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Pil sempre “depresso”, ma per l’Ocse l’Italia meglio di Francia e Spagna in aprile

L’Istat conferma le stime di metà maggio. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie è aumentata dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ma è diminuita dello 0,6% in termini congiunturali

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Nel primo trimestre dell’anno il pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013, confermando la stima preliminare diffusa il 15 maggio 2014. Lo rende noto l’Istat in un comunicato.

Il primo trimestre dell’anno, rileva l’Istat, ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al primo trimestre del 2013. La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,2%.

Sale la spesa delle famiglie – In termini congiunturali – comunica l’Istat – le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,3% e il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) ha segnato una variazione nulla. Dal lato della domanda, le esportazioni hanno registrato un incremento dello 0,8% e i consumi finali nazionali dello 0,1%, mentre gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’1,1%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,1%, quella della Pubblica Amministrazione (PA) e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) dello 0,4%. In termini tendenziali, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1,3% e il totale delle risorse ha segnato una diminuzione dello 0,1%. Dal lato della domanda, le esportazioni hanno registrato un incremento del 3,3%, i consumi finali nazionali una flessione dello 0,3% e gli investimenti fissi lordi un calo dell’1,3%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,6%, mentre quella della PA e delle ISP è aumentata dello 0,3%.

Il valore aggiunto per settore – Nel primo trimestre il valore aggiunto registra un andamento congiunturale positivo nell’agricoltura (2,2%) e negli altri servizi (0,1%) e una variazione nulla sia per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni, sia per quello del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali; la variazione congiunturale risulta negativa per l’industria in senso stretto (-0,2%) e per le costruzioni (-0,9%) – si legge ancora sul sito dell’Istituto di Statistica -. In termini tendenziali, il valore aggiunto dell’agricoltura è aumentato dello 0,2%, mentre ha registrato variazioni negative in tutti gli altri comparti dell’economia (-0,5% nell’industria in senso stretto, -1,7% nelle costruzioni e -0,2% nei servizi).

L’andamento del PIL negli altri paesi – Nel primo trimestre, il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,8% in Germania e nel Regno Unito, è rimasto invariato in Francia ed è diminuito dello 0,2% negli Stati Uniti. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,1% nel Regno Unito, del 2,3% in Germania, del 2,0% negli Stati Uniti e dello 0,8% in Francia. Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nel confronto con lo stesso trimestre del 2013.

I dati Ocse – Il super-indice dell’Ocse segna un trend positivo della crescita nella zona euro e in particolare in Italia. In Germania e in Francia il superindice segna un trend “di crescita stabile”. Nei paesi emergenti, invece, il super-indice segna “rallentamenti dell’attività” nelle principali economie mentre nell’area dell’Ocse il super-indice registra una “dinamica di crescita stabile”.

(Adnkronos)