potuto essere diversa sia per Felipe Massa che per la Ferrari. E la concentrazione si scontra con le relative alte velocità del circuito cittadino di Marina Bay, l’umidità e le altre temperature, una sfida nella sfida.

Il GP di Singapore è poi è la gara più lunga dell’anno, in genere sfiora il limite delle due ore, il che significa che le monoposto partono con il carico di carburante più pesante della stagione, un dato che implica una scelta intelligente nella strategia di gara.

Dal 2008 allo scorso anno, Alonso ha conquistato il primo gradino del podio proprio all’esordio (ma grazie al patatrac ai box del Cavallino Rampante) e poi nel 2010; Hamilton vinse nel 2009 e Vettel ha conquistato la vittoria nelle ultime due edizioni, mirando alla terza affermazione che lo proietterebbe – come detto – nelle acque tranquille dell’amministrazione del vantaggio in classifica, potendo ora contare sui 53 punti di vantaggio sul pilota spagnolo della Ferrari (che diventano 81 su Hamilton e 88 su Räikkönen).

La trazione a Marina Bay è fondamentale, non solo per il numero di curve ma anche perché il tracciato tende ad essere sconnesso e scivoloso, l’aderenza è resa precaria dalla vernice della segnaletica orizzontale sull’asfalto e dai tombini. Nonostante la mancanza di grip, le monoposto possono generare 4.3g in frenata.
 
I livelli di umidità a Singapore oscillano tra il 75% e il 90%, con alta probabilità di pioggia e, di conseguenza, di vedere in pista gli pneumatici da bagnato Cinturato Blue wet e Cinturato Green intermediate. Accanto alle consuete coperture da bagnato, la Pirelli porta a Singapore le P Zero Red supersoft (banda rossa) e le Pirelli P Zero White Medium (banda bianca). I tempi per il pit stop sono i più lunghi dell’anno, a causa del limite di velocità, qui ridotto a 60km/h, e della lunghezza della pit lane (404 metri).

Oltre ad essere una gara lunga, il consumo di carburante per chilometro è uno dei più elevati del campionato, a causa della natura stop-start del circuito. Circa la metà del giro è speso a tutto gas, ma ci sono anche diversi punti di frenata. Tutti i piloti andati a podio lo scorso anno hanno usato una strategia di due soste. Sebastian Vettel ha vinto la gara, partendo dalla terza posizione in griglia con i P Zero Red supersoft e poi completando due stint con i P Zero Yellow soft. Jenson Button è arrivato secondo utilizzando esattamente la stessa strategia. Tutti i primi 10 piloti in griglia lo scorso anno iniziarono la gara con la mescola più morbida.

La strategia di gara a Singapore deve essere molto flessibile, perché occorre tener conto dell’elevata probabilità di safety car (lo scorso anno entrò due volte). Con la safety car saltano le strategie, come detto, e diminuisce l’usura complessiva dei pneumatici, grazie al rallentamento dell’andatura. Unica novità, la nuova conformazione della curva 10, con l’eliminazione di quella stupida chicane, pericolosa e senza senso. La modifica è piaciuta a tutti i piloti, ma non rende molto più veloce il tracciato.

Sul fronte mercato piloti, una clamorosa indiscrezione è stata lanciata dal quotidiano iberico “La Marca”. Nel 2014 la McLaren avrà ancora, per l’ultimo anno, i motori Mercedes, ma dal 2015 monterà le unità nel frattempo sviluppate dalla Honda, per il ritorno in pompa magna nel Circus di F1. In questo scenario, il motorista nipponico vuole avere un pilota di primo piano, già iridiato. Alonso farebbe proprio al caso del team di Woking, dove è già stato, non lasciando peraltro ricordi ottimi, come di recente ha ricordato Jenson Button.

Button stesso potrebbe essere confermato, insieme a Perez, per il 2014, ma poi tutto si rimetterà in gioco. Massa viene dato più vicino alla Lotus, anche perché porterebbe in dote i denari della Petrobras, che già lo sostenne a inizio carriera e che sarebbe interessata a un ritorno in F1 per contrastare l’azienda petrolifera venezuelana che supporta Maldonado. Ma alla Lotus hanno il supporto della Total, grazie alla liaison con la Renault, un rebus che non sarà facile da risolvere se non con movimenti che vanno oltre i piloti. Robert Smedley, ingegnere di pista di Massa, per esempio viene dato in partenza con direzione Williams e, per questo, si è ipotizzato un futuro britannico anche per il pilota brasiliano.

Infine, proprio Massa avrebbe dichiarato a “Globo TV” che non aiuterà Alonso da ora in poi, ma ha velatamente smentito nel corso di una conferenza stampa a Singapore, tenuta inusualmente insieme ad Alonso.

Insomma, chiunque abbia architettato l’ufficializzazione della nuova line-up per il 2014 prima della definizione del campionato meriterebbe una laurea honoris causa in “strategia”.

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L’analisi tecnica Pirelli di Mario Isola

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