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La Ferrari 312 T4 di Gilles Villeneuve condotta per le strade di Modena da Renè Arnoux fino alla casa-museo di Enzo Ferrari

La mostra “GRAND PRIX – Le monoposto del Campionato di F1” inaugurata con una sfilata per le vie della città, in una rievocazione che ha testimoniato ancora una volta l’amore da cui è contornato il “Canadese Volante”

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La conferenza di presentazione della mostra “GRAND PRIX – Le monoposto del Campionato di F1”, da sinistra, Ezio Zermiani, René Arnoux, Piero Ferrari, Mauro Tedeschini, Giorgio Pighi, Johnathan Giacobazzi, Giovanni Perfetti

 Modena – L’ex pilota di F1 Renè Arnoux, a quasi un anno di distanza dall’evento di Erbè 2012, è tornato ieri al volante della Ferrari 312 T4 di Gilles Villeneuve per le strade di Modena, celebrando i trentaquattro anni del mitico duello di Digione 1979 che lo vide protagonista insieme all’indimenticato canadese. L’esibizione di Arnoux è stato il prologo dell’inaugurazione e apertura della mostra “Grand Prix: le monoposto del campionato di F1”, allestita al Museo Enzo Ferrari, con la collaborazione della famiglia Giacobazzi, che ha messo a disposizione buona parte di memorabilia della “Collezione Donelli Vini”. Primo pezzo di questa collezione è proprio la monoposto che è stata guidata da Arnoux, la numero “041” di telaio, che portò al secondo posto della classifica iridata nel 1979.

Arnoux, arrivato a Modena pochi minuti prima delle undici, si è calato nell’abitacolo della monoposto di Gilles e ha percorso un tragitto disegnato appositamente per ricordare lo storico tracciato cittadino di Modena, sino ad arrivare alla meta designata, il MEF, dove sarà esposta nei prossimi giorni nella mostra dedicata ai bolidi di F1.

René Arnoux al suo arrivo nella Casa Museo Enzo Ferrari di Modena

Prima dell’inaugurazione della mostra, gli invitati all’inaugurazione hanno ricevuto il saluto di Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione Casa natale Enzo Ferrari, dell’ingegnere Piero Ferrari, figlio del Drake e vicepresidente della Ferrari, di Giovanni Perfetti, curatore della mostra, e di Adriana Zini, direttrice del MEF.

Prima del saluto del sindaco di Modena, Giorgio Pighi, ha preso la parola Johnathan Giacobazzi, consigliere di amministrazione della Fondazione MEF per esplicito volere di Piero Ferrari, il quale volle legare il più appassionato della famiglia modenese di industriali vitivinicoli alla storia del “Cavallino Rampante”, per sottolinearne l’importante ruolo giocato non solo in qualità di sponsor.

Prima che la mostra fosse inaugurata, con l’esposizione delle monoposto, Ezio Zermiani, inviato RAI ai gran premi di Formula 1, ha intervistato René Arnoux, sollecitandolo a raccontare un aneddoto inedito sui giorni precedenti la scomparsa di Gilles Villeneuve. Non prima di aver rivisto le straordinarie immagini degli ultimi cinque giri del duello di Digione, che hanno causato – a trentaquattro anni di distanza – la stessa identica emozione.

Arnoux, pur con qualche pudore – a tutela della memoria del compianto pilota canadese, uno dei pochi con il quale strinse un vero vincolo di amicizia – non si è fatto pregare. Il suo intervento è stato il più toccante in tre occasioni. Nella prima, ricordando il duello con Villeneuve a Digione. “Mi ricordo bene quel duello. Incredibile come sia rimasto più impresso il nostro duello di Digione rispetto alla vittoria di Jabouille. Tra noi c’era un rispetto enorme. Guidavamo sul filo dei centimetri e ci fidavamo l’uno dell’altro – ha detto Arnoux – se quel duello fosse avvenuto al giorno d’oggi avrebbero incarcerato i diretti protagonisti!ha poi commentato con ironia.

Nella seconda, ha ricordato i giorni successivi al duello con Pironi, che determinarono la rottura con chi gli aveva “scippato” la vittoria di Imola, contravvenendo a un accordo prima della gara. “Gilles era un ragazzo puro e come lo era in pista, lo era anche nella vita quotidiana” ha affermato Arnoux, che poi ha svelato – sotto sollecitazione di Ezio Zermiani – di averlo ospitato a casa propria e di aver cercato in quei giorni di farne sbollire la rabbia. Un velo di tristezza è calato sugli occhi dell’ex pilota di Renault e Ferrari, quasi come a dire “ah se avessi insistito di più…”.

Infine Arnoux ha tributato l’impresa sportiva, industriale e umana di Enzo Ferrari, nel creare da nulla più di sessantanni fa un’impresa oggi replicabile con molta difficoltà, dicendosi peraltro orgoglioso per aver difeso i colori della Rossa nel Campionato del Mondo di F1. “Secondo me la Ferrari è semplicemente la casa più importante al mondo e ciò non si vede solo nei musei di Modena e Maranello. Sì, quelli fanno la loro parte, ma io ho visto la grandezza della Ferrari in giro per il mondo” ha affermato il pilota che arrivò a Maranello nel 1983. “Ma in verità il vero Museo Ferrari è il mondo, perché ovunque si vada c’è un’automobile Ferrari e si trovano persone che amano la Ferrari” ha illuminato la sala Arnoux, che ha poi detto, in modo perentorio e bene augurante “la Ferrari ha creato vetture meravigliose nel passato, continua a farlo nel presente e lo farà in futuro”, tra gli applausi scroscianti dei presenti, tra cui anche alcuni turisti in visita al MEF.

Terminata la conferenza, sono state svelate monoposto che compongono la mostra. Diciassette vetture che hanno fatto la storia della F1, dal 1950 sino alla fine degli anni ’90, che vanno dall’Alfa Romeo del 1951 alla Williams FW15D di Alain Prost, accompagnate da caschi dei piloti più rappresentativi della storia del “Circus” iridato.

Questo nuovo allestimento mira a rinforzare il numero annuo di visite al MEF, che ha da poco festeggiato il primo anniversario dall’inaugurazione e ha l’obiettivo di diventare una delle tappe fondamentali per i visitatori della Motorvalley, ovvero quella porzione di Emilia Romagna compresa tra Bologna, Modena e Maranello in cui sono fiorite le più straordinarie imprese industriali e sportive del motorismo italiano.

Le monoposto esposte al MEF di Modena

1951, Alfa Romeo 159: Alfa Romeo Automobilismo Storico, Museo
1955, Mercedes W196: Mercedes-Benz Classic
1956, Lancia Ferrari D50: Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli”
1957, Maserati 250 F T2: Collezione Panini
1962, Porsche 804: Collezione Museo Porsche
1967, Cooper Maserati T81: Collezione privata
1970, Ferrari 312 B: Collezione privata
1973, Tecno: Collezione Bianchini
1975, Ferrari 312 T: Collezione privata
1978, Brabham Alfa Romeo: Alfa Romeo Automobilismo Storico, Museo
1979, Ferrari 312 T4: Collezione Donelli Vini
1979, Renault RS14: Collezione Renault
1979, Ligier Ford JS11: Collezione privata
1983, Alfa Romeo 183T: Collezione privata
1988, McLaren Honda MP 4/4: Collezione McLaren
1989, Ferrari F1-89: Collezione Autoluce
1994, Williams FW15D: Collezione Donelli Vini

Per visitare il Museo Casa Enzo Ferrari

Costo del biglietto:  € 13,00 intero – € 11,00 ridotto (under26, over65, enti convenzionati) – € 9,00 bambini da 6 a 10 anni, accompagnatori disabili, militari.

È possibile aacquistare un biglietto unico per visitare il Museo Casa Enzo Ferrari di Modena e il Museo Ferrari di Maranello, con un prezzo scontato. In questo caso i costi sono € 22,00 – € 18,00 e € 14,00 (intero, ridotto, militari e minori.

È possibile prenotare visite guidate con accompagnatori, fruire di audio guide e stipulare convenzione per gruppi.

Il MEF si trova in Via Paolo Ferrari, 58, a Modena. La mostra “GRAND PRIX – Le monoposto del Campionato di Formula 1” sarà aperta al pubblico fino al 30 ottobre. Il MEF è aperto tutti i giorni, tranne 25 dicembre e 1° gennaio, con orario continuato 9.30-18.00 dal 1° ottobre al 30 Aprile; e con orario 9.30-19.00 dal 1° Maggio al 30 settembre.

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Giacomo Rauli

Studio comunicazione, ho la passione delle auto in ogni forma e maniera. Il mio interesse per il giornalismo mi dà la possibilità di occuparmene. Su THE HORSEMOON POST scrivo di F1, Mondiale Rally e automobili, in fondo è un modo diverso per continuare a giocare con le macchinine...