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Svizzera, salario minimo di 3.970 Franchi al mese: bocciato il referendum

I votanti svizzeri hanno bocciato la consultazione promossa dai sindacati che avrebbe trasformato la Svizzera nel Paese con gli stipendi più alti al mondo. Ma agli stranieri che vogliono andare a risiedere nel Paese è richiesto di dimostrare un reddito di almeno 3.300 euro

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I cittadini svizzeri che hanno partecipato alla consultazione popolare che proponeva l’introduzione di un salario minimo di 18 franchi l’ora, circa 15 euro, che avrebbe portato lo stipendio mensile minimo a circa 3.250 euro mensili. Secondo i primi exit poll, divulgati dell’emittente Srf (Schweizer Radio und Fernsehen), il referendum proposto dai sindacati è stato bocciato dalla maggioranza dei votanti.

In caso di vittoria dei sì, la nuova legge avrebbe fatto della Svizzera il Paese con gli stipendi più alti al mondo. Su base mensile si sarebbe trattato di circa 3.970 Franchi Svizzeri come base di partenza per ogni lavoratore, l’equivalente di 3.250 euro.

Cifre inimmaginabili anche per la ricca Germania, che dal 2017 introdurrà un salario minimo di 8,50 euro l’ora o per gli Stati Uniti, dove il presidente Barack Obama ha proposto di alzare la soglia del salario minimo a 10,10 dollari l’ora.

La proposta di aumento del salario minimo è stato criticato dagli stessi lavoratori (forse anche perché limitante il merito, molto apprezzato e valorizzato in Svizzera), ma anche dalle imprese, perché avrebbe reso meno competitivo il sistema produttivo elvetico, che sta vivendo al contrario una brillantezza sconosciuta a molti Paesi confinanti, in primis l’Italia oberata di tasse.

Gli svizzeri hanno detto “no” all’italianizzazione del mercato del lavoro, ma l’aspetto salariale è solo uno dei tanti aspetti che riguardano un sistema ingessato come quello italiano, mentre in Svizzera (malgrado il problema dei frontalieri che accettano salari più bassi e fanno concorrenza “sleale” ai lavoratori del posto) la verve produttiva è un dato oggettivo.

(Credit: Adnkronos)