Il legale dell’ambasciatore Bosio afferma: ”Dimostreremo che le accuse di abusi su minori sono un equivoco”

Il diplomatico, arrestato nelle Filippine, potrebbe restare in carcere fino al 15 maggio. L’avvocato Busuito segue il caso con un legale filippino: “Non c’è stato alcun contatto di tipo sessuale con i bambini”

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Roma – Daniele Bosio, l’ambasciatore italiano in Turkmenistansospeso dal servizio nei giorni scorsi dopo essere stato arrestato nelle Filippine per violazione della legge sui minori, dovrà restare in carcere almeno fino al 30 aprile. O anche fino al 15 maggio nel caso in cui l’accusa dovesse chiedere una proroga.

LA DIFESA – A dirlo all’agenzia di stampa Adnkronos è il legale del diplomatico, l’avvocato Elisabetta Busuito, che sta seguendo il caso in raccordo con un legale filippino, con il quale presenterà la documentazione a difesa di Bosio, composta da “testimonianze di gente che lo conosce e che conosce le sue attività e da vari affidavit prodotti dalle associazioni e dalle Ong con cui collaborava“. “Noi auspichiamo – ha affermato l’avvocato – che il fatto che non ci sia stato alcun contatto di tipo sessuale con i bambini e le testimonianze che arrivano da tutto il mondo, dagli Stati Uniti al sudest asiatico, possano far capire che si tratta di un equivoco“.

Il legale ha spiegato che, secondo la legislazione particolarmente rigida delle Filippine, per abuso sui minori si considera “anche il solo fatto di stare in un’acqua park, tra decine di persone, con dei bambini”. “Posso escludere con certezza che abbia dormito con loro la notte“, dice poi l’avvocato, mentre “per ora non ho informazioni certe” sulle accuse, rilanciate dall’attivista australiana che lo ha denunciato. Quanto alla contestazione secondo cui il diplomatico avrebbe portato i bambini nel parco di divertimenti senza chiedere il permesso ai genitori, “dalle carte della polizia emerge che l’ambasciatore sapeva che il consenso c’era“.

Intanto, “siamo nella fase preliminare” del procedimento e l’accusa non ha ancora stabilito “quali saranno i capi d’imputazione che verranno poi formulati“.

SOLIDARIETÀ – Al di là delle questioni tecniche, il legale sottolinea infine “l’onda di solidarietà e di vicinanza umana” nei confronti del diplomatico, su Facebook è nato un ‘Comitato internazionale di sostegno a Daniele Bosio, ingiustamente accusato di pedofilia per aver voluto aiutare dei bambini (attività che fa benevolmente da piu’ di 15 anni)‘, che ha già raccolto oltre 700 adesioni, mentre arrivano messaggi da “tanti ragazzi che lui ha aiutato in questi anni e che stanno testimoniando chi è veramente“.

Al riguardo, saranno le indagini della magistratura filippina a fare chiarezza sull’accaduto. Tuttavia una riflessione di fondo noi sentiamo di farla. L’immediato scaricamento di Daniele Bosio da parte del ministero degli Esteri è sembrato subito come una sorta di conferma dei sospetti su Bosio, come se la Farnesina possedesse informazioni tali da avvalorare le accuse. Potrebbe invece non essere così. Se così fosse, non solo sarebbe grave che le istituzioni abbandonino le proprie risorse umane nei momenti di difficoltà, ma si dovrebbe aprire un dibattito più ampio sul questa finta rivoluzione riformatrice dello Stato impressa dal Governo presieduto da Matteo Renzi.

Se si rivelasse l’estraneità di Daniele Bosio dalle accuse gravissime che l’hanno colpito, la ministro degli Esteri Federica Mogherini avrebbe fatto il primo grande figurone internazionale. 

(Credit: Adnkronos)

Un pensiero riguardo “Il legale dell’ambasciatore Bosio afferma: ”Dimostreremo che le accuse di abusi su minori sono un equivoco”

  • 12/04/2014 in 17:40:18
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    In caso di fermo, è la Legge ad impone la sospensione dall’incarico. Quale sarebbe il grande figurone internazionale che farebbe il ministro Mogherini in caso le accuse si rivelassero infondate? Al di là degli eventuali abusi sessuali (non mi pare sia stato fermato per questo) le Leggi filippine sono chiarissime: senza vincoli di parentela, un maggiorenne non può muoversi sul territorio nazionale accompagnato da minorenni. Il beneficio del dubbio ci vuole, ma anche l’eccesso di cautela. Il ministro Mogherini si limita a rispettare regole che anche Bosio ha sottoscritto.

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