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Napoli-Cagliari, da QdN, Questura di Napoli, Sezione CNF: cca’ nisciun è fess! Pericolo sospensione partita

“Con t-shirt pro-Speziale Napoli-Cagliari non si giocherà”. Tifosi estremisti avvisati, mezzi salvati. Circolano voci che gli ultras napoletani abbiano preparato 30.000 magliette che inneggiano all’assassino dell’ispettore Raciti

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Napoli – Se i tifosi napoletani indosseranno la maglietta con la scritta “Speziale libero” la partita Napoli-Cagliari non si giocherà. Lo ha lasciato intendere la Questura di Napoli. Il match è programma questa sera allo Stadio San Paolo. “Eventuali esposizioni, all’interno dello stadio San Paolo di Napoli, di cartelli, striscioni, stendardi, emblemi, magliette, materiale stampato dai contenuti offensivi o comunque intolleranti che incitano alla violenza – ha avvertito la questura, senza citare esplicitamente quella scandalosa maglietta – daranno luogo all’ordine di non avvio, ovvero di sospensione dell’incontro di calcio, oltre a determinare l’adozione di provvedimenti Daspo nei confronti di singoli responsabili, che saranno individuati anche grazie al sistema di videosorveglianza attivo all’interno dell’impianto sportivo“.

Dopo aver appreso che gli ultras del Napoli stanno preparando per il match con il Cagliari 30.000 magliette che inneggiano al tifoso condannato per aver ucciso suo marito, anche Marisa Grasso – la vedova dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, assassinato il 2 febbraio 2007 durante gli incidenti davanti allo stadio di Catania – ha chiesto che la partita del San Paolo non venga giocata se verranno indossate le t-shirt. Pare accontentata con sommo giubilo dell’Italia pensante.

A questa notizia dovrebbe dare una risposta il presidente del Consiglio. Chiudete, non fate giocare, basta“, ha detto la donna ai microfoni di Radio 24. “È una vergogna sentire anche questo. Uno Stato forte prende delle misure forti, non è essenziale una partita di calcio, se ne può fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi. C’è una perdita economica, ma non e colpa mia. Un lavoro non può creare così tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignità perché porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenità a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette, invece, è la risposta che incassa lo Stato“.

Le parole di Marisa Grasso sono durissime: “Questo Speziale, che io non nomino mai, è un assassino e uno spacciatore di droga. È un mercante di morte. Questo si pubblicizza. E questo Genny ‘a Carogna non ha nessun diritto di parola sulla vicenda di mio marito, può parlare solo dei suoi fatti personali. Io ho chiesto giustizia in un’aula di tribunale presenziando ogni giorno per sei anni. E ho saputo la verità, non c’è nessun dubbio sulla vicenda giudiziaria. Due persone sono state condannate per omicidio fino alla Cassazione. In più, mentre era in attesa di giudizio, Speziale aveva la piena libertà di poter parlare e lo hanno arrestato i colleghi di mio marito per spaccio di droga. Non parliamo di sante persone, ma di persone mai pentite. Questa cosiddetta ‘carogna’ che non è mai venuto in tribunale non può indossare una maglietta con quella scritta“.

Antonino Speziale è stato condannato a otto anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale di Filippo Raciti. Il 7 febbraio scorso la corte di Cassazione ha accolto il ricorso dello stesso Speziale, che all’epoca dei fatti era minorenne, per la revisione del processo rinviando le carte alla corte di appello di Messina. Il 22 aprile scorso, Speziale è stato condannato a un anno e settecento euro di multa per spaccio di sostanze stupefacenti dal giudice monocratico del Tribunale di Catania, Rosario Grasso. La procura aveva chiesto due anni, perché avrebbe ceduto marijuana a un conoscente. La difesa ha sostenuto che i 3,7 grammi di droga fossero per uso personale.

Il commissario Gennaro Di Sapio della “QdN sezione CNF”, interpretato da Totò: questa è la Napoli che amiamo