Chiesa cattolica: “In Egitto non vi è un colpo di Stato”

Padre Rafic Greiche ha spiegato ad AsiaNews il cambio di poteri in Egitto. Per il portavoce dei cattolici egiziani l’esercito ha scelto di proteggere una rivoluzione pacifica organizzata da milioni di giovani. Al momento i militari non hanno alcun incarico politico. Il nuovo governo ad interim terrà conto di tutti le componenti della società, compresi i Fratelli Musulmani. Scontri a Giza. Assaltata una chiesa cattolica nell’Alto Egitto

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Il Cairo – “Quanto sta accadendo in Egitto non è un colpo di Stato. L’esercito ha scelto di proteggere una rivoluzione pacifica organizzata dai giovani egiziani e seguita da milioni di persone in tutto il Paese. In un normale colpo di Stato i militari avrebbero subito nominato un loro uomo come presidente ad interim, avrebbero cambiato il governo, prendendo il potere. Ma questo non è il caso dell’Egitto“.  È quanto afferma ad AsiaNews, padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana. Egli spiega le ragioni che hanno spinto la Chiesa cattolica e copta ortodossa a sostenere il cambio ai vertici del Paese, dopo tre giorni di manifestazioni oceaniche contro il presidente islamista Mohamed Morsi e l’establishment della Fratellanza.

Il sacerdote critica i giornali occidentali che per descrivere la situazione egiziana attribuiscono le manifestazioni a una non specificata “opposizione” e bollato “colpo di Stato“, la decisione del generale Al-Sissi, capo del Consiglio supremo delle forze armate (Scaf), di sospendere la Costituzione, privando il presidente Morsi di ogni incarico. P. Greiche nota che “l’esercito non è all’interno del sistema politico, sta semplicemente guidando il dialogo fra le parti. L’attuale capo di Stato ad interim è un tecnico, Adli Mansour, capo della Corte costituzionale. Egli ha promesso che il suo sarà un governo di coalizione provvisorio nel quale entreranno tutti i partiti e le componenti della società egiziana”. 

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