Ticket per i ricoveri dei più ricchi? C’è chi dice no

Polemiche in Sicilia per la paventata introduzione dei ticket sui ricoveri ospedalieri

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Ritorniamo sulla vicenda della norma che vorrebbe l’applicazione di un ticket sui ricoveri ospedalieri. Ne abbiamo, infatti, parlato il 18 aprile scorso in questo post.

Perché Giuseppe Laccoto, deputato del PD all’Assemblea Regionale Siciliana, nonché componente della commissione sanità, ha diffuso una nota stampa in cui dichiara che continuerà a battersi, «sia in commissione che in bilancio» contro la norma. «Proporre un pagamento di 10 euro – continua Laccoto – al giorno per i componenti dei nuclei familiari con reddito lordo uguale o superiore a € 50.000 euro significa applicare un ulteriore fardello che appesantirebbe anche le famiglie con redditi medio- bassi costringendo i siciliani a ricoverarsi in altre regioni con danno economico ancor più grave perché verrebbe incentivata l’emigrazione sanitaria passiva».

Laccoto, inoltre, ha affermato che «è ingiusto far pagare in Sicilia, unica regione d’Italia ad applicarlo, il ticket per i ricoveri poiché nei nuclei familiari fino a € 50.000,00 vi sono soprattutto coloro che hanno un reddito fisso da lavoro dipendente. Bisogna invece eliminare i ricoveri inappropriati, evitando che per sottoporsi ad un esame diagnostico si trascorrano lunghi periodi di ricovero in ospedali in attesa dell’esame e dei risultati. Avrebbe avuto senso un ticket limitato a due o tre giorni. L’Assessorato detti nuove direttive per i ricoveri appropriati, ad esempio il ricovero per sottoporsi ad interventi di chirurgia minore o a procedure diagnostiche che possono essere eseguite in regime di day-service o day-hospital. Per i ricoveri inappropriati la Regione paga circa 250 milioni all’anno: altro che un milione e mezzo previsto per l’introduzione dei ticket dei ricoveri».

«In Sicilia – ha concluso l’esponente del PD  – si deve ancora attuare la norma che prevede nel territorio la possibilità di sottoporsi ad esami diagnostici anche di prevenzione e che i PTA ancora stentano a decollare».

Da sottolineare che Laccoto ha un’idea opposta rispetto a quella del suo collega di partito, Pippo Digiacomo, presidente della commissione sanità, per il quale «sarebbe stato giusto chiedere un piccolo contributo a chi ha redditi superiori a 100 mila euro».

Digiacomo, infatti, ha affermato oggi di condividere la posizione del governo sulla riproposizione della norma: «Ero favorevole a questa misura già durante l’esame in commissione sanità ma l’orientamento degli altri componenti è andato in una direzione diversa. In un momento come quello che stiamo attraversando credo sia giusto chiedere un contributo a chi ha reddito elevato. Solo così potremo tutelare le fasce più deboli».

@waltergianno

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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