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Mafia, inchiesta sui centri dialisi: ‘Indagini partite dall’assessorato alla Sanità’

Così l’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, all’Adnkronos in merito all’inchiesta su un possibile intreccio tra le attività del boss latitante Matteo Messina Denaro e la gestione dei centri dialisi privati della Sicilia

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Palermo – Abbiamo collaborato con l’autorità giudiziaria affinché si facesse luce su questi casi, ha affermato l’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, rispondendo all’Adnkronos in relazione all’inchiesta su un possibile intreccio tra le attività del boss latitante Matteo Messina Denaro e la gestione di centri dialisi privati in Sicilia.

Da un anno – ha spiegato Borsellino – l’assessorato sta svolgendo un’attività di verifica dei i profili autorizzativi di tutte le strutture private accreditate, quindi non solo dei centri di emodialisi, in modo da verificare la coerenza fra i contratti che queste hanno con le Asp di riferimento e le procedure autorizzative“. “Proprio da questa verifica incrociata è venuto fuori – ha spiegato l’assessore alla Sanità – che alcuni centri di emodialisi avevano contratti con le Asp intestati a una società diversa da quella nota all’Assessorato e che non risultava fra i nostri soggetti accreditati.

Secondo le procedure, compito della Regione è il riconoscimento dell’accreditamento, mentre alle Asp (Aziende Sanitarie Provinciali, la nuova denominazione delle ASL in Sicilia) spetta la sottoscrizione dei contratti.

Secondo quanto riferito dall’assessore Borsellino, al momento dell’accreditamento l’interlocutore della Regione era una società diversa rispetto a quella con cui poi è stato firmato il contratto. L’Asp avrebbe dovuto comunicare all’assessorato alla Sanità il passaggio nella proprietà della società in modo da perfezionare il provvedimento di accreditamento. “Questo – spiega Borsellino – perché non sfugga mai chi è il vero titolare, ma – aggiunge – in questo caso non è stata fatta alcuna comunicazione“.

Da qui il sospetto che vi possano essere cointeressenze tra il latitante Messina Denaro e il settore della sanità siciliana.

(Adnkronos)